Qui scriverò tutte le cose che mi verranno in mente. Quando ne avrò voglia, quando avrò tempo, quando starò - come oggi - senza voglia di fare un cappero. Lo prometto. No, anzi. Lo giuro!




 

giovedì, maggio 15, 2008

 

 

The end.

 

Oggi alla radio hanno mandato questo pezzo (maledizione!). Il cuore ha iniziato a battere forte nel petto. Una marea di ricordi sono esplosi nella mia mente. Mi è venuto da piangere. Per fortuna ero solo in auto e nessuno poteva vedermi. Mi sono guardato nello specchietto retrovisore. Avevo gli occhi e lo sguardo della tristezza. Sembra che tutto il mondo sia contro di me. Non faccio la vittima. Io sono il carnefice. Ma anche i carnefici, alla fine, si sentono accerchiati.Vado in un posto per non pensarti e ti ritrovo. Ti saluto e nemmeno mi rispondi. Fingi indifferenza. Mi tratti come un povero stronzo. Be’, magari, ora pensi proprio questo di me. Mi sa che siamo proprio alla fine. Me la sono cercata. Me la sono meritata. Come si dice? La giusta punizione per chi tenta di rovinare sempre tutto. Come se cercassi sempre un terremoto che sconquassa tutto. E alla fine rimango sorpreso dagli effetti devastanti della scossa. Che stupido…

 

Meglio questo. Meglio un terremoto che un lento morire nelle chiacchiere insulse. Almeno me lo sono scelto. So che tu non la pensi così. Ma, vedi, la vita degli uomini è piena di miserie, l’uomo è un animale crudele. Queste sono le uniche giustificazioni che riesco a darmi. Ma le scrivo solo sulla carta. Sulla carta le miserie non puzzano. Però, quando uno è alla fine…insomma, uno può dire quello che vuole, quelle miserie diventano di carta e le rendo più astratte. Ma miserie non sono…chissà, a volte è così difficile distinguere fra crudeltà e giustizia. Anche Hitler pensava di essere nel giusto e molti (moltissimi, anche noi qui in Italia) gli hanno creduto. E invece il mondo è fatto di azioni, di atti..cose concrete che però poi passano, perché l’azione si verifica, succede…e succede solo in quel preciso momento lì, e poi svanisce, non c’è più. Non è vero che verba volant. Verba manent. Di tutto ciò che siamo, di tutto ciò che siamo stati, restano solo le parole che abbiamo detto e non quello che abbiamo fatto in quel dato luogo e in quel dato momento.

 

Restano le parole..le mie..o le tue quelle che mi hai sempre ribaltato e ritorto contro come aghi appuntiti e come lame affilate. Quante volte hai usato le mie confessioni contro di me? Quello che ferisce gli altri, poi, si dimentica. Quello che ferisce noi, invece, rimane. Ma chi testimonia per il testimone? Il punto è questo, nessuno testimonia per il testimone. Per fortuna che la scrittura è sorda. Anche questi suoni che sento ora moriranno. Moriranno come morirà questa pagina dopo essere stata letta. La scrittura fissa le parole e le uccide. Anche se la scrittura falsa tutto. Ma sotto? Sotto la vita è viva come quando sollevi una pietra e trovi un formicaio e le formiche scappano in tutte le direzioni.

 

Alla fine, tutto diventa e finisce in merda. Siamo tutti in una fogna anche se alcuni guardano le stelle. Anche i sentimenti muoiono e vanno sotterrati. Cosa resta? Un buco nero in cui scavare. Chissà come mi odi ora per aver raccontato la nostra storia. Sai, se c’è qualcuno che i comuni giuda, quelli che tradiscono per tradire, odiano senza pace, è proprio Giuda, che tradì per fedeltà…Ma se proprio dovessi scegliere il personaggio, tra Giuda che per trenta denari salvò quelli che Gesù pensava di salvare con la sua croce e Bruto che per giochi di potere pugnalò alle spalle Cesare, sceglierei Iago. Almeno quella tra Otello e Desdemona era una storia di amore e di gelosie. Più simile alla nostra. Anche se Iago doveva avere l’anima un po’ pelosa.. Come me.

 

Ora mi resta solo questo niente. Questo silenzio. Raccogliere le briciole. Ricordi che galleggiano in una schiumetta bianca di una malinconia infinita. So che mi volevi bene davvero. Volevi il mio bene. Volevi anche il tuo. O ciò che tu pensavi che avrebbe potuto essere il "nostro" bene. Anche io te ne volevo. E te ne voglio ancora molto. Ma il verme è nel frutto. In quella maledetta mela che ci offre il serpente. Saremmo tutti felici, se non fosse così.

 

Senti, il resto della storia raccontalo tu, chè io non ho più voglia di ricordare. Ti ho chiesto scusa. Non è bastato. Non mi hai perdonato. Amen. E poi a che servirebbe? Non bisogna farlo e non serve a niente quando siamo stati così stolti. A volte, le cose vanno per conto loro, senza perché, senza ma. Il brutto non è solo questo. Il brutto è che l’amore se n’è gghiuto. E non vedo l’ora di andarmene anche io.

 

Ora bisogna pensare solo al futuro. Di futuri ce ne sono tanti. Io ti auguro il migliore possibile. Pensare a cose belle o come diceva quello in quella canzone (forse, era Tenco) “e lontano lontano nel tempo forse un giorno negli occhi di un altro troverai un po’ dei miei occhi…”

 

Solo in una cosa hai sempre sbagliato. Nel pensare che la vita sia o così o cosà. I futuri si dividono sempre in due, in quelli (come te) che continuano a pensare che la storia la facciamo noi con le nostre mani, e in quegli idioti (come me) che continuano a sognare, pensando che la storia è come l’amore e come la musica.

 

Ora c’è solo lo schermo e il film è finito. Dopo i titoli di coda che scorrono, appare “the end”.

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 00:30 | commenti (1)

sabato, maggio 10, 2008

 

 

Lettera di un anonimo ai bloggherZ.

 

Non serve che vi dica il mio nome. Vi basti sapere che sono nel giro del web da un sacco di tempo e che, dopo tutti questi anni-decenni-secoli di esperienza nel settore, conosco il mio mestiere.

 

Alcuni mi chiamano Anonimo, altri u.a. (utente anonimo), ma, secondo me, è sbagliato chiamarci così: potrebbero nascere equivoci, perché ci sono un sacco di Anonimi in giro ed u.a. di varia qualità.

 

Noi (veri) Anonimi siamo quelli che scrivono commenti arguti senza firma sui blog, sapendo (pensando) di essere riconosciuti, ma siamo anche quelli che vanno in giro con pennarelli doppi neri (o rossi) negli autogrill sulle autostrade, entrano nei bagni e scrivono numeri di cellulari sulle pareti piastrellate. Il mio commento migliore è stato. “Chiamami, sono una grandissima troia, amante delle sculacciate, ma che ama fare pompini con l’ingoio” (seguito da un numero di telefono). Ebbi un sacco di chiamate quella volta al punto di essere costretto a cambiare la scheda telefonica.

 

Quindi, non chiamatemi Anonimo. Non chiamatemi per niente. Saltiamo le formalità, d’accordo? Lo dico alla Wanna Marchi “d’accordo?”. Quando mi leggerete, fate finta di non avermi letto. Solo chi può sapere, sa. Chi non sa, può solo immaginare. Scervellarsi inutilmente. E' questo che mi piace. Sapere quello che gli altri penZano di me. Io lo so. Loro no. E' come giocare al gioco del "Chi è?" sulla "Settimana Enigmistica". Tu hai la soluzione in tasca e loro si dannano a cercarla.

 

A me piace da morire tirare il sasso nello stagno e nascondere la mano. Vedere gli infiniti cerchi concentrici formarsi sul pelo dell’acqua. Godo a leggere le polemiche infinite senza costrutto alcuno che può scatenare la mia scintilla lanciata in un granaio. Per questo si chiamano flames.

 

Come farete a riconoscermi? Vi cercherò io. I disperati sanno dove trovarmi. Vedete, se è vero che voi dovete fidarmi di me, anche io devo potermi fidare di voi. La nostra impresa richiede lavoro di squadra.  Voi dovete fornirmi la materia prima emotiva. Non potete limitarvi a star lì seduti fermi a far niente o a scrivere insulsi post in un blog frequentato da quattro amichetti ossequiosi che vi salutano o vi riempioni di complimenti. Avete bisogno di noi. Noi siamo la vostra coscienza che vi parla senza firmarsi. Siamo selettivi. Abbiamo la parola mirata. Colpiamo uno per ammazzarne cento. Guardatemi negli occhi, non ve ne pentirete.

 

Grazie, ci vediamo presto qui su questi schermi.

 

A.

Trimonato da BaroneAgamennone | 12:27 | commenti

lunedì, maggio 05, 2008

 

 

Un’estranea: Ma non stai dicendo sul serio, vero?

 

Eva Qu: Sì, sì, dico sul serio: io e lui ci siamo sposati davvero!

 

Un’estranea: Ma stai forse cercando di dire che lui si è sposato una supposta?

 

Eva Qu: Sì, ma effervescente!

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 18:22 | commenti (4)

mercoledì, aprile 30, 2008

 

Lo sai che mi sono sposato?

 

Ah sì? Con chi?

 

Con Eva Qu.

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 05:45 | commenti

martedì, aprile 15, 2008

Trimonato da BaroneAgamennone | 10:51 | commenti (8)

domenica, aprile 06, 2008

Trimonato da BaroneAgamennone | 18:48 | commenti (2)

sabato, aprile 05, 2008

 

Ferrara sei brutto. Oggi maiale, domani prosciutto.

 

Anche oggi il papa ha lanciato un appello ai fedeli contro aborto e divorzio. A Giuliano Ferrara, invece, nelle piazze, lanciano le uova. Il leader  pro-life per una moratoria sull’aborto, direttore del Foglio, dice che non porgerà l’altra guancia (ma riuscirà a trovarlo il guanciale in quella montagna di ciccia?).

 

Pare che saranno proprio i voti dei cattolici indecisi a dare una svolta a questa difficile tornata elettorale fatta di caccia ai voti dei "centristi". Al centro mirano sia Casini, che Berlusconi. E anche il PD di Veltroni.

 

Giuliano Ferrara, anni fa, disse a “MicroMega” che “Per fare politica bisogna essere ricattabili”. Ma, a quanto pare, ora è lui che si sente l’Unto dal ricattato dal Signore. A me, più che unto, Ferrara sembra solo un leccaculo raccomandato di ferro. Uno che ha fatto carriera prima nel Pci grazie alla sua famiglia di comunisti seri, poi nel Psi grazie a Craxi e Martelli, infine in Forza Italia grazie al Cavaliere Silvio e signora (che finanzia tuttora il suo giornalino).

 

Me lo ricordo con le sue bretelle rosse, imposto da Craxi alla Rai e al suo allora presidente Enrico Manca, con quei programmi-spazzatura: Linea rovente, Il Testimone, l’Istruttoria, Il gatto, Radio Londra. In Rai, il presidente Manca gli fece avere un contratto di 500 milioni di vecchie lire per sei mesi. Poi passò in Fininvest: 2 miliardi l’anno. E fu subito Telegatto. Nel ’91 Bettino lo parcheggiò all’Europarlamento (30 milioni alo mese). La presenza era facoltativa, lo stipendio no. Nel ’94 – osserva maligno Sgarbi – lo share di Ferrara precipita al 5% e allora il Platinette Barbuto si ricicla come politico sull’ennesimo carro del vincitore del momento. Governo Berlusconi, ministro dei Rapporti con il Parlamento (mai stati così tesi nella storia repubblicana).

 

Ora questo bell’esemplare di self made man decide di cavalcare la tigre anti-abortista, pur di mettere in riga chi pecca. Un cerchiobottista dai riflessi lenti, diamogli tempo e finirà come Mastella: con il non capire più da che parte sta, magari sperando che nessuno racconti la sua carriera. Ma non tirategli le uova, per carità, in fondo, questo vuol dire essere bipartisan: il bene e il male non sono sempre separabili con un taglio netto.

 

 

 

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 14:54 | commenti (1)

giovedì, aprile 03, 2008

 

Mickey Chávez

Trimonato da BaroneAgamennone | 17:03 | commenti (2)

sabato, marzo 29, 2008

 

 

 

Con l’ora legale, sento pure l’odore della Primavera.

Sto in menopausa.

Questo blog resta aperto perché ho messo a stendere i panni.Così, si asciugano prima.
Mi piace sentire quel buon profumo di bucato...

PS: Voi lo usate Coccolino?

Trimonato da BaroneAgamennone | 11:46 | commenti (1)

 

Odio Vasco Rossi.

Sì, è vero. Lo dico da sempre. A me, Vasco sta sul cazzo. Ma davvero pure tu, nuv, mi hai rotto le palle. Non capisci una mazza di niente di quello che ti dico e che cerco di spiegarti. Mai. Parti in quarta come quel tir che, mentre frenava, mi stava ammazzando l’altro giorno. Io capisco la gelosia, la capisco benissimo, perché sono geloso da matti anche io di te. Ma tu pensi sempre che nella mia testa ci sia qualcun’altra. O che inciuci con altre donne. In realtà, nella mia testa, nel mio cuore, dentro il mio cazzo, in quell’anima che ho (se ce l’ho) ci sei sempre e soltanto tu. Ma se questo non lo capisci, se non riesci a capirlo nemmeno quando te lo dico, allora, non posso farci niente. E non è colpa mia. Spero solo di dimenticarti presto.

Trimonato da BaroneAgamennone | 01:10 | commenti (5)

martedì, marzo 25, 2008

 

Identità di Vincenzo Cerami

Cosa significa smarrirsi? Viviamo in un tempo confuso, stralunato. Non sappiamo chi siamo. Pare che la causa del delirio sia la nostra società, divenuta indistinta e omogeneizzata. Il sentimento di mancanza d’IDENTITÀ (è la parola di oggi) ci fa somigliare all’innamorato che non capisce più niente. Nell’amore, infatti, il rischio di perdere se stessi è fatale: da sempre chi "sbrocca" per amore è un fantasma che insegue come un automa l’altra metà della sua vita. Noi, nel Duemila, siamo "sbroccati" senza essere innamorati. Ci domandiamo chi siamo.

In proposito vengono in mente i rami intrecciati della quercia che dalla tomba di Tristano, traversato il tetto della cappella, ricadono sulla tomba di Isotta. La loro storia ebbe gli stessi intrighi. Tristano, dicono i più, fu mortalmente ferito da un nemico chiamato anch’egli Tristano. E mentre, morente, aspettava che giungesse la sua Isotta, l’irlandese dalle chiome d’oro, arrivò in sua vece la legittima moglie Isotta, la bretone dalle bianche mani, che egli non amava ormai più da tanto tempo.

Finalmente irruppe la bionda innamorata, ma lo trovò morto. E morì anche lei, di crepacuore, baciandolo sulla bocca. Tanto strazio del cuore ci ricorda che tra le canzuni baresi de lo tiempo antiquo si può trovare questo ritornello: «Mamma, mamma… chiudi la porta, non voglio vedere più nessuno. Faccio finta che sono morta per far piangere qualcuno».

Non sappiamo quanto hanno in comune il non-essere nell'amore e la carenza d'identità nella globalizzazione. Comunque è meglio essere smarriti in due che da soli.


Pubblicato il: 24/3/2008 su l’Unità.it


Trimonato da BaroneAgamennone | 20:18 | commenti (1)

Come si cambia…

Trimonato da BaroneAgamennone | 20:11 | commenti

 

 

Lo spettacolo (innanzitutto).

Nella triste storia di Alfredino (il bambino caduto nel pozzo di Vermicino), in questa immagine del tiggì dell’epoca, la cosa che mi fa più impressione sono quei due giornalisti che prendono la madre per un gomito (mentre sta di spalle e parla disperata con uno dei soccorritori) e la costringono a farla girare verso le telecamere…

ALFREDO - Baustelle


Un pezzetto bello tondo di cielo d’estate sta
sopra di me.
Non ci credo.
Lo vedo restringersi.
Conto le stelle.
Ora.
Sento tutte queste voci.
Tutta questa gente ha già capito che
ho sbagliato.
Sono scivolato.
Son caduto dentro il buco.
Bravi, son venuti subito.
Son stato stupido.
Ma sono qua gli aiuti.
Quelli dei pompieri.
I carabinieri.

Intanto Dio guardava il Figlio Suo.
E in onda lo mandò.
A Woytila e alla P2.
A tutti lo indicò.
A Cossiga e alla Dc.
A BR e Platini.
A Repubblica e alla Rai.
La morte ricordò.

Scivolo nel fango gelido.
Il cielo è un punto.
Non lo vedo più.
L’Uomo Ragno mi ha tirato un polso.
Si è spezzato l’osso.
Ora.
Dormo oppure sto sognando,
perché parlo ma la voce non è mia.
Dico Ave Maria.
Che bimbo stupido.
Piena di grazia.
Mamma.
Padre Nostro.
Con la terra in bocca.
Non respiro.
La tua volontà
sia fatta.
Non ricordo bene.
Ho paura.
Sei nei cieli.

E Lui guardava il Figlio Suo.
In diretta lo mandò.
A Woytila e alla P2.
A tutti lo mostrò.
A Forlani e alla Dc.
A Pertini e Platini.
A chi mai dentro di sé il Vuoto misurò.

Baustelle, Amen (2008)

Trimonato da BaroneAgamennone | 19:44 | commenti

sabato, marzo 22, 2008

è bello avere

la testa tra le nuvole

quando hai i piedi

nella giusta direzione.

scopriti più sicuro.

 

 

 

scopriti più nokia

 

Nokia 6110

il Navigator

Trimonato da BaroneAgamennone | 15:47 | commenti (4)

venerdì, marzo 21, 2008

 

Se Enrico Ghezzi su raitre ha inventato l’asincrono, in cui la voce non coincide con le immagini (o viceversa), allora Joe Cocker ha reinventato i Beatles...

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 21:26 | commenti

 

Nessun dorma? Seee, magari…

Trimonato da BaroneAgamennone | 21:20 | commenti

 

 

Come si usava dire (una volta) nelle radio (libere).

 

Da doretta a nuvola con tanto (ma tanto ) affetto…E’ così che nascono i nuovi amori…

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 01:05 | commenti (1)

martedì, marzo 18, 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciao, Ninni.

 

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 20:02 | commenti (1)

lunedì, marzo 17, 2008

 

Oggi, alla radio, ho sentito per la prima volta questa canzone dei Negroamaro e, a tratti, mi venivano dei brividi che mi facevano accapponare la pelle…

Trimonato da BaroneAgamennone | 23:21 | commenti (1)

mercoledì, marzo 12, 2008

 

 

Evolution of dance.

 

Un po’ di tempo fa, dopo un corso sulla comunicazione, mi venne in mente di parlare del linguaggio. Delle parole, soprattutto. Di come siano legate alla storia. Ma anche di come vengano condizionate (costrette) dalle relazioni che abbiamo con gli altri. Guardando questo video, invece, non mi sembra che la danza sia molto cambiata. O forse sono io che non me ne accorgo. Forse il tipo che balla dovrebbe semplicemente cambiare abito…E’ l’abito che fa la musica? Come al monaco? I gesti non bastano più.

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 22:10 | commenti (2)

 

 

 

Colours

 

Giallo

Itterico, sole giallo come un girasole

Sorriso luminoso di qualcuno che ti guarda

 

 

Verde

Prato, campagna dentro l’orto, pace profonda e profumo

 

Marrone

Cacca di cane, scarpe sporche, il calore di un camino acceso

 

Blu

Mare, onde che sommergono e soffocano

 

Fucsia

Bambole con i vestitini, decorazioni su una torta

 

Rosso

Amore, cuore, sangue, tante rose mandate ad una donna che si ama

 

Beige

Una maglietta intima che non metto mai

Sabbia calda

 

Il colore della fine qual è? Il nero, forse. O il bianco.

Trimonato da BaroneAgamennone | 00:12 | commenti (4)

lunedì, marzo 10, 2008

 

Rapid Eye Movement.

 

Il primo aprile, uscirà il prossimo album di Michael Stipe e della sua band: i R.E.M.  Alla radio stanno già passando il singolo “Supernatural superserious”, un pezzo estremamente rock, lontano dalle delicatezze solite del gruppo statunitense. Su YouTube si può trovare il videoclip che hanno girato in un negozio di biancheria intima.

 

Il pezzo che ho messo in sottofondo sul blog è quello che dà il titolo all’album: “Accelerate”. Si sente malissimo, lo so, ma visto che in Italia uscirà solo il prossimo mese, è davvero un’anteprima.

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 23:29 | commenti (1)

domenica, marzo 09, 2008

 

 

Mi sono scocciato di essere sempre incazzato e nervoso. In atteggiamento di difesa bellica. Non cerco nessuna felicità. E nessuna guerra. Voglio soltanto stare rilassato e in pace con il mondo intero. Questo blog torna in modalità peace & love. Ma non rompetemi più i coglioni, per favore.

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 12:02 | commenti (11)

sabato, marzo 08, 2008

 

 

Cocca-oca. Coca-cola. Cocchina cara.

 

Io potrei averlo un uomo, oppure no. Chi lo sa? Io sono solo? Forse sì, forse no, chissà chi lo sa? L’uccellin della campagna, forse, un giorno, ce lo dirà…

 

Io non lo dico certo qui se mi sono sfidanzato & rifidanzato. Lo troverete pubblicato su “Oggi” o su “Gente”. Magari sulla “Gazzetta Ufficiale”. Ma certamente non qui.

 

Io non faccio come certi mariti. La botte piena e la moglie ubriaca. Mentre lui se la spassa, caldo e affettuoso, in un pomeriggio noioso (che non ha un cazzo da fà), lui le consiglia di spassarsela e di lasciar perdere le cose inutili, noiose e lunghe. E lei, nel frattempo, per contraccambiare, gli consiglia di spassarsela. Magari gli passa pure qualche numero di telefono. E, in effetti, sia lui che lei se la spassano alla grande. Lei pure nella piazzola di una pompa di benzina.

 

Io ho smesso di parlare da tempo delle mie cose private ed intime. Non ve lo dico solo per discrezione. Ho un tumore al seno, ma passerà. Non vi preoccupate. Un giorno tornerò. Con le tette rifatte, però.

 

Stasera, pensavo di portarmi a letto uno conosciuto in un pub. Ma nell’oscuro segreto della sagrestia di un vescovo, mentre ne parlavo, a me, sembrava una persona tanto per bene. Tranne quando mi ha preso la mano e me l'ha poggiata sul suo pene eretto. Io, ovviamente, mi sono messo a ridere o a piangere (ora non mi ricordo bene). Ma era alto, bello, ricco (soprattutto libero) quasi coerente come il Tettamanzi. Come Fini, come Berlusconi e come Casini che parlano (convintissimi) della blasfemia delle separazioni e delle famiglie di fatto. Ne parlano con molta discrezione e tatto (proprio come il Tettamanzi), mentre lasciano mogli e figli, si separano e trombano allegramente in secondo letto. Sollevando la toga color porpora in un confessionale. Tirando fuori un libricino di barzellette su Totti durante l’intervallo tra la coerenza e la contraddizione. Tanto per farci su due risate.

 

Con rispetto e discrezione (mumble mumble) torno a fare il mio lavoro solito: spiare i commenti anonimi sui blog (poi li pubblico qui, appena li scovo). Basta bugie è troppo da vili. Ciao. Grazie, prego, scusi, tornerò.

 

Barone

Trimonato da BaroneAgamennone | 19:50 | commenti (4)

 

Madò, emmenomale che hai chiuso il blog! Sembra che tu stia scolpendo  le dieci tavole di Mosè...

Trimonato da BaroneAgamennone | 02:38 | commenti

giovedì, marzo 06, 2008

 

Un’onda grande. Ma davvero grande grande grande. Grande, insomma.

 

Vi ricordate lo tsumani? Ecco, quello. Uno sta in spiaggia a prendere il sole e arriva la tempesta. Inaspettata. Impensabile. Ma arriva, con il suo vento carico di morte e di distruzione. In vacanza non ci si aspetta la fine.

 

Grazie, nuvola, ci sei riuscita. La tua capacità distruttiva è incredibile. Arrivi dove nessuna mente umana diabolica arriva. Quella tua arroganza, quella tua aggressività. Rivendicando quello che non sta scritto da nessuna parte. In nessun libro. In nessun codice. Quella stessa libertà di pensiero e di movimenti che tu rivendichi per te stessa sempre, è la stessa che neghi agli altri. Quel tuo modo di essere pervicacemente invasiva, fingendo di essere la vera vittima dei destini umani del globo terrestre. Lamentandoti, poi, di essere stata violentata dallo stupratore di Boston.

 

Arrivi con il tuo carico di chiacchiere insulse e poi ti incazzi se qualcuno ti risponde o ti prende per il culo. Aveva ragione quella pazza che ti ha incontrato per un minuto in un commento e poi ti ha aperto un blog, dedicandotelo, per farti capire che non puoi investire come un tir autosnodato, se qualcuno non ti ha raccolto il fazzoletto, mentre le sputavi sul viso.

 

Non puoi avere sempre ragione tu. Non puoi rivendicare sempre diritti, se quegli stessi diritti non sai riconoscerli a nessuno che non ti bacia la pantofola.

 

Riesci a ferire sempre le persone sensibili. Con me non ci sei riuscita, tranne qualche volta. Ma io ormai ti conosco. Non ci casco più. Con altri ci riesci benissimo. E questo mi dispiace. Mi dispiace per te che non riesci a capire mai quando è arrivato il momento ed il motivo di smetterla e mi dispiace per chi viene travolto dalla tua irruenza da panzer bellico.

 

Il problema di questo mondo è che siamo troppo deboli. Troppo fragili...

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 23:32 | commenti (5)

 

Sogni d’oro.

 

Ci sono giornate fredde e piene di pioggia, con il cielo plumbeo, in cui non ho voglia di fare nulla. Nemmeno di uscire. Mi piace oziare tutto il giorno. Questa è una di quelle.

 

Mi piace dormire…

 

Sì, va bene, però, ci sta questo qui che a me non mi vede proprio…

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 19:33 | commenti

 

Io ostento, tu ostenti, noi ostentiamo.

 

 

 

#1   09:37, 06 marzo, 2008


siete davvero ridicoli, sapete? fate ridere, dico davvero. tutti quanti.

cosa volete fare, ostentare?

MentaPiperita

 

 

#2   09:53, 06 marzo, 2008


ma come ti permetti?
 
barone, che sei diventato lo zimbello del web, beh

 

ostentate ostentate pure, a me fate ridere.

 

ostentare tutto questo ridicolume

 

bar. se vuoi evitare prossime incursioni, evita di ostentare


MentaPiperita

 

 

#3   09:54, 06 marzo, 2008

 

 

la responsabilità è sua. soltanto sua.

 

perciò ostenta pure, mio caro barone.

 

che ridicoli.


ostentare per ingannare

 

MentaPiperita

 

 

 

 

 

 

#4   10:17, 06 marzo, 2008

 

 

almeno abbi il buon gusto di tenere le tue porcherie nel vostro blog privato e smettila di ostentare

 

 

MentaPiperita

 

 

infine. oggi ho la biopsia bar.

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 11:44 | commenti (3)

 

 

Cuore blu.

 

In principio la vita dell'uomo era regolata da due fattori: la notte e il giorno, l'oscurità e la luce.


Nella notte l'uomo fermava ogni azione, si rifugiava nella sua caverna e si avvolgeva nella sua pelliccia, aspettando l'alba. All'arrivo del giorno ricominciava ad agire, si metteva di nuovo in viaggio, alla ricerca di cibo.


La notte portava passività, immobilità, calma. Il giorno portava con sè la possibilità dell'azione, l'energia, lo stimolo. I colori che rappresentano questi due ambienti sono il blu scuro del cielo notturno e il giallo lucente della luce del giorno.

Il blu scuro rappresenta la completa calma, porta alla tranquillità, alla soddisfazione di essere in pace, alla gratificazione libera da tensione. Così, il blu rappresenta i legami che si sviluppano intorno a sè, l'unificazione e il senso di appartenenza.


Il blu è la lealtà, la profondità dei sentimenti, la vulnerabilità. E' empatia, esperienza estetica e acutezza meditativa.


Schelling usa il simbolismo del blu puro nella sua "Filosofia dell'arte" quando dice: "Il silenzio è la più giusta condizione della bellezza, come la pace del mare calmo".
Il blu corrisponde simbolicamente all'acqua calma, al temperamento quieto, alla femminilità. La sua percezione sensoriale è la dolcezza, il suo contenuto emotivo è la tenerezza, l'amore, l'intimo affetto.


Ha profondità e pienezza e rappresenta gioia e soddisfazione. E' la soddisfazione dei più alti ideali dell'umanità, dell'unione con Geo, la madre terra.


Il blu è il vero, la fiducia, la dedizione, la resa e la devozione, i valori durevoli.


L'eternità dell'amore.

Dor

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 02:08 | commenti

martedì, marzo 04, 2008

Si apre (e si apra) la campagna elettorale…