Qui scriverò tutte le cose che mi verranno in mente. Quando ne avrò voglia, quando avrò tempo, quando starò - come oggi - senza voglia di fare un cappero. Lo prometto. No, anzi. Lo giuro!




 

giovedì, settembre 30, 2004

 

 

 

 

Periodo di forte agitazione nel settore bancario. Assemblee sindacali e scioperi.

 

Io, intanto, ho preso già la mia prima influenza. Così, posso stare quattro giorni a riposo a cazzeggiare. Sto postando anche nella Mailing List dei colleghi. Da quando ci sono questi capperi di telefonini che fanno le foto, ormai, non si può stare più sicuri nemmeno quando vai al cesso. Ora c'è una nuova mania. Tutti a fotografare i gabinetti dei propri capi e poi a postarli in ML. E così si è aperto anche un grosso dibattito su questo delicato argomento...

 

Questa è la mail di un collega, cui ha fatto seguito il mio reply.

 

 

 

----- Original Message -----

From: "P." < >

To: <buglia@yahoogroups.com>

Sent: Saturday, September 25, 2004 8:05 PM

Subject: [Abuglia] a proposito di "Minzione last minute"

 

 

egregi colleghi ben ritrovati,


il problema della toilette da sempre in Azienda ha rappresentato
oggetto di dispute accese. mi ricordo, quando ero all'ufficio legale,
di quello sfortunato che dopo aver liberato tutti i suoi travagli
interni si trovò ad affrontare uno dei problemi più annosi: la mancanza
di carta igienica "a posteriori", o quando il buon Renè, con passo
svelto, nell'arco temporale di 15 secondi effettuava tutte le operazioni
(apertura porta, apertura pantalone, SERVIZI VARI, stretta di mano con
il cliente - nei servizi vari ovviamente non era ricompresa alcuna
operazione di igienizzazione) ... ma per questo vi rimando alla NDR di
tonino maradona.


Cambio ufficio e i problemi restano. tra bagni inagibili per mancanza
di luce e porte che non si chiudono ci mancava solo l'intasamento...

 

 

----- Original Message -----

From: ilbaronerosso

To: buglia@yahoogroups.com

Sent: Wednesday, September 29, 2004 8:26 PM

Subject: E' facile dire "cesso"... ma che discorsi di ... merda...

 

 

Carissimi colleghi tutti,

 

 

io penso che le assemblee sindacali, come quella di oggi, servano proprio a far riflettere sui massimi sistemi (come sostiene 'Colino) e, come dice Corradino, qual miglior posto di un cesso per riflettere e concentrare gli sforzi?

 

 

Poi, ahi voglia a dire e lamentarci che, quando Rocchino va al cesso, bisogna chiamare i pompieri e sgomberare i locali...chi ha letto Erica Jong sa benissimo che ( in "Paura di Volare"), tanti anni fa, la nota scrittrice americana intendeva scrivere proprio "la storia del mondo attraverso i gabinetti". Volete qualche spunto?

 

 

I Tedeschi, ad esempio, hanno una piattaforma di ceramica su cui depositare il prodotto (la cacca), in modo da consentirti di poterla guardare bene prima che scompaia per sempre...

 

 

Mentre gli Inglesi hanno la carta igienica molto dura, spesso di proprietà del Governo, e vedono il gabinetto come l'ultima spiaggia del colonialismo, e tu, mentre tiri l'acqua, senti ancora l'Inghilterra come la regina dei mari...

 

Nei gabinetti di Parigi, la luce si accende solo quando si chiude la porta a chiave. I francesi sono pensatori astratti ed anche il termine merde sembra poesia, no?

 

 

I Giapponesi, invece, usano i gabinetti per accovacciarsi, perchè sedersi è un fatto fondamentale per gli orientali. La tazza è nel pavimento e tutt'intorno decorazioni floreali. Questo fa Zen!

 

 

E gli Italiani?

 

 

I cessi del nostro Paese aiutano la cul-tura, perché sono un'ottima occasione per leggere un pezzo del Corriere della Sera sulla carta igienica prima di pulirsi il sedere con le notizie.

 

 

Ma veniamo ai fatti di casa nostra... Qui bisogna tirare (la catena e) le conclusioni del discorso… E’ inutile che continuiate a mandare, ogni giorno, le foto fatte con i vostri telefonini, dopo che i vostri Kapi sono usciti dal gabinetto. Si rischia anche di intasare la posta (oltre che i cessi).

Vi invio, quindi, una piccola rassegna dei cessi in uso nella nostra beneamata Azienda... Aspetto di leggere le vostre considerazioni e proposte (PARLARMENE!).

 

 

Barone

 

 

PS: vi auguro dieci piani di morbidezza...













Trimonato da BaroneAgamennone | 17:07 | commenti (21)

Cesso da strada che verrà installato, molto presto, nei nostri Bancomat.

Trimonato da BaroneAgamennone | 17:06 | commenti

Cesso di Baffona. Notare lo stile elegante e sobrio. Consente anche dei rapidi lavaggi sottoascellari (in considerazione del consueto e frequente olezzo maleodorante).

Trimonato da BaroneAgamennone | 17:04 | commenti

Cesso riservato al personale ausiliario addetto al trasporto della corrispondenza. Consente anche delle rapide docce, in vista delle faticose sudate.

Trimonato da BaroneAgamennone | 17:02 | commenti

Cessi per gli addetti alla Contabilità. Perchè occorre ripetere le tabelline anche nei momenti di pausa!

Trimonato da BaroneAgamennone | 17:01 | commenti

Cessi riservati al pubblico in attesa.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:59 | commenti (1)

Cessi riservati al personale addetto alle pulizie dei locali.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:58 | commenti

Cessi per i colleghi che non superano il metro e venti (di bassezza).

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:57 | commenti

Cessi per i colleghi che superano il metro e novanta di altezza.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:55 | commenti

Cesso per le colleghe che hanno figli che non sono riusciti ad andara a scuola (causa scioperi, varicella o altro).

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:54 | commenti

Cesso guasto.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:53 | commenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cesso (spaziale) della Sala server per gli addetti del settore informatico, manutenzione e riparazioni Intranet e Internet.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:51 | commenti

Cesso per retrosportellisti. Il geniale sistema di separè consente anche dei rapidi controlli per ultime squadrature di cassa.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:50 | commenti

Gabinetto per collega timido ed asociale che anche quando va al cesso vuole stare per i cazzi propri.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:49 | commenti

Cessi per quei colleghi (inseparabili) che hanno iniziato a lavorare assieme due anni fa e mettono sempre le loro scrivanie sempre una vicino all'altro.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:48 | commenti

Cessi per i quadri intermedi in carriera. Notare la foto da pugile che incentiva alla competizione ed a fare (e dare) sempre di più).

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:43 | commenti

Cessi da corridoio per quei colleghi che non hanno mai tempo e che non hanno tempo da perdere.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:42 | commenti

Cessi per dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:40 | commenti

Questi cessi sono utilizzati soprattutto dai dipendenti con contratto interinale o a termine. Normalmente si vedono strisciare nel pomeriggio con la vescica ormai piena. Sono state fatte anche delle altezze molto ridotte, in caso di necessità di shampoo...

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:39 | commenti

Questo è il cesso delle nostre filiali insediate in zone agricole. L'ufficio del credito agrario ne ha fatto richiesta.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:36 | commenti (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questi sono i gabinetti che vengono invece insediati nelle nostre filiali più chic. Il più delle volte nei pressi di stazioni termali o ferroviarie.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:34 | commenti

Questo, invece, è il cesso a' vento, in uso in alcune nostre filiali montane. Il comodo sistema di tubi e di discesa rapida a valle dei liquami consente anche un ottimo incremento fertilizzante nelle campagne circostanti.

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:32 | commenti

Questo è il cesso del nostro Responsabile Marketing, detto "il creativo". Pare che una una chiesa mormona, recentemente, molto interessata, gli ha chiesto la licenza d'uso.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:30 | commenti

Questo, invece, è il cesso che usano all'Ufficio del Personale quando il dipendente si rifiuta di fare la spia su chi non lavora o lavora meno. Un sofisticato sistema di tortura consente al carnefice di legarti e, costringendoti a leggere tutte le Circolari in vigore, il tapino, alla fine, miseramente si arrende..

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:27 | commenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questi sono, invece, i cessi dei nostri dirigenti. Il sistema ravvicinato (studiato apposta) consente di interagire nel management e facilita gli  scambi di opinioni sulle massime decisioni strategiche dell'Azienda.Costano tre milioni di euro l'uno! Ma verranno progressivamente riassorbiti con la riduzione dei ticket dei buoni pasto dei dirigenti e l'aumento delle commissioni alla clientela.

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:25 | commenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

questo è invece il cesso del cassiere-terminalista. Quel sistema di tubi che vedete consente i controlli a distanza (quante volte ci vai, quante operazioni hai fatto durante la giornata, quanti litri di pipì, ecc.).

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:21 | commenti

questo è il bagno del Presidente.. ed ho detto tutto...

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:18 | commenti

Questi sono i cessi ripresi nel bagno dei defenestrati e dei defenestrandi (notare quelli ad altezza più bassa che sono per quelli che gli fa male ancora il culo).

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:16 | commenti (4)

venerdì, settembre 24, 2004

 

In questi ultimi due giorni, ho fatto un corso di aggiornamento full immerschion. “Ci vuoi andare?” mi hanno chiesto mercoledì, quelli dell’Ufficio del Personale. Ho pensato: “Massì, è un modo come un altro per non vedere Baffona ed anche per allungare - di due giorni - il week end (giovedì, venerdì, sabato e domenica!)”. No, perché, io già lo so, di solito, ai corsi di aggiornamento, il pomeriggio, poi, mi annoio e mi addormento.

 

Anche questa volta, è venuto a farci il corso un simpatico ed allegro professore fiorentino di una società del gruppo De Agostini, che ha come sottotitolo al proprio marchio “the knowledge provider” che non si è capito proprio che cappero vuol dire, però, penso, che fa molto fiko.

 

Quando l’ho salutato, gli ho dato del “Lei” e il professore si è pure offeso! “Ma come? – mi ha detto – siamo al follow up e mi dai ancora del lei? Chiamami Roberto, maddài, o’ biskero!?”. Fammok – ho pensato - questo è il follow up? Vabbù, se è il follow up allora diamoci del “tu” (ma che cazzo è stò follow up?). Mah..

 

Dopo aver studiato, nelle lezioni precedenti, discusso ed applicato le grandi innovazioni che hanno comportato il cambiamento nella comunicazione aziendale, in questi due giorni, cercheremo di avviare assieme il “progetto di formazione sul Comportamento Organizzativo Funzionale”, ha esordito così il professore con il suo simpatico accento toscano (sono state le uniche cose che ho scritto nei miei appunti). Dopo qualche minuto, stavo già facendo i miei soliti disegnini con le casette con il comignolo fumante e le barchette nel mare (con il sole) sul mio block notes a quadretti con la penna con il marchio aziendale.

 

Per fortuna, che, tra gli altri, c’era anche una collega molto carina. Non la conoscevo bene. L’ho sentita solo un paio di volte al telefono, però, quando mi ha visto, ieri, mi ha salutato calorosamente, come se fossimo vecchi amici di giochi di infanzia. Ieri, che era il primo giorno, è venuta sobriamente vestita con jeans e maglietta, una cosa normale, insomma. Mentre, oggi, invece, sembrava una vera paladina della rivoluzione dei costumi: con tacco a spillo, minigonna inguinale-sotto-ascellare, che, quando accavallava la coscia, era difficile evitare di intravedere il perizoma (di un colore rosso pallido) e camicia bianca di cotone, aderentissima e trasparente (che le ho contato pure il numero di pizzi che aveva sul reggiseno!). Insomma, un abbigliamento non proprio da “Comportamento Organizzativo Funzionale”, ma che mi sentirei di definire, piuttosto, senza timore alcuno di esagerare, da vera troia.

 

Probabilmente, la mia accentuata sensibilità nei confronti delle problematiche aziendali, intrinseche al mondo del lavoro (stavo abbozzando, infatti, anche una simpatica caricatura di Roberto in posizione e con sorriso da Monna Lisa), l’ha spinta, poi, a scegliere il mio gruppo di lavoro (l’aula corsi era stata divisa dal professore in due tronconi). Che culo (il mio, ma anche il suo)! Si era anche seduta al mio fianco e, quindi, oltre a sbirciarle benissimo le tette, potevo anche ricontarle il numero dei pizzi del suo reggiseno (per vedere se i conti che avevo fatto prima, mi tornavano)!

 

Il problema del nostro gruppo di lavoro era molto semplice: “Motivare e relazionare se e perché dalla struttura organizzativa piramidale a quella della lean organization del sistema comunicante aziendale è possibile individuare il miglior livello del flusso informativo e decisionale”.

 

E lei mi chiedeva - preoccupatissima - come se io fossi l’assistente universitario del professor Zichichi: ”Ma secondo te, la domanda va intesa a tutti i livelli? Dall’altro verso il basso? Dal basso verso l’alto? Laterale o diagonale?”.

 

“Cazzo - le avrei voluto dire - mettiti come vuoi, basta che andiamo a trombare nel bagno, durante il coffee break!”.

 

Il problema di queste bellone è che, solitamente (non sempre, per fortuna), quando dopo due lunghissimi giorni di corso full immerschion, a pranzo assieme, si parla e si scherza, eccetera, e tu sei entrato già un po’ in confidenza (come fossimo amici di  giochi di infanzia) e, così, tu inizi, stupidamente, a fare il “pizzafritta” (come si dice in questo paese di merda dove lavoro), e loro parlano troppo, sorridono troppo e poi si confondono, sbagliando i congiuntivi.

 

Per farla breve, io ero seduto dietro di lei e, da vero gentleman, le avevo garbatamente fatto notare che le si vedeva il bordo del tanga fuoriuscire dal di dietro della minigonna (non volevo che lo vedessero tutti gli altri colleghi che stavano concentrati a seguire e poi il prof. Roberto avrebbe potuto anche pericolosamente distrarsi, perdendo il filo del discorso sulla “pressione temporale“e che cazzo!).

 

Così, le ho semplicemente sussurrato nell’orecchio: “Antonè, scusa, che ne diresti di tirar su un po’ la gonna, che ti si vede la mutanda?”:

E lei: “Che ne diresti se ti dassi un calcio negli stinchi?”

Io avrei voluto dirle: “Che ne diresti se ti dassi l’indirizzo del CEPU più vicino?”. Però, non ho detto niente e, quando è finito il corso, l’ho pure riaccompagnata all’auto, perché, essendo venerdì, doveva ripartire per tornare al suo paesello natìo, in quel di Canosa di Puglia.

 

Ma lì, quando ho visto gli interni della sua macchina, ho sentito uno strano rumore di cocci rotti. Era il mio sincero sentimento amoroso che stava andando in frantumi. In mille pezzi! Aveva: l’arbe magique al gusto della mela e vabbù, passi, ma, dietro, c’erano pure le tendine coprisole con Marilyn Monroe! La calamita con Padre Pio sul cruscotto con scritto “Proteggimi tu”! Il coprisedile con le palline di legno (forse avrà qualche problema di artrosi alla schiena?)! Ma quando ho visto il millepiedi di peluche davanti al lunotto posteriore, ho detto: “Ennò, cazzo, questo non me lo puoi fare! Basta, non posso amarti così..”.

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 22:11 | commenti (45)

domenica, settembre 19, 2004

Credo di essere diventato un essemmessedipendente.

 

Quando sento il bip del mio cellulare, salto in aria! Sarei capace di rispondere anche se fossi attaccato all’unica corda che mi sostiene durante una scalata del Monte Bianco. D’altra parte, ho visto gente interrompere omelie funebri, disinneschi di ordigni bellici e mi sono tranquillizzato: ho capito che è una malattia molto diffusa nel genere umano.

 

Penso che il massimo sarebbe vedere Ciampi, in televisione, durante il discorso alla Nazione di inizio anno, interrompere tutto, infilare la mano nel taschino, tirare fuori il cellulare e dire: “Scusate, italiani e italiane, mi è arrivato un sms, devo rispondere, potrebbe essere mia moglie che è scivolata nella vasca da bagno!”.

 

Ho letto su un giornale che un chirurgo, dopo l’operazione, si è accorto di aver dimenticato il suo cellulare vicino alla milza del paziente e, impossibilitato a “riaprirlo” nell’immediato, è rimasto a vegliarlo tutta la notte. L’infermiera di turno, preoccupata nel vederlo tanto scosso, gli ha chiesto: “Dottore, sono le tre di notte, ha operato tutto il giorno, vada a riposare.. ma è così preoccupato per l’operazione?” E lui: “No, controllo se mi arriva qualche sms”.

 

Mi rendo conto che la mia è una mania e che, poi, la maggior parte delle volte, i messaggini contengono informazioni inutili. Ogni tanto, però, si creano equivoci divertenti. Una volta, mi arrivò un sms per errore. L’interlocutore si era fissato che io fossi una certa Maria. Da persona educata, gli ho risposto – via sms - che aveva sbagliato numero, ma quello insisteva e sembrava incazzatissimo che io non fossi Maria. Alla fine, mi sono stancato e gli ho risposto male: “Senti, bello, sono e mi chiamo Maria, ma ora sto scopando con un altro e quindi smettila di rompermi le palle!”. Oh, come quello non mi ha telefonato? Quando ho risposto: “Pronto?”. Quello mi fa: “Mi passi Maria, cafone!”.

 

Beh, capita pure a me di sbagliare. Quando pesco dalla rubrica il numero di “Angelo”, ad esempio. Io ho due “Angeli” (custodi), in rubrica, e (cazzo) hanno dei cognomi talmente lunghi che non si possono scrivere. Quindi, mando ad Angelo 1, quello che volevo dire ad Angelo 2 (e viceversa). In genere, mi rispondono messaggi brevi, tipo “Ma che cazzo ti sei fumato?” (Angelo 1). Oppure: “Machevvù?” (Angelo 2). Io, poi mi scuso pure, dicendo “No, niente, mi sò sbagliato”. E che cazzo, cambiatevi i cognomi, no? Manco foste marinaripadimeana e lucadimontezemolo messi assieme!

 

A parte quella mia amica di Napoli che mi fa incazzare, perché ha i messaggini memorizzati (con la frase standard: “la mia risposta è: sì/no/non so”, con le varie opzioni) e non ha mai tempo da perdere, perché sembra che stia sempre con le mani a plasmare un prezioso vaso di terracotta e quindi non può schiacciare i tasti, un altro che mi fa incazzare è Angelo 2.

 

Non è colpa sua, perché ha una moglie di una gelosia morbosa ed ossessiva che, la sera, quando rientra, secondo me, gli controlla pure se nelle mutande c’è un pelo che non è il suo. Così, a casa, è costretto a tenere sempre il cellulare spento, per timore che gli arrivi qualche squillo o messaggino di troppo. Una volta, ne abbiamo parlato al “Comitato” (un gruppo di amici che si riunisce per il resoconto mensile di autocoscienza) e non riuscivamo a capire perché Angelo rispondesse con così notevole ritardo. A un nostro messaggino inviato molto tempo prima e a cui non era seguita alcuna risposta, lui rispondeva qualche ora dopo, in genere, o il giorno dopo, in maniera criptica o incomprensibile, perché tu, ormai, hai cancellato e ti sei pure dimenticato che cappero gli avevi chiesto qualche ora prima! Così, abbiamo scoperto che i suoi messaggini da casa, in genere sono “seduti”. Essì, perché, lui può messaggiare solo quando va al cesso! Per le nostre riunioni, infatti, gli dobbiamo dare il preavviso di sei mesi, altrimenti si presenta il giorno dopo (e, ovviamente, gli avvolgiamo il cellulare nella carta igienica).

 

Ci sono poi bizzarri individui che non usano l’sms con l’intenzione di comunicare concetti semplici e veloci come le coordinate di un appuntamento, ma vorrebbero raccontarti per filo e per segno cause e conseguenze di tutto quello gli è accaduto negli ultimi dieci anni. Ho un collega avvocato che – via sms – sarebbe capace di inviarmi tutti gli atti del processo Previti, dal primo grado fino al ricorso in Cassazione!

 

I giovanissimi, come mio figlio, si mandano messaggini brevi da un banco all’altro nella stessa classe, mentre basterebbe alzare la testolina e fare “ciao” con la manina, se devono proprio solo salutarsi. Poi usano quelle abbreviazioni nelle quali si fa uso solo delle consonanti. Massì, a che servono stè cazze di vocali? Appena ho un po’ di tempo, scriverò una lettera a Marco Pannella e gli propongo un referendum abrogativo sul nuovo linguaggio messaggistico giovanile, così andiamo in culo pure al Bossi! Però stiamo attenti! Alla nonna di un’amichetta di mio figlio le è venuto un colpo! Nonna Luisa, nel leggere un sms di Alessio mandato alla nipotina, pieno di “qualcuno” trasformato in “qcn”, “non” in “nn”, e “perché” in “xchè”, ha creduto di essere stata rintracciata dal partigiano russo (per la verità mai dimenticato) soccorso in tempo di guerra. Colta da fulmineo ritorno di fiamma, ha tirato fuori dal baule la vecchia balalaica da lui donatale nel ’45 come pegno d’amore, è andata alla stazione ed ha preso il primo treno per Leningrado.

 

Un altro genere di sms molto diffuso è quello annoiato. Ti arriva sempre in orari insoliti, tipo alle due o alle tre di notte, oppure la domenica pomeriggio dopo pranzo. Parte sempre in sordina con un semplice “Come va?”. In realtà, dopo un po’, capisci che chi te lo manda se ne strafotte totalmente della tua situazione attuale, magari è nella fase digestiva, sta facendo il ruttino, si annoia e così pensa: “Mandiamo un sms a stò stronzo, và, vediamo che dice”. La dimostrazione l’ho avuta una volta. Per verificare che leggesse la mia risposta al suo “come va?”, ho mandato una risposta del tipo: “Ho avuto un ictus l’altro ieri, mi nutro con una cannuccia e mio figlio va a puttane”. Lei sapete che mi ha risposto? “Tutto bene anche a me, grazie. Ciao e sempre Forza Roma!”.

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 18:45 | commenti (63)

grazie a novocaine per "la testata" (che non mi ha mai dato in testa).