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giovedì, giugno 30, 2005
Dedicato a B & B (ma anche al lardo).
Forse non tutti conoscono Bibbì. Io sì. Blanco & Bleu è un blogger atipico. Perché atipico? Perché, pur bazzicando su Splinder da quasi due anni, non gliene frega quasi niente dei blog e storce il naso sui blogger troppo seriosi (lui che ha studiato alla Sorbona, li definisce “pallosi”). Ormai non scrive più nulla da Natale dello scorso anno, ma il suo ultimo post (con data venerdì 17!) sta raggiungendo i 150 commenti (che non sono pochi per uno che è praticamente “scomparso” da Splinder). Dopo l’eutanasia di NonsoloCasalecchio (un multiblog da cazzeggio puro), Melusina ha persino provato a “tirarlo” di nuovo dentro aprendo un nuovo multiblog (da cazzeggio serio), ma senza ottenere grossi risultati (nessun “suo” commento, nessun “suo” post). Non ho capito se non ha tempo, voglia, oppure se non ha proprio capito che il blog era per lui. Un po’ è come me, si vergogna, anche se finge di essere uno sfacciato.
Non ricordo come ci siamo conosciuti sulla Rete, ma non ha molta importanza. Ogni tanto ci sentiamo per telefono, più spesso ci troviamo in chat a cazzeggiare o a scambiarci confidenze - come due vecchie comari di paese - sulle donne, sulla vita, sulle mogli, sui figli, sul sesso.. Sta di fatto che, pur essendo diversi sotto molti aspetti, in genere, a lui piacciono le stesse persone che piacciono a me. A volte, penso che abbia i miei stessi gusti ed il mio stesso olfatto. L’altra sera, si chiacchierava del fumo, lui (fingendosi un moralista) faceva strani pali in frasca sulla bellezza delle opere d’arte che non vanno deturpate perché “beni comuni”, e, non so come, si è finiti a parlare di lardo.
E così mi è venuto di fargli questa domanda: Bibbì, ti sembrerò banale, ma tu lo mangi il lardo? Immagino che questa domanda ti meraviglierà, ma cercherò di chiarirla con questo post che non se se leggerai mai e se pubblicherò agli occhi di tutti. Per quel po’ che ti conosco, tu sei uno che non ha mai fumato, che ha i nervi saldi quando occorre e che ti saltano quando meno te lo aspetti, hai resistenza, grandi capacità, una forte intelligenza intuitiva, spirito di osservazione, belle idee, ironia, autoironia, satira e fantasia, buone letture alle spalle, niente spocchia, che quando si tratta di lavorare , lavora, quando si tratta di cazzeggiare, cazzeggia in allegria e quando si tratta di andare, saluta e se ne va senza aspettare nessun ritorno. E allora mi sono chiesto ma, Bibbì, il lardo lo mangerà o no? Quello fritto, crudo o arrostito?
A volte ti schernisci che cihailapanza, ma il lardo non ingrassa lo sai? Il lardo ingrassa se ci metti sopra gli spaghetti, le bistecche, i dolci, il risotto, ma, da solo, con un po’ di pane abbrustolito, è innocuo.
Siete ancora convinti, lì a Roma, che il cibo più intellettuale sia la fiorentina ai ferri con l’insalata? Domanda a qualche tuo amico medico se è vero che questo cibo è il più indicato e consigliabile per mantenersi sani. Sentirai cosa ti risponde.
Tu dirai, voi direte : ma che cappero c’entra il lardo con Bibbì? E chi se lo ricorda? Forse perché, con l’amicizia che ho per Bibbì, lo “vedo” come un lardista e mi dico che, se non inizio a mangiare lardo fritto anche io, allora sono fritto anch’io. Tanto va la gatta al lardo che ci lascia…? Ciao, Bibbì, tvb.
Trimonato da BaroneAgamennone | 23:14 | commenti (16) sabato, giugno 25, 2005
Un sogno lungo un giorno.
Noi torniamo belli solo quando qualcuno ci vuole belli…nella vita, bisogna regalarsi un giorno per un incontro fuggevole, donarsi una giornata infinita che sembra che duri tanto e tu non fai nulla per fermarla e, anzi, vorresti che non finisse mai..quei momenti in cui desideri soltanto sentirti perso e vuoi pensare che non c’è limite alla speranza, in cui nulla è definitivo…quei momenti in cui pensi che c’è sempre qualcosa per la quale valga la pena vivere..
E così lei arrivò, impaziente, curiosa e timorosa. Non era mai accaduto prima. Avevano solo potuto immaginare i loro volti, non potevano sapere quei primi minuti come sarebbero stati..quello che sarebbe accaduto.. ma si sono fatti coraggio e si sono cercati nella folla. Lui l’ha riconosciuta dal colore dei capelli..per qualche interminabile minuto, sentivano solo quel mondo trasformarsi, il fuoco invadere ogni strada, un’onda gigantesca ricoprire ogni casa e qualunque cosa.. mentre l’anima e il cuore parvero toccarsi finalmente..
Sotto questo caldo sole mediterraneo ci sono stati sguardi, mani, carezze, baci lunghi, l’annusare la pelle sul collo dell’altro per memorizzare i loro odori come dei cani, il lento muoversi dei corpi… Sottomissione – e potere – per uscire, una volta, da giornate simili ad altre giornate, scandite dalla quotidianità dei tempi e dai ritmi soliti…
Per qualche secondo, durato un secolo infinito, le montagne verdi ricoperte dai pini bruciati dagli incendi dolosi e dalle foglie che profumano sotto l’arsura estiva sono rimaste nei loro occhi e nelle narici dei lori nasi..quelle montagne in riva al mare sono entrate nel cervello e nella loro memoria..il mare era blu e pareva oceano…eppure è sempre il solito stesso mare… quello che lui ha sempre guardato con sguardo triste e annoiato (senza vederne l’anima)..lui ha visto con occhi diversi quel suo mondo che lo ha sempre annientato sotto il peso della sua vita convenzionata..
Quel giorno avevano capito che per sentire il mare devi sederti su uno scoglio quasi immerso nell’acqua, lì dove si nascondono i polpi, ed ascoltare…ascoltare le onde che sbattono e le parole che raccontano della propria infanzia e della propria vita..poi devi ascoltare il vento che ti fa gocciolare il naso nel piatto, come un pianto nascosto, forse..solo così puoi vedere quel gabbiano e la sua mollica, quell’enorme gatto che riposa all’ombra di un tavolo.. il mondo oltre il mare concentrato nelle parole di chi dice e chi ascolta..lì lei sentì il bisogno di strappare due piantine dalla terra, metterle in una busta di plastica per poi trapiantarle in un vaso per farle ricrescere altrove..
Quando torneranno sarà ancora estate e quei pini assieme ad altre piante continueranno a regalare i loro umori e i loro profumi nelle caldi notti di luna a chi farà quelle curve..
Poi lei è andata via, su quel veliero che naviga acque lontane. La vita per qualcuno continuerà..
Trimonato da BaroneAgamennone | 14:07 | commenti (40) mercoledì, giugno 22, 2005
Hanno proprio la faccia come il Polo!
L’Italia sta certamente vivendo un momento eccezionale. Il più delle volte questa parola “eccezionale”, ha una connotazione positiva. Questa volta, nell’Italia di oggi, no. Significa che l’Italia è una eccezione al concetto di normalità, di tolleranza, di democrazia pacifica.
"Eccezionale" perché il Governo Bossi-Berlusconi-Fini lavora febbrilmente a marcare separazioni odiose fra l’Italia e i concetti di cui sopra.
Ogni volta che il pluri-imputato Berlusconi Silvio va all’estero e fa interventi pubblici (che non può smentire, così come fa solitamente con i giornalisti) combina macelli. Ora c’è il “playboy svedese” , ma ci siamo dimenticati quando ha dato del nazista di basso rango (“kapò”) al parlamentare tedesco che aveva osato fare domande?
Basti ricordare l’impegno con cui il ministro della Giustizia Castelli combatte i pm di Milano e lo stesso Presidente della Repubblica, Ciampi, costringendolo a chiedere numi alla Corte costituzionale, sul tema della grazia (a prescindere che, in questo caso, si tratti di Sofri).
Basti ricordare la confusa, sanguinolenta “Europa dei popoli” di cui parla Bossi senza neppure rendersi conto di usare le stesse parole che usava Hitler, come feroci aggregati di identità (“pure, granitiche e superiori”). Per Hitler, uno strumento di morte. Per Bossi, uno squallido gioco delle tre carte: popoli sopra, popoli sotto.
Ed ora dopo le taglie sulle teste, il ministro Calderoni vuole tagliare chimicamente altre “teste” che somigliano tanto alla sua!
Tempi di incubi…
P.S.: aderisco all’iniziativa promossa da Alp.
P.P.S.: grazie a Pattinando per il collage di foto.
Trimonato da BaroneAgamennone | 23:19 | commenti (15) domenica, giugno 19, 2005
Una tenia velenosa si annida nei nostri ventri. Sul suo corpo sono impresse le diapositive della nostra vita. Ogni volta che la tenia si muove una diapositiva si poggia sul nostro ombelico e la luce proiettata all’esterno ci incanta. Rimaniamo lì a fissarla, poi scoppiamo a piangere.
All’inizio, non capivo cosa si muovesse dentro la mia pancia. Pensavo fosse un bambino che non voleva crescere e non voleva nascere. Poi mi hanno spiegato che io non posso avere il liquido amniotico. Però ho visto quelle immagini, nella mia testa, e quelle immagini erano in movimento, erano le mie budella, la mia carne, i miei ricordi di bambino con i pantaloncini corti.
Un dolore che ha le prime radici nel mio passato, e io quel passato non posso spazzarlo via con un colpo di tosse: io quel passato devo viverlo e devo riguardarlo.
Come quando sentivo tintinnare le chiavi di mio padre girare dietro la porta e capivo dai suoi passi che era lui che tornava a casa e guardavo nel corridoio di casa nostra dove c’era una macchia di umidità, che stava proprio davanti alla mia cameretta. Io credevo fosse il profilo di qualcuno, ogni volta che ci passavano davanti, la notte, mi mettevo a correre ad occhi chiusi e poi scivolavo sotto le coperte dei miei, tremando ancora per la paura.
Una notte, mentre correvo con gli occhi chiusi, non mi sono accorto che la porta della camera da letto dei miei era chiusa. Correvo come un cavallo non domato, inconsapevole di qualunque cosa, consapevole solo della notte e delle sue ombre. Così sono andato a sbattere contro la maniglia della porta, ho sbattuto l’occhio con una violenza inaudita, ma ho fatto finta di niente, per non spaventarli. Mi sono ficcato sotto le coperte e mi sono addormentato dolorante. La mattina dopo avevo un occhio gonfio e mia madre si chiedeva nervosa e rammaricata se era stata una gomitata di papà (certamente non la sua, visto che lei dormiva composta come una madonna in un minareto). Da allora, mi fu proibito di dormire nel lettone…
Il dolore e la paura sono i genitori della mia vita, della mia fantasia. Per amare ho bisogno di provare dolore, per addolorarmi ho bisogno di amare. Ed è difficile togliere le incrostazioni dal cuore.
Ma serve davvero il passato quando tutto è come prima? Non devo farmi inghiottire da questo e da tutte le stronzate che ho fatto, detto e pensato finora.
La tenia in questo mi aiuta, lei mi ama.
Trimonato da BaroneAgamennone | 16:37 | commenti (35) lunedì, giugno 13, 2005
Asteroide (*)
Poesia? Certo, perché no?
Una serie di note, storie, schegge di vita che passano veloci e poi scompaiono, biciclette in tandem, pattini a rotelle, tagliaerbe, e dialoghi saggi, notti di peccato, scazzi vari, attimi di libertà interiore, quando la mente si apre e l’universo infinito si rivela e l’anima resta a vagare
Fuso e confuso in cerca di amici, di amore, di menti altrui, altri mondi, più profondi della mia mente, grandi come autostrade che si dipanano infinite, latrine di autogrill, alberi calpestati di lato in fretta, collegamenti nascosti, bellezza di una mappa, follia di un sussurro, crepitio di un neon, il ruggire di una città nuova che ti accoglie, sotto i pneumatici, curve pericolose, urla di sirene, abbaiare di grossi segugi
Cuore congelato, occhi come venti, rapido sogno, veloce come uno svenimento, come la morte
Triste sorte di soldati e nuvole e fatiche, come fari che si accendono nel buio della notte, stivali sporchi di fango, un uomo rastrella foglie nel suo cortile, le ammucchia e poi le brucia completamente
I bimbi sentono il profumo del bosco che diverrà nostalgia tra un bel po’ d’anni, le ragazzine adorano la tivvù e i pantaloni a vita bassa e mi fanno sentire stupido, mentre i vecchi adorano il passato ed hanno occhi pieni d’anima, mi sento perso nella vanità che mi ha portato a questo
A che pensavi, mentre facevi quella foto?
Pensavo, alla pioggia dei sentimenti, a come spesso le cose che non bagnano, in realtà, ci rendono fradici…fradici nell’anima…come l’amore(**)
Amanti ciondolanti come gioielli
Lei dov’è?
L’avete vista?
Le cose non sono proprio come sembrano
Il palazzo è in fiamme
Guarda. Guarda come brucia
Scàldati nelle tiepide braci roventi
C’ero una volta credo
Credo che c’eravamo
Il tuo siero è il mio liquore
La mia seta è il tuo splendore
Trimonato da BaroneAgamennone | 01:06 | commenti (37) domenica, giugno 12, 2005
Sfogliando i giornali di oggi, ci sono tre notizie degne di rilievo.
La prima è che Clementina è stata liberata.
La seconda è che i REM sono tornati a fare concerti (anche in Italia).
Last but not least, la terza: i referendum. Su questo argomento, preferisco far parlare Margherita Hack …
Cosa voterà il 12 giugno?
Voterò 4 sì perché penso che questa sia una legge retrograda, medievale, antiscientifica e liberticida. E una legge antiscientifica perché impedisce la ricerca sulle cellule staminali embrionali che sono le più duttili e quindi quelle su cui puntare per cercare una possibile cura per malattie gravi come il Parkinson e l'Alzheimer. È liberticida perché impone molti divieti alla libertà di coppie sterili o portatrici di malattie genetiche che potrebbero usufruire di ciò che la scienza offre loro. Sento discorsi da Inquisizione. Si parla di diavolo, di pericoli insiti nella scienza. Invece è una cosa esaltante vedere come si comincia a capire il mistero della vita. E poi ci sono aspetti della legge davvero retrogradi e assurdi. Il fatto che se la donna non vuole più impiantare gli ovuli fecondati, lo deve fare lo stesso. Come si fa? La si lega? La si imbavaglia? Oppure il divieto della fecondazione eterologa. Sembra quasi che si paragoni la fecondazione eterologa all'adulterio. Quarant'anni fa la donna adultera finiva in galera, come successe alla Dama bianca di Coppi.
Questa legge è figlia di un clima antiscientifico?
C'è una tendenza a demonizzare quello che fa la scienza. E anche una diminuzione di interesse per i suoi risultati. Un atteggiamento che è frutto anche di una grande ignoranza. Un'ignoranza che viene coltivata, per la verità. Con la riforma della scuola, ad esempio, si riducono le ore dedicate alle materie scientifiche e si va addirittura verso l'abolizione dell'insegnamento della chimica. Un paradosso, perché la chimica ha un posto centrale nella tanto vantata innovazione.
Da cos'altro è nata questa legge?
Da un atteggiamento violento della Chiesa che vuole imporre la morale cattolica a tutti, anche ai non credenti. E da una pratica di arroganza di questo governo che si è rifiutato di discutere gli emendamenti alla legge e non ha ascoltato gli scienziati.
C'è chi dice che siccome il tema del referendum è complicato e non si capisce niente è meglio astenersi.
Le cose che dice la legge sono talmente assurde che sono comprensibili a tutti. Impiantare un embrione malato anche senza la volontà della madre, equiparare i diritti di un embrione a quelli di una persona adulta sono assurdità tali che anche un bambino lo capisce.
Se questa legge passerà così com'è ci saranno conseguenze anche per la legge sull'aborto?
Certamente si crea una contraddizione perché mentre con questa legge si protegge l'embrione, impedendo anche di vedere se è malato per evitare che non venga impiantato, con la legge 194 si permette l'aborto di un feto di 12 settimane. Con l'assurda conseguenza che un feto avrebbe meno anima di un embrione. Io credo che in realtà questo preluda a mettere in discussione la 194 che ha avuto il merito di ridurre il numero di aborti e di morti per aborto.
Si è tornati a parlare di limiti alla scienza. Cosa ne pensa?
Il limite della scienza è che deve agire per il bene degli esseri umani e non per la loro distruzione. Vale anche per gli scienziati il principio generale «non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te».
Se si può guarire qualcuno, perché non farlo? Altrimenti, dovremmo accettare passivamente tutto ciò che ci viene dalla vita e dovremmo lasciare che il malato soffra la sua pena. Se avessimo ragionato così saremmo ancora all'età della pietra.
Perché bisogna andare a votare?
Perché non possiamo fare come Ponzio Pilato.
Tratto da l’Unità on line
Trimonato da BaroneAgamennone | 16:03 | commenti (12) sabato, giugno 11, 2005
Confessione di un sicario
Se per un attimo, sull’orlo
di queste linee telescopiche,
considerassi l’evenienza
del fallimento - crisi
e lisi dell’occhio -
perderei in forza e concentrazione.
Il pensiero è assorto,
annullato, i liquidi sparsi
delle mie variabili tendenze
confluiscono nell’unica
grande goccia della mia
volontà di uccidere,
una meta assoluta,
priva di altro senso
che sparare e sputare,
centrare il bersaglio.
La mia verità: essere un selettore
casuale nel magnifico
evolvere e dissolversi
della specie.
A chi mi definì un mostro
domando: vi fu mai essere
più coerente al proprio scopo?
O.C.
Trimonato da BaroneAgamennone | 20:10 | commenti (13)
Grazie a Novocaine, che ha cambiato la grafica del mio blog... Trimonato da BaroneAgamennone | 19:28 | commenti (4) giovedì, giugno 09, 2005
I biologi sono una brutta razza. Ma la peggiore specie sono quelli sposati. Mi siedo un attimo sul letto. Un attimo. Appoggio un attimo il sedere sul lenzuolo del letto. Un istante. E parte la kermesse.
LEI: Quante volte ti ho detto…?!
IO: Ma…mi stavo togliendo le scarpe, mi devo pur sedere da qualche part..
LEI: Ci sono le sedie. Alzati. Via, lèvati…Quante volte ti ho detto di non sederti sulle lenzuola del letto?
IO: Ma..eh, ho solo appoggiato un quarto di chiappa per…
LEI: Sai quanti microbi hai scaricato sulla federa e poi ci dormi? Ci tieni all’igiene? Alla salute? Vuoi prendere malattie infettive?
IO: Ma è stato solo un minisecondo! I microbi non fanno in tempo a scendere! Restano schiacciati con le zampe attaccate ai pantaloni! Non capiscono neanche quello che succede e già sono di nuovo in aria che volano appesi al culo!
LEI: Ma lo sai dove hai messo quel deretano per tutto il giorno? Eh?
Questa è la fatidica domanda. Ma, questa volta, la freko!
IO: Me la fai sempre, questa domanda.
LEI: E allora?
IO: E niente…stavolta mi sò preso degli appunti..
LEI: COSA?
IO: Ho segnato tutti i posti dove ho appoggiato il culo oggi. Ecco, c’ho il foglietto.
LEI: Ma sei proprio deficiente? Che hai fatto?!
IO: Allora, stamattina, dopo aver infilato i miei 501, mi sono seduto in auto. Dalle otto alle otto e mezza, più o meno. Poi, da quell’ora, fino all’una e mezza (tranne qualche pausa caffè, bagno, incontro con clienti, cazzeggi vari con colleghi in piedi, ecc.) ho usato la sedia dell’ufficio…
LEI: Ma questo è scemo…col foglietto…
IO: Dall’una e mezza, al ristorante con i colleghi (Enzina aveva una gonna bianca e si è seduta su una sedia dove c’era una cacca di piccione, giuro! Abbiamo riso fino alle due e mezza). Io ero seduto su una sedia di ferro con i braccioli…abbastanza comoda, ma eravamo all’aperto..hanno messo i tavoli fuori…
LEI: Ecco, bel posto…
IO: Poi, nel pomeriggio, li ho appoggiati un po’ sulla poltrona di Baffona, quella dove attaccava le caccole del naso…
LEI: Che schifo!
IO: … ma la sedia di Baffona era solo a scopo dissacratorio…era il compleanno di Tony, e, quindi, abbiamo festeggiato…
LEI: Ah, ecco…
IO: Poi, niente, di nuovo auto e casa…solo che…
LEI: Che?
IO: E niente, poi, fuori era bagnato, sono uscito dall’auto e sono caduto col culo su una cacca di cane..Poi…
Lei: Ma vai al diavolo…stò deficiente…Quanto sei coglione…E io che lo stò pure a sentire..
Trimonato da BaroneAgamennone | 21:42 | commenti (21) mercoledì, giugno 08, 2005
Quelle di prima sono ganasce...questo è un bloccaruote...
Trimonato da BaroneAgamennone | 21:13 | commenti (12) lunedì, giugno 06, 2005
Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Vaffanculo! Sempre sempre sempre sempre lo devi fare sempre! Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Lo devi fare sempre sempre, anche se sei distratto, magari perché qualcuno ti chiama al cell e non ci pensi proprio! Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Ma leggete tutto anche negli angoli? Minkia, ma fatevi visitare… Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non è che tutto quello che uno scrive va letto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto. Non dimenticarti mai di togliere il bloccaruote prima di avviare l’auto.
Trimonato da BaroneAgamennone | 21:23 | commenti (20) domenica, giugno 05, 2005
Certo che fratimo pure è strano. Da quando si è sposato, continua a portare a lavare le camice a nostra madre. Sua moglie, ovviamente, se ne lamenta. Ho assistito all’ennesima discussione fra i due. Sapete che argomento ha portato a sua difesa, fratimo? L’apprettaggio della lavatrice. “Cheee?! Che cappero è l’apprettaggio della lavatrice?” , gli abbiamo chiesto lei ed io in coro. Non ha saputo rispondere ed è andato via.
Quando mia cognata ha chiamato nostra madre per farle il cazziatone e dirle che lei deve rifiutarsi - nella maniera più assoluta - di prestarsi a questa forma di sfruttamento, mi sono trovato ad assistere alla telefonata.
MIA COGNATA: Pronto? Ciao, mamma, volevo dire questo…Ma che è 'sta voce che avete? Come? Ma…cosa? Che è successo? State male, mamma? Che avete? Mi dispiace tanto…ma è grave? Un po’ di depressione? Non sapevo…non mi ha detto niente…Non sapete cosa fare? Non c’avete più niente da fare…? Dài, domani pomeriggio, vengo a prendervi e andiamo un po' in giro per i negozi…Su…State su…Sì, ciao, un abbraccio, mamma…Ciao...
IO: Che ti ha detto?
MIA COGNATA: Niente…è solo che mi chiedevo…
IO: Cosa?
MIA COGNATA: Tuo fratello sporca la roba e la porta a mamma vostra solo per farle fare qualcosa. Ma dove l’ho pescato a tuo fratello? O esce dal libro Cuore…o mi stanno prendendo tutti e due per il culo?
IO: ...
Trimonato da BaroneAgamennone | 19:05 | commenti (7) sabato, giugno 04, 2005
Alla fine, nemmeno a farlo apposta alla Mongolfiera, di sabato, ci siamo andati davvero. A prendere questo “tavolino da mare” due metri per venti. “Tavolino” è, ovviamente, un eufemismo, visto che quando al “Punto di Ascolto” mi hanno chiesto che auto avevo per trasportarlo e gli ho risposto una station wagon si sono messi a ridere…
Mi sono detto stavolta la strangolo. Padre Pio, tienimi la mano perché finiamo sulle pagine di cronaca nera della “Gazzetta del Mezzogiorno”. E viene pure la Scientifica a contare le coltellate. Ma perché mi dice: “Mi accompagni con la tua sw a prendere il tavolino all’Ipercoop, chè nella mia Ipsilon non ci sta”. Se sai benissimo che ci vuole un tir, un autosnodato, un autoarticolato, per portarlo?
E poi mi martella sempre con il “risparmio”, con le spese inutili. Quando arriva l’estratto conto della banca, la deficiente si mette gli occhiali da sole perché dice che non vuole essere abbagliata, poi controlla voce per voce, chiedendo : “E questo? Cosa mi significa? E questo? Cosa mi sviluppa?”:
Se faccio la spesa, mi chiede di fare la via crucis con tutte le stazioni: “…nel terzo mistero glorioso della fede si contempla la pasta De Cecco a 86 centesimi…Amen…”.
E ALLORA TU, DONNA, COSA FAI SE DEVI COMPRARE UN TAVOLINO DA DUE METRI E VENTI CHE NON CI SERVE A UN CAZZO PER LA TERRAZZA DEL MARE?! COSA FAI?! SE IL TRASPORTO COSTERA’ PIU’ DEL TAVOLINO?! SEI BRAVA SOLO PERCHE’ HAI APPROFITTATO DELL’OFFERTA?!”.
Non credere che io mi sia dimenticato di quella volta, quando facevo il giro dei negozi per cercare un lettore dvd ad un buon prezzo, e, tornato a casa, tu mi dicesti: “Madò, ma ancora con ‘sto dvd, stai?! Vai qui sotto all’elettrodomestici. Ne compri uno…e non rompi i coglioni!”.
Trimonato da BaroneAgamennone | 20:32 | commenti (10)
Si avvicinano le vacanze, e allora si fanno le solite considerazioni.
LEI: Andiamo sul Mar Rosso?
IO: Eh? Di cosa parli?
LEI: Delle vacanze. Ecco di cosa parlo.
IO: Mi hanno fottuto la muta, la maschera e pure il boccaglio! Non c’ho voglia di fare immersioni.
LEI: E non puoi ricomprarteli?
IO: No, voglio fare come le rondini.
LEI: Cioè?
IO: Fare le cose giuste nella stagione giusta.
Trimonato da BaroneAgamennone | 03:07 | commenti (16) venerdì, giugno 03, 2005
Antonio e sua moglie hanno un figlio di quattordici mesi. Da quando hanno il figlio, nessuno degli amici li caga più, perché sanno come vanno a finire le serate in loro compagnia. Tutti li scansano come la peste. Io ci sono cascato un paio di volte e mi è bastato. Mai più. A parte che ti danno da mangiare gli avanzi di Marcolino o qualche pappina smunta. “Assaggia, vedi quant’è buona? Ormai, pensa che ridere, noi mangiamo le stesse cose che mangia il bambino”. Ma, a parte questo, andare a casa loro, è come stare da soli. Dopo una mezz’oretta, Alessio si mette a dormire davanti alla tele, perchè si annoia, mentre noi restiamo in cucina a guardare i decori sulle piastrelle. Non ti cagano proprio, perché corrono in continuazione dietro al piccirillo e, alla fine, quando si riesce ad agguantarlo, il padre ce lo fa vedere nudo, dicendo: “Avete visto che pisellone? Ha preso tutto dal padre!”. E vorrei vedere che prendeva il pisellone della madre…machecaz…
Quindi, quando chiamano, si cerca subito di schivare il colpo, con una scusa.
L’altro giorno, ha chiamato Antonella (la moglie di Antonio) ed ho risposto io (purtroppo). “Uè ciaooo! Non vi fate mai vivi, eh? Se non siamo noi a chiamarvi…ah, sì, è vero hai chiamato tu. Quando? Sabato questo a cena da voi? Eeeeh…Antone’..purtroppo…non possiamo…sabato c’è il funerale dello zio…di chi? Come non lo sapevi? Hanno messo pure i manifesti..Sì, lo zio di lei. Sì, è morto. Di colpo..una cosa improvvisa, sì. Da un giorno all’altro…Dal sonno alla morte. Aveva una settantina d’anni, non ricordo bene. E vabbe’, va’, Antone’, si va e si viene…la vita è una ruota che gira…”
A quel punto, quando hai quasi sistemato tutto e senti di aver scampato il pericolo di una serata noiosa … mentre stai passando alle esequie dello zio, in quel preciso momento, arriva la zarina di Milosevic’ che, puntualmente, ti chiede chi è al telefono.
LEI: Chi è? Antonella? Passamela, va’.
Tu cerchi di resistere, per spiegare la situazione, almeno per concordare prima le scuse… ma ormai è troppo tardi, perché Crudelia de Mon(a) è come le tre sorelle Carlucci messe assieme… uno straripante fiume di parole in piena che sta già sparando le sue solite cazzate al telefono.
LEI: Per cos’era? Per sabato da voi? Ma, guarda il destino, ma proprio sabato? Sabato, andiamo in Mongolfiera.
IO: Ma nooo….ma che cazz dici?!
LEI: Guarda, Antone’, con tutto il cuore, ci avrebbe fatto VERAMENTE piacere. Se non avevamo ‘sta cosa della Mongolfiera…Se no, venivamo sicuro. Scusa, ma sto vedendo uno di fronte a me che gesticola e si sbraccia come un vigile urbano e non mi fa capire una mazza. Che c’è?
IO: Pingona, è morto lo zio…
LEI (stoppa la cornetta con la mano, come si fa di solito in questi casi): Pingona a chi? Lo zio a chi?
IO: A te.
LEI: Oddiooo, zio Toninoooo?!! Come??!!! Quandooo??!!! (eccola che parte in versione Sandra Milo oddiomioooCiroooooooo!!!)
IO (sottovoce): Pingona, è morto per finta…era solo una scusa…
A quel punto, la cornetta inizia a scottare, diventa incandescente e nessuno la vuole più.
IO: Dài, dì qualcosa…
LEI: Pigliala tu, dài…dì qualcosa..
IO: Seeee…
LEI: Pronto? Antone’, scusa, ma…era caduta la linea…mi stava chiamando il parroco sul telefonino… Eh, sì, purtroppo, lo zio non c’è più…checivuoifà… E vabbe’, va’, si va e si viene. La vita è una giostra che gira… Eh, sale? La Mongolfiera? Ah, sì, sabato, si va tutti in Mongolfiera, sì… A fare che?
Qua bisogna essere bravi a improvvisare.
LEI: Sai, zio Tonino è sempre stato un tipo po’ strambo…nelle sue ultime volontà ha chiesto che le sue ceneri venissero sparse al vento…
IO: Ma sei proprio pingona…ma falla finita, deficiente…attacca va…
LEI: Pronto? Antone’?
IO: Ha riattaccato?
LEI: Ha messo giù… Deve aver capito...
IO: Che siamo due stronzi?
LEI: E dammi anche la colpa a me, mò?
Trimonato da BaroneAgamennone | 01:34 | commenti (18) mercoledì, giugno 01, 2005
Purtroppo, anche questa non è mia. Rubata dal libro che sto leggendo…
Mi piace molto e voglio ricordarmela…
Prosopopea di Giuda
Io sono il nulla.
Colui che non seppe tener testa
all’esperimento della morte.
Fui saggio ed idiota,
giovane ardente e vecchio debosciato,
amante e pensatore,
mente calcolatrice, anima ingenua,
uomo in cerca del vero,
fui tutto nell’incertezza di tutto,
fui il traditore
che non scelse il tradimento.
Dal ramo pende ancora
lo spasmo di una coscienza
che soffoca le proprie grida.
Uomo bravo,
a giudicare dai buchi
pensai d’essere utile,
come può esserlo un chiodo.
Ed ero un misero tarlo.
Maligna fu la ricerca,
dannoso lo scavare
nel legno, che è materia
di nutrimento, alla quale
inestricabilmente
appartenni.
Io che pretesi di intendere
le geometrie di Dio,
apprezzandole meno
di trenta denari.
Misteriose geometrie divine,
che fecero di me, del mio delitto,
il vile strumento del bene
che si compie.
Lo scacco dei nemici
- predicatori del nulla –
fu di gridare di gioia
alla morte di Dio,
ignorando affatto
la mia disperazione.
Trimonato da BaroneAgamennone | 23:13 | commenti (9) |
grazie a novocaine per "la testata" (che non mi ha mai dato in testa).