Qui scriverò tutte le cose che mi verranno in mente. Quando ne avrò voglia, quando avrò tempo, quando starò - come oggi - senza voglia di fare un cappero. Lo prometto. No, anzi. Lo giuro!





 
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sabato, giugno 24, 2006

 

 

Nicole Kidman si è risposata. Queste sì che sono notizie. Chissà che ne pensa Tom Cruise? E dire che io una volta l’ho conosciuta davvero. Ero in bicicletta fermo al semaforo. Mi affianca una Porche rossa cabrio, targata Los Angeles. Dentro c’era lei e mi fa: “Posso abbassarti la sella della bicicletta?”.

Io: “Come mai?”.

Lei: “Ti ho visto fermo al semaforo e puntavi troppo i piedi, secondo me hai la sella troppo alta. Per cui voglio interessarmi alla questione” (parlava un perfetto italiano).

Io: ”Ok”.

Lei: "Metti giù la bici e salta in macchina con me, intanto che andiamo da un ferramenta a prendere una chiave numero dieci, puoi toccarmi le gambe…senza offendermi”.

Io: “Sì, però, mi sviti anche il supporto e mi regoli i freni della bici?”.

Lei: “Per forza!”.

Io per paura che fosse drogata sono scappato. E lei per dispetto ora si è risposata. Quello che ha sposato ora era uno del mio paese che aveva trovato in bicicletta al semaforo più avanti.

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In una giornata calda e afosa come questa, i pensieri si sciolgono, evaporano... Come la lista della spesa, mi segno qui alcune cose da ricordare. Se c’è qualcosa che posso fare per me, per proteggermi dai miei malesseri e dalle mie tristezze, queste sono le mie prime cinque regole. Le poche che ho imparato, invecchiando. Anche se le conosco, non è detto che riesca sempre ad osservarle…

1) Fermare i sensi di colpa e i rimorsi

Mi hanno sempre creato uno stato di disagio interiore. Quando ero ragazzo, non facevo una cosa che mi sarebbe piaciuto fare, per paura delle conseguenze e dei sensi di colpa. Oppure la facevo e mi veniva il rimorso di averla fatta. Ora, molte cose, che prima davo per scontate, non lo sono più. Non cerco più di capire che cosa mi fa star male. Non cerco più di indagare da dove vengono i miei disagi (gesti, parole, sogni, mancanze). Oggi non “mi” penso più così. Non credo che valga la pena passare anni della propria vita per capire se stessi. Non c’è un modello che mi piaccia più di un altro. Cerco solo di autostimarmi di più. Non c’è niente per cui valga la pena veramente di essere felici… nessuna meta da raggiungere…

2) Non farsi sopraffare dagli attacchi di rabbia

La peggiore di tutte è quella trattenuta, quella che covi per giorni. Meglio arrabbiarsi, meglio una sfuriata e poi smettere. Il “muso” mi indebolisce. Quante cose non dette, mi sono rimangiato? Ora, se mi va di dire qualcosa che penso la dico. Magari litigo. Dopo, però, sto meglio. Posso litigare e arrabbiarmi anche con me stesso. Quando penso una cosa e ne faccio un’altra. Sì, io mi contraddico. Non sono coerente. E’ difficile accettare che in noi esistano spinte contraddittorie, come per esempio pensare una cosa e fare il suo esatto contrario. Quando questo accade o ci arrabbiamo o ci colpevolizziamo. Ma io non ho fini da raggiungere, quindi smetto di giudicarmi e mi assolvo.

3) L’innamoramento protegge il mio sistema immunitario

Mi sono innamorato molte volte. Sono stato male molte volte, quando mi hanno lasciato (ma anche quando ho lasciato). Ho iniziato a pensare che le donne fossero tutte come mia madre: una donna che amo ma che mi fa soffrire. Ora penso che non serva cambiare partner molto spesso. Preferisco lasciarmi coinvolgere nel rapporto, aprendo le porte alle mie emozioni. Trovare in una donna tutte le altre donne che ho cercato. Se neghi la tua natura, se non scopri la tua tendenza più intima, allora non c’è libertà, non c’è gioia. Dopo un po’, ti senti uno straniero. Meglio sorprendersi. Far risalire qualcosa che viene dagli abissi più profondi della mente. Meglio chiedersi: “Ma ero veramente io?”. Oppure: "Ma lei era veramente lei?"

4) Depressione, ansia

Posso stare bene anche da solo. Ma posso avere voglia di stare in mezzo agli altri. Come quel libro che diceva: “se incontri il Budda per strada, uccidilo!”. Ci sono pensieri miei che ho sempre considerato “parti inferiori”, poi le reprimevo, perché le consideravo immorali e disgustose. Era una mia metà nascosta. Ora, cerco sempre di accettarmi e di perdonarmi.

5) Creatività

E’ la cosa più importante. Disegnare, scrivere, ascoltare musica, coltivare le piante. Anche chattare. Tutto ciò che porta la mia mente a varcare i confini della realtà è terapeutico. Aprire le porte e le finestre alla mia fantasia. E’ importante sorprendersi, riconquistarsi, fare almeno una volta una cosa solo mia. Insomma, viva il mondo fru-fru!

 

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:11 | commenti (66)

mercoledì, giugno 21, 2006

L’altro giorno, ho scoperto che, qui, in casa, c’è uno stanzino. Io lo chiamo “il ripostiglio”. L’ho scoperto perché Alessio (bambino di anni 13 di professione: figlio in lunga licenza premio per fine anno scolastico), fa sempre gli “schersci” (come dice lui). Tempo fa, non si sa come, ma Alessio ha fatto esplodere  l'idroscopino nel bagno ed essendo fallito, in quella occasione, il ricorso ai pompieri, ora, ha scoperto che, da grande, vuole fare l’idraulico. E così, per tenersi in allenamento, si è messo a pulire il filtro della lavatrice. Ovviamente, al termine della delicata operazione, si è dimenticato di rimettere il filtro dov’era e, così, quando la lavatrice ha ripreso a funzionare, si è allagata mezza casa. Mentre pulivamo con stracci e secchi, ho scoperto che c’era questo stanzino: “il ripostiglio”, appunto. L’ho guardato per la prima volta, come se non l’avessi mai notato. Che cos’è il ripostiglio?

Il ripostiglio è un piccolo spazio, di solito angusto, non riscaldato, spesso mal organizzato. Dove si ammassano oggetti di vario genere, tipo:

a – polvere;

b – oggetti non amati;

c - oggetti usati tanto tempo fa (anche tantissimo tempo fa).

Oggetti che naturalmente non usi più, che vorresti far fuori, ma dei quali non riesci a disfarti. Così, li fai volare nei piani più alti di uno scaffale in ferro, preso a buon prezzo in una ferramenta e montato in fretta e male, tutto sbilenco, da ricomprare urgentemente prima del suo crollo imminente. Un pensiero che rimane a circolare nelle tue volte cerebrali da un minimo di 2 ad un massimo di 4,7 nano secondi, per poi essere rimosso  per la durata di svariati mesi. Almeno fino al prossimo “scherscio” idraulico di Alessio.

d – oggetti di uso domestico..per esempio l’aspirapolvere, la cassetta degli attrezzi, la scopa, l’aquilone acrobatico che non usi più da soli sei anni, zainetti delle scuole elementari (non di tuo figlio, proprio i tuoi!), valige, scope, palloni sgonfi e scarpe da trekking in disuso. Vi sono anche sempre tre oggetti, uno dei quali è destinato a cadere ogni qualvolta si intenda aprire la porta dello stanzino. Le ragioni fisico-dinamiche del fenomeno, purtroppo, sono ancora oggi sconosciute e non le saprei proprio spiegare…

 

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 19:58 | commenti (29)

domenica, giugno 18, 2006



La domenica è il giorno peggiore per svegliarsi presto. Specie se ti alzi con la sensazione di non aver dormito. Gli occhi sono ancora chiusi e le palpebre incollate, ma stai ancora sognando e quindi sarebbe sbagliato dire che hai passato la notte in bianco. E quel sogno era legato a quelle carezze, a quei baci e a quei sospiri. Molti credono che la fantasia serva solo per sfuggire alla realtà, mentre quasi sempre serve per capirla e interpretarla meglio. Prima o poi, tutti sogniamo di essere quei due sulla spiaggia che si tengono per mano, si fanno accarezzare il viso dal vento e dal sole, mentre guardano il mare. Tutto questo perché si ha voglia dell’amore. Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. Quando faccio l’amore con lei penso di impazzire. Se poi inizia a sussurrarmi qualche parolina nell’orecchio, invece di farmi venire un’erezione, mi viene una paresi al coso e lui diventa di marmo. La sua voce sottovoce è diversa dal solito: è calda, sottile, mi basta sentirla parlare in quel modo e mi diventa duro. A volte, penso che il mio cuore non possa reggere tanta emozione, faccio fatica a respirare e ansimo in maniera aritmica come un motore diesel ingolfato che va a strappi, al quale, invece di mettere il gasolio, hanno messo la benzina dentro. Il profumo della sua pelle è stato creato per me: è una specie di droga e ti accorgi che ti stai facendo solo la tua dose per stare bene. Un profumo che annusi sul collo e dici: casa. Mentre sono dentro di lei, il suo sguardo ha una luce divina che brilla. Mi viene voglia di abbracciarla, tenerla stretta a me, la vedo indifesa e fragile. Mi viene voglia di cambiare posizione e di stare dietro di lei, come se io fossi un armadio quattro ante e lei dovesse entrare. Faccio scorrere gli specchi e la proteggo dentro di me,  tenendo uno dei suoi piccoli seni nella mia mano, la sua schiena sulla mia pancia e la mia faccia nei suoi capelli. E anche adesso, quando vedo accendersi il display del telefonino e sento quel suono (piripì piripì) e mi arriva un suo messaggino, sento un soffio al cuore…Quando mi colpisce e dice qualcosa di carino, non lo cancello. Lo salvo e poi, ogni tanto, lo vado a cercare per rileggerlo. E poi, sapendola libera, mi rendo conto della mia gelosia. So che qualcuno, prima o poi, ci proverà, vedo quelle testine spuntare da dietro le montagne come nei film degli indiani, vedo gli Apaches pronti ad attaccare. A volte, ci capita che iniziamo a discutere su questo per scherzo e poi alla fine litighiamo sul serio. Sembra quasi che cerchiamo scuse per incazzarci e poterci prendere una pausa, per allontanarci, per interrompere le trasmissioni. Sembra quasi che abbiamo sempre un buon motivo per scoprirci con qualcun altro. Ovviamente non voglio scoprirla a letto con qualcuno, è sufficiente trovarla a parlare con qualcuno, una stupida occasione per potermici attaccare. Scoprirla in flagrante sarebbe perfetto. Preferisco subire piuttosto che procurare dolore, ingiustizia: i sensi di colpa sono più difficile da governare. Sono cose che mi fanno vergognare di me stesso, che mi fanno venire voglia di non scriverlo…ma ho deciso di essere il più sincero possibile…Quando sono geloso, perdo il controllo. Come Jack Nicholson in Shining, quando lui voleva entrare con l’accetta e farmi a pezzi. La cosa che mi massacra di più è immaginarla a letto con un altro. Immaginare il suo viso mentre sta godendo. Immaginare la sua lingua sul collo, immaginare la punta del suo naso seguire il profilo della faccia di lui, incunearsi tra il mento e il collo (così come fa con me). Il fatto è che lui (l’altro) ha sempre una faccia di cazzo, come sono tutte le facce di cazzo di quelli che stanno con chi vorresti stare tu. Dopo tutto questo angolo di sputtanamento, mi chiedo ma lo stronzo che pensa queste cose sono solo io? Il fatto è che lei è bella, bella da spettinarti. Se ti guarda fisso negli occhi mi sento i capelli fuori posto. Oggi, mentre facevo la doccia, ho ritrovato i suoi capelli nei miei. A dire il vero, uno si era nascosto anche sulla punta del mio pisello, pensavo fosse un peletto, ma poi nel toglierlo mi sono accorto che un suo capello si era attorcigliato attorno al glande. Quanto è fetente quando fa così... Lo hai fatto apposta, vero? Mi hai messo il sigillo!? 'starda...

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 12:42 | commenti (21)

mercoledì, giugno 14, 2006




Test-anti-sfiga
 

Se una zingara un po’ mendicante e piuttosto insistente vi fermasse all’uscita di una chiesa (o di un ospedale), e, in un momento di vostra particolare distrazione, mentre, ad esempio, state cercando di tirare fuori dal portafogli una banconota (perchè non avete spiccioli) per pagare il parcheggio, vi scippasse venti euro dalle mani e poi ci sputasse dentro e poi ve li restituisse, ve li riprendereste?

 

E se poi, mentre siete alle prese con le chiavi di apertura dell'auto, vi strappasse anche un capello (o, esagerando, una ciocca) e barra o la mettesse dentro una pastella fatta di code di pipistrello e zampe di formica per fare una tortina? Se questa zingarella, insomma, vestita piuttosto stranamente rispetto ai nostri canoni tradizionali (tipo: stivale rosso da pescatore, loden verde con spacco dietro e calza multi-colori di Trussardi del ’72), iniziasse a turbarvi, recitando strane frasi incomprensibili, a metà tra la litania gitana, il canto indio, il sanscrito e lo slavo…E se vi pre-dicesse qualcosa che, vagamente, somiglia alla vostra vita e a quello che vi sta accadendo nell’ultimo anno? Tipo: hai problemi nei parcheggi, nelle manovre-auto del garage, con la caldaia che brontola la notte o la lavastoviglie che russa di giorno, mentre ami qualcuno che... ma…c’è sempre qualcosa di irrisolto nella nostra vita, no? altrimenti, non staremmo qui a scriverne... e saremmo tutti felici a fare altro..

 

Se avete risposto sì-no-non so alle prime due domande, potete passare alla terza fase (quella di verifica) di questo strano test-anti-sfiga…

 

Insomma, che cosa fareste per togliervi il malocchio di dosso, dopo che vi è capitato tutto questo? Se subito dopo tamponaste un’auto e vostra figlia avesse strani malori..a metà tra il virus influenzale e un batterio fastidioso che la porta a lamentarsi..

 

Insomma, se avete passato una brutta giornata e la sera non vi è andata meglio e, per di più, avete incontrato una rompicoglioni che vi ha strattonato, mentre cercava di spillarvi venti euro, che cosa pensereste?

 

Mia madre, in questi casi, prendeva un piattino e la bottiglia dell'olio. Faceva colare dentro il piattino una goccia d’olio. Se la goccia restava integra, voleva dire che era tutto a posto, se si rompeva in mille altre goccioline, allora erano ‘azzi amari (dico ‘azzi amari, perché mia madre non avrebbe mai detto “cazzi amari”)…questo voleva dire che, in giro, su di voi, su di te, c’era stato un tentativo di malocchio…E allora, a quel punto, bagnava un dito in quel piatto pieno di acqua e olio "sfasciato" e ci segnava una croce, con il pollice, sulla fronte... e così il malocchio andava via…che poi questa cosa l’ho vista fare anche al vescovo alla cresima di mio figlio..ma al vescovo non credo che farebbe piacere sapere che mia madre (cattolica-praticante-convinta) lo fa (uguale-uguale) come lui..

 

Questi zingari gravitano ai margini della nostra vita, vengono da mondi sconfitti, emarginati, ma si accampano così bene nelle nostre periferie degradate e degradanti, e riescono così bene a leggere la nostra realtà attraverso codici interiori tristi ed ancora infantili che non si adattano mai alla nostra realtà esterna ma che riescono a crearne un’altra, quella che temiamo che è fatta dai nostri sogni, dalle nostre fantasie, dalle nostre paure...

 

Conoscete altri metodi contro la sfortuna? Ci credete a queste cose? Io, prima di oggi no, ma, in questo momento, inizio ad avere dei piccoli dubbi…intanto, mentre faccio le corna, mi sto grattando pure le palle, non si sa mai…

 
 

Trimonato da BaroneAgamennone | 01:29 | commenti (23)

domenica, giugno 11, 2006



La vita ha delle tappe difficili e io sto attraversando una delle peggiori: l’adolescenza. Ma non la mia: quella di mio nipote. Qualche settimana fa, ha fatto un complimento ad una sua compagna di classe. Niente di particolarmente osceno. Tipo: “Ma che bella maglietta corta che hai…ti si vede l'ombelico però..”. Che era pure vero...Ma quella si è offesa, ha chiamato i suoi amici e, il giorno dopo, lo hanno aspettato in sei, all’uscita dalla scuola, e lo hanno picchiato a sangue. Per fortuna, che c’era la sorellina che ha 13 anni e che lo ha difeso, prendendo a morsi gli aggressori (che erano diciassettenni semi-incapaci), mentre i compagni di classe di mio nipote sono corsi a chiamare i professori e la preside.

Insomma, mio fratello, per evitare querele e denunce, ha scritto una letterina ai genitori di questi ragazzi del tipo “Per questa volta, farò finta che non è successo niente, ma che non si ripeta mai più!”.

Così, sono andato a trovare mio nipote. Ora sta meglio. Poi, lui è un pezzo di ragazzo. Ha 14 anni, ma è già uno e ottanta. Ha dei piedi che le scarpe non le prendono a numeri, ma a metri quadri. Quando se le leva è come parcheggiare una Smart, ma devi pur sempre comprarti un garage. Ora, poi, gli stanno uscendo anche i brufoli che sembra un Ferrero Rocher con le gambe di una giraffa. Io, così tanti brufoli insieme non li avevo mai visti nemmeno sulla faccia di Freddy Kruger in Nightmare 6. E’ un po’ come Marte visto dall’alto dopo un bombardamento di asteroidi.

E così gli ho detto: “Ma non puoi ridurre le dosi di Nutella e aumentare il Clerasil?”. E lui: “Ma zio il Creasil mica si mangia?”. Mi è venuto da ridere. Per non dire degli occhiali: sembrava una mosca con l’itterizia. Gli dico: “Ma che occhiali c’hai?”. Mi risponde: “Ma zio, questi sono quelli di Vasco!”. E io: “E vabbù, ridaglieli indietro, che te ne compro un paio decenti…e già che ci sei, ridagli anche la maglietta…”. “Ma non è di Vasco, zio, questa è di Ligabue!”. “Ma una roba tua ce l’hai?”. “Il portafoglio ce l’ho, ma è vuoto. Mi presti dieci euro?”. E lì ho capito che ai ragazzi non bisogna fare tante domande.  Ma poi ho visto i pantaloni e gli ho detto: “Guarda, te ne do cinquanta, ma comprati un paio di jeans nuovi, chè questi sono vecchi e tutti strappati, ti si vede il ginocchio di fuori e pure le mutande, dài…”. E lui: “Ma zio, li ho presi proprio perché erano così…questi strappi li hanno fatti Dolce & Gabbana”. Ho detto: “Evabbù, allora le martellate alla nuova Panda di tua madre gliele facciamo dare a Pininfarina?”. “Ma zio, sono jeans firmati…più sono strappati e più costano..guarda che è la moda…”.

A quel punto, la conversazione stava iniziando a degenerare e così lui alza la manina (che poi è una manona) e mi fa: “Zio, e i cinquanta euro che mi avevi promesso?”. Non ci ho visto più…Ho preso un biglietto da dieci, e con delle forbici e li ho tagliuzzati a caso e glieli ho dati. Lui li ha presi in mano, li ha osservati e mi ha detto: “Ma, zio, questo è un biglietto da dieci!”. “Ah sì? Ma con tutti quegli strappi ne vale almeno cinquanta!”.

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 13:12 | commenti (83)

mercoledì, giugno 07, 2006

 

Da bambino, quando portavo i pantaloni corti, avevo sempre le ginocchia sbucciate e piene di crosticine. Quando ci procuriamo una ferita le piastrine corrono a coagulare il sangue del tutto a nostra insaputa. Uno psicologo americano si è accorto che le patate conservate in cantina, lasciate lì, al buio, al freddo, allontanate dal loro terreno naturale, nonostante tutto germogliano. Insomma, che voglio dire? Dico che quando ci capita qualcosa che ci fa soffrire, quando qualcosa ci stronca, c’è sempre qualcosa di profondamente naturale che si sta ricreando. Un grande ha scritto che: “all’interno del più grande dolore la felicità è presente”. Laing, nell’Io diviso, sosteneva che nella vita esistono due tipi di dolori. I primi sono quelli che ci spettano, come quelli che derivano dalle morti, dalle disgrazie, dagli abbandoni, dalle sfortune della vita. Questi dolori riguardano pochi attimi della nostra esistenza. I secondi invece sono i dolori che derivano dal fatto che passiamo gran parte della vita a combattere i dolori che ci spettano…Tra un po’, verranno i mondiali di calcio e il tricolore tornerà a sventolare sui balconi e negli stadi e non più sulle bare che ritornano silenziose con gli aerei, le parate e gli onori militari. Tutto tornerà a posto e tutti dimenticheremo quelle giovani vite stroncate intorno a venti anni, che scivolano via, inghiottite da gorghi di potere e soldi sporchi di sangue e giochi molto più grandi di loro.. Ed anche tu hai voglia di dimenticare e di dimenticarti. Respiri la vita perché la vuoi ancora e perché sai che devi volerla…

Trimonato da BaroneAgamennone | 19:30 | commenti (35)

domenica, giugno 04, 2006



Omaggio ad Arnaldo Santoro

Renzo Arbore ha confessato che la gag "volante 1 a volante 2" è nata quando lui, Cerruti e Arnaldo Santoro una volta passeggiavano per Roma ed hanno visto una volante ferma per strada senza nessuno dentro dove c'era una radio qualcuno che chiamava alla radio i poliziotti perchè aveva lasciato i guanti nell'auto..

Trimonato da BaroneAgamennone | 01:05 | commenti (11)

giovedì, giugno 01, 2006

ma come cazzo si fa a correggere un post?

Trimonato da BaroneAgamennone | 19:51 | commenti (21)



Oggi, ho passato gran parte del pomeriggio a guardare le tue foto, Nuvola. Questa è quella che mi piace più di tutte le altre. Anche se hai gli occhi chiusi e io vado pazzo per i tuoi occhi allegri, sorridenti, azzurri come il colore del cielo senza nuvole. Mi piace guardarti mentre dormi. Sentire il calore del tuo corpo nudo che esce da sotto le lenzuola. Mi piace sentire l'odore della tua pelle. Quello che resta, al mattino presto, con la prima luce e le prime ombre, del tuo profumo strano. Qualche giorno fa, mi è capitato di sentire qualcosa molto simile al tuo profumo,  salivo in un ascensore affollato, e, addosso a una, sentito il tuo profumo... e quella mi ha guardato strano, forse stavo dilatando troppo le narici del naso..mi sembrava di riconoscerlo e così ti ho pensata...ma quella non ha capito e non lo sapeva e mi ha guardato storto perchè un po' mi sono avvicinato alla spalla e al collo per sentire meglio il profumo...

Mi piace guardarti quando dormi, amore, perchè cerco di immaginare i tuoi sogni. Ti ho vista così, bellissima, imbarazzata, stupita. Come appena sveglia, quando sembri Alice nel paese delle meravOglie. Mi piace così tanto accarezzarti i riccioli e sentirli sotto le mie dita. Ti amo ancora. Te lo dico senza pudore, senza ritegno e senza paura. Oggi, non ho pianto, ma ci è mancato poco. I nostri litigi mi distruggono. Mi straziano. E, ora, mi sento a pezzi.

Dopo, mi viene voglia di abbracciarti, proteggerti da tutto, vorrei anche riuscire a scordarmi che hai scritto parole dolci ad un altro. Fotocopio quei pensieri e cerco di archiviarli. Chiudo quel cassetto e butto via la chiave. Mentre te lo scrivo, faccio il labbrino e alzo le spalle, come a dire: “Ma che me ne frega?!”.

Come stai ora? Come sta la tua cucciola? Sarà una donna affascinante come te, da grande, lo sai? E sarà forte ed irresistibile. Molti uomini soffriranno pene d’amore per lei. Ma lei troverà uno che saprà tenerle testa, credo sia questo il segreto dell'amore. Ma lei lo sa già. Noi due lo abbiamo scoperto ora, anche se abbiamo finito, da un pezzo, la scuola dell'obbligo...

Come stai, amore mio? Sei ancora arrabbiata con me? La gelosia mi fa andare fuori di testa. Lo so. Perdonami. Ma ora ti scrivo in questo racconto d’amore. Perché non voglio più pensarci. Per cent’anni rimarrai intrappolata in queste righe e io avrò il coraggio di dirti che le ho scritte per te. Non farai altro che venirle a leggerle. E penserai a me quando le leggerai. Pensami, anche quando non ci saremo più, Nuvoletta. Ricordati che, in questo preciso momento, ti sto amando, ti ho amata, come non ho mai amato nessuna donna, prima di conoscere te.

Certe vite si sente che gli manca qualcosa, che si muovono zoppe, come quelle barzellette che a metà non ti ricordi il finale ma vai avanti lo stesso. Perché la felicità è vicina, l'amore è solo a un passo, anche se è distante geograficamente e ti vedi poco. Ma lo senti dentro di te. Forte. Tutto il giorno. Ti alzi, ti radi e lo vedi riflesso nello specchio. Vai a letto e lo sogni. E’ qualcosa che ti fa sobbalzare il cuore. Girare la testa. Pensare : “Vorrei che tu fossi qui”. Perché? Per fartelo capire. Vorrei farti sentire il boato dei miei pensieri per te, in questo momento.

Dovrebbe essere sempre come in certi film, in cui lui guarda lei in silenzio, lei abbassa lo sguardo per un attimo e, il fotogramma dopo, si ritrovano in un’isola sperduta che passeggiano su un pontile andando incontro al tramonto.

Come nei film…. Il resto sono cazzate…

Restando ancora una volta a pochi centimetri dal gol, a un solo passo dal cuore. Ora, mi sento così… Lasciare in pace per una volta la luna e assillare di domande una nuvola a forma di cavallo.

Sospettare di tradimento la propria donna può indurla a tradire. L’amore è matematica: sbagli l’equazione e il risultato non torna più. Vivere una storia d’amore lascia sbalorditi come di fronte a uno scoppiettante fuoco d’artificio. Perché così è la vita: un’imperdibile, imprevedibile giostra… E quando incontri l’amore, bisognerebbe abbandonare tutto e scappare via assieme. Ma poi pensi che non è possibile…

Però è vero. Forse dovremmo scappare, lo sai? Non ci prenderebbero più...come Thelma e Luoise. Una sgassata, la macchina che vola nell'aria, un fotogramma che si ferma per sempre. Lo stesso che ho stampato dentro il mio cuore. Non dimenticarti mai di me. Ti amo, nuvoletta, grazie....

Trimonato da BaroneAgamennone | 19:39 | commenti (18)

basta...

Trimonato da BaroneAgamennone | 15:42 | commenti (6)

grazie a novocaine per "la testata" (che non mi ha mai dato in testa).