Qui scriverò tutte le cose che mi verranno in mente. Quando ne avrò voglia, quando avrò tempo, quando starò - come oggi - senza voglia di fare un cappero. Lo prometto. No, anzi. Lo giuro!





 
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domenica, novembre 26, 2006

Che cosa è necessario oggi per esistere? Fare notizia. Bucare lo schermo. Sfondare i media. Oggi quando ho visto l’ex premier di Forza Italia accasciarsi sul palco ho pensato (da perfetto meridionale, malpensante, settario e dietrologo) che era tutta una misera e squallida messinscena. Dopo la sconfitta elettorale. Con una leadership discussa all’interno della Casa delle Libertà. Con in corso un pesante calo di attenzione da parte dei mass-media sulla sua persona. Che si fa per esistere? Si cerca di fare notizia. Si tenta di bucare lo schermo. Si sfondano i media. Possono essere ragioni valide per fingere un malore in una  diretta televisiva con le telecamere puntate? Può essere lecito aver voglia di far riaccendere i riflettori su un uomo che vive anche di questo?

 

Probabilmente, non lo sapremo mai. Forse i nipoti dei nostri figli lo scopriranno. Ma non ne sono sicuro. Come non si è mai saputa la verità sull’Italicus o sulle stragi di Stato: da Piazza Fontana alla stazione di Bologna.

 

Che cosa è necessario oggi per esistere? Fare notizia. Bucare lo schermo. Sfondare i media. E’ la stessa identica cosa che ho pensato quando ho visto ben nove sconosciuti fra i diecimila che hanno sfilato a Roma, sabato, 18 novembre, per la Palestina. Si sono affiancati al corteo con tre pupazzi di cartapesta, raffiguranti un soldato americano, un israeliano e un italiano, per dargli platealmente fuoco al cospetto di telecamere e cronisti. E così starnazzando: «Una cento mille Nassiriya».


Erano in nove, è durato qualche minuto. Si poteva affogarli nella loro insignificanza. Invece no. Tutti, proprio tutti - giornali, politici, generali con lacrima al ciglio, financo Ingrao, financo il Presidente della Repubblica - si sono precipitati ad amplificare. Sdegno ed orrore, hanno insultato «i nostri ragazzi», vogliono la distruzione di Israele, è la sinistra massimalista antipatriottica e antisemita, sono i centri sociali, eccetera.

 

Nei tg quel fuoco ricominciava ad ardere a ogni dichiarazione di condanna, come se Roma fosse fitta di roghi. Gli altri diecimila dimostranti della capitale sono stati sbeffeggiati perché anziani e composti, i cinquantamila di Milano, compostissimi e sprovvisti di piromani, sono stati accusati - specie il segretario della Cgil Epifani - di aver partecipato a un corteo per la Palestina dove non si sa mai, anzi si sa bene, quel che può succedere.


Così, leggo anche sui blog (che ancora mi chiedo come faccio a leggere…per amicizia?). L’informazione è questa: nazicomunismo. Informazioni che riprendono altre informazioni. Distorte. Malpensanti. Ideologiche. Di parte.

 

La politica inviperisce gli animi, ogni volta, in maniera, uguale, arrogante, dura. Questo lo so, e sarà anche vero. E me lo spiego come un tifoso dell’Inter cercherà di essere anti-palermitano, stasera. Per la lotta allo scudetto.

 

Non so cosa leggeremo domani sui giornali. Di tutto e di più. Anche quello che ho scritto io? Non credo.

 

 

L’informazione dovrebbe consistere nello scrivere la verità. Ma tutta la verità. Di quel che è successo nella manifestazione di Roma sabato è stato enfatizzato solo un frammento. Esso andava registrato, sicuro, perché dimostra che qualcosa non gira in alcune teste. Ma a voler fare della dietrologia e ammiccamenti siamo capaci tutti.

 

Ma se non si rispettano le proporzioni fra quel minuscolo episodio e l'imponenza delle manifestazioni vere - nove persone su sessantamila - non si dice la verità. La si falsifica. Così come il malore di Berlusconi può essere letto come quello di un teatrante.

Per gusto dello scandalo o per altre intenzioni. E’ facile puntare i proiettori su una sola parte della realtà ed è semplice capire che è solo un modo per oscurarne l'altra. In questo caso, sia per far passare la tesi che ogni manifestazione per la Palestina porta in sé un germe velenoso, sia per sottolineare come ogni manifestazione della sinistra o del centrosinistra sia massimalista, anzi estremista.

 

Il governo, si sottintende, farebbe bene a liberarsene. Si sottintende, ma non si dice, che sarebbe meglio se Prodi sbarcasse Rifondazione, Pdci e Verdi e imbarcasse la Udc. Si sussurra e non si scrive.


E fin qui sarebbe una puntata della poco ammirevole nostra fiction politica, se non ci fosse di mezzo il conflitto fra Israele e Palestina, che tutti dichiarano una tragedia gettando peraltro benzina sul fuoco.


Basta puntare i riflettori su qualche razzo lanciato da poco preveggenti estremisti palestinesi di hezbollah e dimenticare le bombe israeliane che demoliscono presunti covi di presunti terroristi nel Libano e a Gaza facendo ogni volta morti civili a decine. E Israele non è un gruppo di scalmanati, è il governo di uno Stato che minaccia a ogni piè sospinto di ricominciare la guerra.

 

C'è una tale sproporzione di forze che una elementare correttezza suggerirebbe di metterla ogni volta in evidenza. Come la miseria di Gaza. Come il fatto che Tel Aviv detiene molti soldi di proprietà palestinese mentre i palestinesi crepano di fame. E che per Tel Aviv le risoluzioni delle Nazioni Unite sono carta straccia, ne ha respinto una su Gaza proprio ieri. Quale giornale ha ancora il coraggio di titolare che in questi giorni Francia, Spagna e Italia hanno proposto una conferenza sul Medio Oriente ma Israele ha detto subito di no? Io non penso che Israele sia una nazione come un'altra. E' la nazione di un popolo perseguitato da duemila anni e che la generazione dei nostri padri - ahi, anche italiani - ha tentato di sterminare. Non è lecito dimenticarlo. Degli ebrei va capita l'angoscia. Non ne vanno incoraggiati gli incubi. Non ne vanno appoggiate le sconsiderate rappresaglie.

 

Ma chi ha il coraggio di scriverlo? Chi avrà l’ardire di dire domani che Sua Emittenza Berlusconi è sempre stato un teatrante che usa i media per scopi personali ma anche politici?

 

Sarebbe ed è solo una canagliata, tale e quale a quella di chi scrive che i bruciatori di bandiere e manichini rappresentano tutta la sinistra in Italia.Chiedere un po’ di buon senso non sarebbe comprensibile alla stampa, ma chiedercelo almeno fra noi, questo sì. 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 20:56 | commenti (37)

sabato, novembre 25, 2006

La proposta di riforma del Ministro della Sanità, Livia Turco, cercherà di allentare un po’ il giro di vite del governo precedente sulla criminalizzazione indiscriminata delle droghe.

 

D’altra parte, l'equiparazione precedente tra droghe leggere e droghe pesanti non sembrava basata su prove scientificamente attendibili. La legge venne, infatti, varata dopo un esperimento fatto in cucina dall’ex vicepremier Fini e dalla sua gentile signora che misero su due piatti di una bilancia un chilo di eroina e un chilo di scarola fresca, dimostrando che pesavano uguale.

 

L’idea del ministro Turco (che detto così pare anche che sia una che fumi molto) è partita, invece, dopo una verifica scientifica molto approfondita: gli esperti hanno scoperto che un consumatore di cannabis, ammanettato, non solo non riesce a fumarsi uno spinello, ma sette volte su dieci si incendia la camicia accendendo il fiammifero.

Alla fine, dopo interminabili discussioni e molti pacchetti di sigarette fumati, è stato aggiornato l'elenco delle sostanze vietate e di quelle consentite. Tutti i parlamentari tossici (anche quelli facenti parte dell’opposizione) hanno esultato facendosi una canna nei bagni di Montecitorio.

Cocaina.
Dopo che alcuni scienziati l’hanno provata si è potuto appurare la micidiale pericolosità della polvere bianca: basta un colpo di vento per farla cadere sul pavimento, e nel tentativo di raccoglierla, specie in ambienti male illuminati come i locali notturni, è facile procurarsi brutte ecchimosi battendo la testa contro i tavolini. Ora, ne verrebbe consentito l’uso anche nei forni e nelle panetterie assieme ad alcuni tipi di farina.

Eroina.
Ormai fuori moda, il mercato ha dovuto aggiornarsi: per l'eroina non si può più parlare di assunzione vera e propria, al massimo si tratta di contratti interinali tra i boss e i consumatori-spacciatori. Gli eroinomani sono in genere poveri e a bassa scolarità, poco interessanti come target pubblicitario e ormai abbandonati anche dagli inserzionisti della mafia. Molto difficile il recupero terapeutico: tra il carcere e don Gelmini, quasi tutti scelgono il carcere. E tra una serata con Livia Turco in giarrettiera e il carcere? Meglio don Gelmini! Che razza di domande…

Ecstasy.
Disponibile in migliaia di formati, dalla monopasticca da una libbra che può far sballare perfino un buttafuori rumeno al Flacone Convenienza per scolaresche, l'ecstasy ha effetti psicotropi sconvolgenti soprattutto sul linguaggio: frasi come "sbarba, ci brilliamo una pasta?" possono essere pronunciate solo da persone che non hanno più nulla di umano. Molto temibili anche gli effetti sulla guida: è impossibile tenere il volante in mano mentre si cerca sotto il tappetino una pastiglia, telefonando allo spacciatore per chiedergli se per caso ne ha un'altra e manovrando l'autoradio per cercare disperatamente uno stornello romano dopo sette ore di house-music.

Funghi.
I funghi allucinogeni sono un consumo residuale, anche se la New Age li sta riportando in auge: ingerendo le psilocybe messicane si vedono le anime dei capi Navajo, si può conversare con gli gnomi celtici, ma è solo grazie ai porcini surgelati sulla pizza quattro stagioni che si può incontrare, in una sola notte, un intero reparto del policlinico. Il governo intende effettuare verifiche anche sui normali champignon da insalata: messi in tasca, gli esemplari più grossi sono usatissimi nelle discoteche infilati nella patta dei pantaloni per simulare l'erezione. Gli esperti governativi hanno notato che, stranamente, quest'ultima pratica non è diffusa tra le ragazze.

Ilfattoapposta.

Nessuno conosce il nome scientifico di questa sostanza psicotropa molto diffusa nelle palestre. Ma pare che insieme ad altri steroidi, ilfattoapposta furoreggia tra gli sportivi. Può portare anche al raddoppio del volume corporeo, e sono gli stessi gestori delle palestre a collaborare con gli inquirenti perché la maggioranza della clientela non riesce più a entrare dalla porta. Recente il primo caso (vero, lo giuro) di doping tra i giocatori di bocce, si indaga anche tra i partecipanti al campionato di Scrabble e nel mondo dei concorsi ministeriali: recentemente, a Roma, una ragazza ha consegnato ai commissari il suo tema di concorso completo di scrivania e sedia. Poiché gli steroidi ingrossano tutte le parti del corpo, tranne il cervello, il governo considera comunque queste sostanze dopanti come un pericolo minore. Insomma, no al carcere per un “modica dose” di fattoapposta!

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 21:08 | commenti (7)

giovedì, novembre 23, 2006

 

 

È vero che anche l'introduzione del telefono fisso nelle case, ai tempi di Meucci, molte epoche fa, sollevò indignate proteste per l'intrusione nella quiete domestica e la rumorosità poco decorosa di quel grosso apparecchio.

 

Ma il salto di qualità introdotto nelle nostre vite dalla telefonia mobile non consente paragoni attendibili con quel remoto dibattito. Il cellulare non è più neanche una protesi tecnologica, il cellulare è quasi una parte del corpo, come il portafogli, gli occhiali e le chiavi di casa.

 

Non è più la casa ad aprirsi alle voci amiche e nemiche, è la mente, e il delicato equilibrio tra la raggiungibilità che si desidera e la violazione della nostra privacy ci appare ancora più delicato.

 

Si studiano con interesse i cambiamenti di mentalità e costume indotti dal controllo ormai sistematico delle nostre parole e dei nostri movimenti.

 

Il problema è che con queste intercettazioni telefoniche selvagge non te la senti più di parlare liberamente. Temendo di essere intercettati, ti viene spontaneo rinunciare alle conversazioni personali. Ormai, quando chiamo al cell. mio fratello, lui preferisce rilasciare solo dichiarazioni ufficiali, molto calibrate, anche quando telefona ai parenti.

           
- Tellone'? So' Tellino. Che fai?


- Auspico una migliore ripartizione tra le forze politiche, nell'interesse del paese.


- Ma che caz’ dici? So ‘tellino,tuo fratello!

- Non desta preoccupazione, nonostante alcune interpretazioni tendenziose, il lieve aumento dei fenomeni di micro-criminalità.


- Vabbè. Ma te lo devo portà, il fattoapposta, oppure no? Guarda che qui sta a finire, dice Augusto, il macellaio, che se non lo ordino suBBito, si finisce e se lo magnano tutto.

- Riuniremo presto le parti interessate. Buongiorno.

Nonostante la prudenza, si moltiplicano gli episodi inquietanti, aggravati dalla massiccia immissione sul mercato dei nuovi video-telefonini. Oltre i  siti Internet che pubblicano immagini di professoresse nude con giovani studenti, o giovani studentesse di Molfetta che la danno anche ai bidelli, ormai i giornali pubblicano, accanto al testo integrale delle intercettazioni, anche i principali fotogrammi relativi alla conversazione, senza risparmiare al pubblico le immagini più crude: Romano Prodi mentre si veste da ciclista, Casini che si pettina, papa Ratzinger che fa gli addominali a Castelgandolfo.


Ormai, per ordine di pm molto in vena di celebrità, sotto controllo anche i citofoni, con gli archivisti della Digos che hanno ufficialmente fatto presente ai superiori l'impossibilità di catalogare decine di milioni di conversazioni pressoché identiche:

'Peee!!’

'Chi è?'

'Sono io, apri..'

oppure :

'Peee!!’

Chi è?!’

‘Lettura dell’acqua, che piano?'

 'Terzo'.

Trimonato da BaroneAgamennone | 20:37 | commenti (24)

domenica, novembre 19, 2006

 

Voglio parlare della scrittura. Del mio bisogno e della mia necessità di scrivere. Prima di parlare di come e cosa scrivere, penso, che si debba parlare di se stessi. Io sono cresciuto in una famiglia di depressivi. Mio padre, ora che è molto vecchio, è un depresso anche lui, ma forse lo era anche prima, quando era giovane, robusto e forte, senza darlo a vedere. Mia madre, lo è sempre stata e non se n’è mai vergognata, ma solo perché non ne era consapevole. Ora, forse, sì. In più, la sua depressione, ora, riesce anche a trasmetterla. Mio padre, no (è sempre stato più buono e generoso di lei anche in questo).

 

Scrivere è il primo antidepressivo al mondo. Non c’è da stupirsi se Henry Miller definiva gli scrittori “unghie incarnite” e preferisse farsela con i pittori.

 

A me, scrivere, solleva lo spirito perché è un mio modo di imporre ordine al mio caos.

 

Non ho mai pensato di scrivere qui qualcosa che facesse piacere a me stesso (o agli altri). Chi se ne frega della purezza o della coerenza? A volte, penso che gli unici scrittori felici siano quelli che pensano a se stessi come intrattenitori.

 

Fare schemi o non farli  questo è il problema. Io non so mai come vada veramente a finire un storia, finché non sono arrivato alla fine.

 

Jorge Luis Borges sosteneva che tutta la letteratura fantastica si riduce a quattro trame: il miscuglio di sogno e realtà, il doppio, il viaggio nel tempo e il libro dentro al libro. Puoi passare tutta la vita a scrivere basandoti solo su queste quattro trame, e Borges lo ha fatto. E così pure Umberto Eco – e molti altri, troppi per citarli tutti.

 

Io penso che se vuoi essere una brava persona non bisognerebbe scrivere. Non c’è modo di farlo senza stritolare le palle nel tritacarne e farne polpette. E’ difficile scrivere senza maciullarsi un po’ le carni. Le tue ma anche quelle degli altri.

 

Ma esistono molte altre regole per scrivere. Peccato che nessuno sappia quali siano. Nello scrivere – o in qualsiasi lavoro creativo – c’è una specie di impulso di mandare tutti a fanculo. Perché parte dell’energia scaturisce dalla pura ribellione. Il momento in cui scrivo meglio è la notte, oppure al mattino presto (verso le quattro), quando non ho niente da dire e tutti dormono, quando sto da solo e trovo il mio spazio.

 

Che post orrendo…ma mi è venuto così e quindi lo lascio e me lo abbraccio assieme alle mie tante croci…

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 22:18 | commenti (23)

sabato, novembre 18, 2006

 

Tragedia da bar ( o da chat che è lo stesso)
Personaggi principali:
il barista (M.); il cliente (B.); (alcuni avventori).

M. - Qualcosa da bere, signore?
B. - Qualcosa di forte, di molto forte.
M. - Ha bisogno di tirarsi su, signore?
B. - Ebbene sì.
M. - Un Gin Lemmon andrebbe bene?
B. - Ehm, sì.
M.- Una delusione d'amore?
B. - Come lo ha capito?
M. - Dal sospiro, signore.
B. - Dal sospiro?
M.- Esattamente. Il sospiro dell'innamorato è assai diverso dal sospiro del bancarottiere o del semplice depresso. Faccio il barista da trent'anni e non mi è difficile riconoscerlo: lei ha tutti i sintomi di un uomo abbandonato di fresco.
B. - Be', non ci vuole molto. Basta guardarmi in faccia.
M. - Certo. Una ragazza dai capelli rossi e ricci, vero?
B. - Questo come fa a saperlo?
M.- Deduzione di barista. Lei ha un capello rosso e riccio sulla spalla e un segno recente di rossetto sulla tempia.

B. - Straordinario. E mi sa dire altro, caro il mio Sherlock Barman?
M. - La donna si chiama N., lavora in una redazione editoriale, ha origini sudamericane, le piacciono gli animali e viaggiare.
B. - È tutto vero. Ma lei è un medium, indovino o cosa?
M. - Le ripeto, semplice spirito di osservazione baristica. Lei ha trasalito quando ho detto il nome del cocktail Gin Lemmon, dal che ho dedotto che si chiamava N., o N. con un vezzeggiativo, doveva essere l’iniziale del nome della donna che la turba.

B. - È tutto esatto. Ma allora mi può dire anche perché N. mi ha lasciato?
M. - Be', anzitutto la sua gelosia morbosa.
B. - Vero anche questo. Ma lei come fa...
M. - Ovviamente, se lei è innamorato è geloso ma in un modo tutto suo…

B. - Va bene, va bene, Sherlock Barman. Ma adesso non mi dica che sa anche perché abbiamo litigato.
M. - I piatti, signore?
B. - Per dio, è vero. Ha tirato a indovinare?
M. - No, le riassumo com'è andata. N. torna a casa stanca, tuttavia acconsente a cucinare per lei. Quella macchia verde di pesto genovese fresco sul suo abito lo testimonia, ed è uno schizzo che viene da un tegame casalingo, non da un tavolo di ristorante. Poi N. le chiede di lavare almeno i piatti. Lei mugugna, ma inizia a farlo, maldestramente però, come testimonia l'odore di detersivo che viene dalla manica della sua camicia. Ma poi rompe subito un piatto e si ferisce l'indice della mano destra, proprio lì...
B. - Ma...
M. - Non m'interrompa, N. si arrabbia e grida «sei un incapace», lei la afferra per i polsi, noto il segno del braccialetto sul palmo della mano, N. la graffia sul collo, vi avvinghiate e, come spesso succede in questi casi, vi eccitate e state per fare l'amore.
B. - Questo come lo sa?
M. - Camicia slacciata, pantaloni abbottonati storti, un vago odore di liquidi capronici che lei ancora emana. Ma poi N. si ribella perché lei la vuole prendere da dietro, e le dà un colpo col tacco delle scarpe sullo stinco, ecco laggiù il segno, e poi le appioppa un gran ceffone sul collo. Scoppia la rissa, vi bombardate di piatti e ne fracassate a dozzine, infatti nel risvolto dei suoi pantaloni noto delle schegge di porcellana. N. si strappa la collana che lei le ha regalato urlando «non voglio più niente di tuo» ed esce sbattendo la porta. Lei meccanicamente raccoglie qualche perla e se la mette nel taschino, eccole lì, poi cerca di raggiungerla ma sul pianerottolo inciampa nelle perle e cade, infatti è entrato qui zoppicando e tenendosi la schiena.
B. - Lei mi fa paura...
M. - Poi lei corre in strada, senza neanche il cappotto, ma non trova più N.. E ora è qui davanti a me, disperato.
B. - Allora se sa tutto, mi sa dire anche come finirà?
M. - Posso provarci. N. è inviperita. Le donne sudamericane hanno forti squilibri nervosi per via dei cambiamenti di fuso orario. La sua ormai, mi scusi, ex donna corre a farsi consolare dal suo capo-redattore al Bar Rudy, quello dove si ritrovano tutti gli artisti, pittori, scrittori e bloggers a quest'ora. Ma oggi è sabato e il Bar Rudy è chiuso. Allora fa cento metri e lo trova al Bar Paolo, ma N. dice al capo-redattore: «Ti prego, non restiamo in questo posto».

B. - Va bene. Ma allora, che fanno?
M. - Dato che cinque minuti fa si è messo a piovere, si rifugiano nel bar più vicino.
B. - E cioè?
M. - Questo, signore. Secondo i miei calcoli dovrebbero entrare qui più o meno tra un minuto...
B. - E cosa accadrà allora?
M. - Penso che lei, signore, andrà su tutte le furie, perché non sopporterà la vista dei due abbracciati, poiché niente come la pioggia avvicina sentimentalmente e carnalmente una donna sudamericana e un capo-redattore. Inoltre, essendo la sua N. un bel caratterino, penso che la provocherà.
B. - E allora?
M. - Allora lei estrarrà la pistola che incidentalmente ho intravisto sotto la giacca. Ma è un grosso errore. Perché lì a quel tavolo, vede, c'è un poliziotto in borghese, lo riconosco dal taglio dei capelli e dalle scarpe. L'agente tirerà fuori la pistola d'ordinanza che porta infilata alla cintura, vede lì sotto il rigonfio, e la fredderà in meno di un istante...
B. - Ridicolo. E poi il minuto è passato e non si è ancora visto nessuno.
M. - Già! Dimenticavo che qua, proprio all'angolo, c'è un negozio di casalinghi. N. non resisterà alla tentazione di guardare se c'è un servizio di piatti adatto a sostituire quello appena distrutto nel litigio.
B. - Quindi?
M. - Quindi c'è un lieve ritardo. Ma ecco, come previsto, eccoli qua...
B. - Oh dio, no!
M. - Stia calmo signore!

N. - Ah, sei qui? Ancora tra i piedi? Ma non avevi detto che andavi a spararti?
B.- N., non provocarmi.
N. - E chi vuole provocarti? Ti presento il mio amico Z., un mio collega...
Z. - Piacere...
B. - Piacere un cazzo! Hai fatto in fretta a sostituirmi, eh, troia?
N. - Sei il solito cafone!
Z. - Le proibisco di insultare la signorina...
B. - Ah sì? Perché se no cosa fai, bellimbusto? Credi di farmi paura?
N. - Ma sei pazzo, metti giù quella pistola!
B. - No, la devi pagare, puttana, e anche tu, bastardo, chissà da quanti anni mi prendevate in giro voi due, ma la pagherete!
P.- Fermo! Polizia! Metta giù quell'arma o sparo!
B.- Troia, ti uccido!

1. Sparo.
2. Urlo.
3. Tonfo.

N.- Oh dio, l'ha ucciso.
P.- Ho dovuto sparare signorina, quel pazzo stava per fare fuoco...
... - Aiuto, muoio...
Voci da bar - Chiamate un'ambulanza!
Voci da bar- Perde molto sangue, non ce la farà.

Voci fuori dal bar - Cos'è successo?
Voci da bar - C'è stata una sparatoria, un agente ha sparato a un uomo ma quello si è abbassato di colpo ed è stato colpito a morte il barista.

 

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 22:09 | commenti (29)

giovedì, novembre 16, 2006

 

Giro sempre meno tra i blog, ma, fra quei pochi che leggevo, scopro che molti hanno chiuso… sto avendo la sensazione di assistere a una tragedia shakespeariana, dove, alla fine, quasi tutti i personaggi giacciono morti sul palcoscenico prima che cali il sipario…sarà per questo che Splinder ha organizzato una mega festa con t-shirt in omaggio?

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 19:18 | commenti (12)

sabato, novembre 11, 2006

 

“Emmanuelle” è stato l’unico vero film erotico che ho visto in vita mia. Non dico che non ho mai visto i pornazzi. Ne ho visti tanti, in gioventù e anche dopo…Detto da uno che titola il suo blog “diario di un trimone”, poi, chi cappero ci crederebbe? C’era un periodo, che ci chiudevamo in un box di un nostro compagno di classe per gustarceli con un cineproiettore super 8. Non ci facevamo le seghe solo perché ci vergognavamo di farcele in compagnia (ma, chissà perché, quando il filmino finiva, avevamo tutti sempre una gran fretta di correre a casa). Io “Emmanuelle” me la ricordo ancora…Il mio sogno sarebbe  scrivere la sceneggiatura di un suo film…Il titolo che ho in mente (lo so, non è molto originale) è: “Il ritorno (e la venuta) di Emmanuelle”, però si può sempre cambiare…ovviamente, il film dovrebbe essere interpretato da Angelina Jolie…

 

Emmanuelle si imbarca sul treno che da Milano la deve condurre a Roma. L'odore delle lasagne surgelate, l'altoparlante interno che rutta minacce incomprensibili, l'aria condizionata ora gelida ora rovente, sono ciò che percepisce al suo primo impatto con questo ambiente in cui penetra (sottolineo, penetra) per la prima volta. Sorride e allunga le lunghe gambe pigre, dorate dal sole delle lampade solari, sul sedile di fronte.


Quale avventura le riserverà questo viaggio?


Appare un uomo malvestito, con il volto illividito dalla nebbia, e chiede con voce lamentosa: «Mi scusi, signora, non ho una lira né un euro, devo mantenere una situazione allo sfascio: potrebbe aiutarmi per favore...?».


«Fila via, tossico», dice secca Emmanuelle.

«Ma quale tossico?», dice l'uomo, «sono il ministro Bersani e le chiedo il trantaseiesimo aumento annuale di prezzo del biglietto, per migliorare il servizio ferroviario».


«E in cosa migliorerà?».


«Metteremo il supplemento "Piano ma lontano" sui treni diretti».


Emmanuelle gli dà un euro e stira le lunghe gambe pigre e dorate.

 

In quel momento, entra nello scompartimento uno Sconosciuto.


Come descrivere il turbamento l'eccitazione, il know-how che invadono il cuore e lo slip di Emmanuelle?

L'uomo è sulla cinquantina, sfoggia un gessato di Versace e un anello con un telefono cellulare d'oro. Sottobraccio ha copie di "Max", una di "Capital" e un’altra di "Lando tre palle". Ha un viso bello e inquietante, a metà tra il maniaco sessuale in pensione alla Formigoni e la cernia bollita alla Franco Carraro. Si toglie le lunghe pigre scarpe e dice con voce sensuale: «Le dà fastidio se fumo?».

 
Emmanuelle, istintivamente, si sbottona la camicetta. Il cuore le batte furiosamente. Sta per dire qualcosa in francese ma l'uomo le squaderna davanti una gigantesca "Gazzetta dello Sport" con il titolo "Ronaldo fa il trapianto dei capelli - Adriano lascia l’Inter e cambia sesso", e si mette a leggere.

 

Emmanuelle si sfila la scarpina e con la punta del piede percorre la gamba dell'uomo fino all'obiettivo del suo malizioso desiderio, e massaggia abilmente la verga aspettando che questa si inturgidisca e faccia assumere ai pantaloni dell'uomo la caratteristica forma a tenda canadese.

 

Ma l'uomo non dà segni di inturgidimento. Emmanuelle si leva lo slip e sospira annoiata.

«Caldo, eh?», fa l'uomo. Al suo sguardo di predatore non è sfuggito il particolare che Emmanuelle ha preso la sua copia di "Capital", l'ha arrotolata e la sta usando furiosamente come succedaneo.

 

Da uomo di mondo qual è intuisce che la donna sta civettando. Le racconta la sua vita. Fa il procacciatore di affari, ha molti amici. E' stato sei volte in America e tre da Costanzo. A Milano è appena stato a cena con Letizia Moratti per trattare l'acquisto della Galleria del Duomo. Si vanta di aver amici fidati nel consiglio comunale, tanto poi tutti smentiscono ma nessuno vuole l'inchiesta. Sta andando a Roma, dove tramite il sindaco Veltroni organizzerà gite nei musei per Natale, ma deve piazzare anche una partita di bazooka e cocaina.

 

Emmanuelle lo trova irresistibile. «Posso sedermi sulle sue ginocchia?», chiede con voce vellutata.

«Scusi un momento, ci metto sopra un fazzoletto perché son braghe firmate da trecento euro e non vorrei che me le bagnasse».

La finezza dell'uomo provoca un ulteriore turbamento in Emmanuelle che si sfila il secondo slip.

 

L'uomo sembra finalmente interessato e la sua mano punta verso il vibrante e muschiato paradiso di Emmanuelle, quando nel corridoio passa un gruppo di tifosi della Roma sfasciando tutto.

 

L'uomo chiede permesso, esce e spara un intero caricatore di pistola.

«Mi perdoni», dice rientrando, «ma non sopporto gli eccessi del tifo. Dove eravamo rimasti?».

Emmanuelle non risponde. Si è sdraiata nuda sul ripiano delle valigie e guarda lo sconosciuto con malcelato desiderio.

 

L'uomo si accinge alla scalata e il cuore di Emmanuelle si inturgidisce furiosamente quando, inopportuno, entra il controllore.

«Già visti i biglietti?».

Lo sconosciuto estrae una tessera da killer camorrista pendolare, ma il bigliettaio dice che andava timbrata in stazione, o al ministero degli Interni. Lo sconosciuto butta il bigliettaio fuori dal finestrino, si sdraia sui sedili e si mette a russare.

 

Emmanuelle è un po' delusa. A Firenze salgono sedicimila persone, tutte con prenotazione, e lo scompartimento è invaso da una comitiva di americani con otto valigie a testa.

 

Emmanuelle viene schiacciata sotto una "Samsonite" da tre quintali. Allunga le lunghe pigre gambe fuori dal finestrino e si becca nelle caviglie tutti i pali da Orvieto a Roma.

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 13:20 | commenti (23)

giovedì, novembre 09, 2006

 

Gentili telebloggatori, buonasera. Questo blog, stasera, va in onda in edizione ridotta, straordinaria-speciale e pure incompleta per protestare contro l'informazione, a sua volta, incompleta. Il blog Trimone sciopera per protestare contro la stampa e la televisione che ormai danno solo notizie incomplete. Le giornaliste Rai protestano perché non sono solo gambe, e, sotto le gonne (si sa), c’è di più. I giornalisti Mediaset protestano perché non sono solo mezzi-busti televisivisi messì lì da Berlusconi a tiragli la calza. Marzullo e Vespa protestano perché non sono solo coglioni. I lavoratori del blog Trimone si associano alla protesta delle prime due categorie. Chi scrive, in questo momento, è stato delegato e regolarmente autorizzato dal comitato di redazione.

 

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Dispaccio ANS(I)A di ieri: ieri, il Barone, dopo lunghe settimane di assenze dalle scene pubbliche cittadine, è finalmente uscito per farsi un giretto con gli amici, ma…distrattamente, ha “rimasto” il cellulare nel taschino superiore del suo giubbotto (in finta vera pelle) appeso ad una sedia e…purtroppo, la notizia è frammentaria e quindi ci riserviamo di aggiornavi sugli sviluppi con le prossime edizioni del nostro blog-giornale…

 

 

Passiamo ora alle principali notizie della giornata.

 

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Notizie dall'interno: vivaci reazioni all'intervento del Governo per risolvere il problema della recrudescenza della criminalità a Napoli. Il Presidente del Consiglio ha precisato che la frase «Manderemo l’esercito a presidiare i semafori contro la camorra» non prefigura uno scontro frontale, ma tutt'al più un tamponamento. Proteste dei polacchi. Intanto dal reparto gnorri anche l'ex leader Dc, De Mita, ha commentato  - da una radio privata - con favore il discorso di Prodi e le iniziative previste. «Da sempre», ha detto il buon Ciriaco, «abbiamo denunciato le gravi responsabilità di Charles Bronson e delle quaglie calabresi nel diffondersi del cancro mafioso nel tumore partenopeo camorristico. Quanto ai tremila miliardi stanziati, il problema vero sarà come dividerseli».

 

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Stampa: Prosegue furibonda la "guerra degli omaggi" tra i giornali per aumentare le tirature. Il “Corriere" ha annunciato che a partire da dicembre, a ogni copia sarà abbinata una riproduzione di una celebre scultura italiana. Nei primi numeri il David di Donatello (in versione reale e integrale anche di peso), il Telegatto e l'Altare della Patria di Roma. "La Repubblica" ha risposto con una mossa a sorpresa: a ogni copia verrà abbinato un piccione che andrà a deturpare le sculture del "Corriere". Nel settore dei settimanali, "L'Espresso", dopo "l'amore al femminile", lancia la campagna "preservativo intelligente". Un profilattico su cui sono scritte poesie e prose da leggere prima o dopo l'atto. Sono previste tre versioni: la small, con un breve componimento erotico giapponese; la medium, con una poesia di Apollinaire; e la extra-large (ritardante-smorzante) con un saggio dei coniugi Alberoni su «sesso e senso dello Stato». La risposta di "Panorama" è stata fulminante: un vibromassaggiatore firmato da Armani.

 

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Processo in Iraq: Saddam Hussein ha inviato alla Tv americana un video in cui chiede che alla Tv americana venga trasmesso un video in cui egli spiega perché è necessario che la Tv americana mandi in onda un video in cui possa spiegare le sue ragioni. Al Jazira aderisce allo sciopero e quindi ha bruciato la video-cassetta. Fonti autorevoli affermano che, nel video, Saddam (visibilmente scosso e con barba incolta) si dice disposto a trattare con i giudici (purchè non puntino più il dito in quella maniera e non alzino troppo la voce), si scusa con i giapponesi per i kamikaze, minaccia di impiccare i corpi dei figli esposti (morti) in pubblica piazza. Voci incontrollate riferiscono che il suo difensore (avv. Taormina dimessosi dal delitto di Cogne), non potendo fare di meglio, avrebbe anche affermato che il buon Saddam sarebbe anche disposto a verificare la morte dei suoi pargoli, confondendosi tra la folla e gridando: “Figlioli, ci sta qui papà!” per vedere se i cadaveri si muovono. Come ultimo desiderio, prima del martirio, il despota ha espresso la volontà di incontrare a cena Berlusconi per raccontarsi due barzellette su corda e saponi. Infine, invita gli infedeli a bruciare la bandiera islandese. Intanto i soldati iracheni continuano a mangiare gli animali dello zoo: si narra di crudeltà indicibili. Un testimone oculare ha riferito di aver visto alcuni militari che cercavano di fare entrare una giraffa in una pentola a pressione.

 

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Grandi potenze: I'Urss dopo essere diventata Russia forse cambierà di nuovo nome. Le multinazionali delle bollicine hanno offerto parecchi miliardi di dollari per mettere le mani anche su questa sponsorizzazione. Il paese sarebbe diviso in due parti: il Pepsicolistan e il Kokistan. In Usa, intanto, gli psicologi sono sempre più preoccupati dal "caso Bush". Il presidente americano, secondo le ultime psicorivelazioni, sta diventando sempre più megalomane e guerrafondaio perché non riesce a prendere neanche un pesce nei suoi week-end di cinque giorni. La Cia ha subito inviato una squadra di sommozzatori con il compito di attaccare prede all'amo del presidente. Nell'ultima battuta di pesca, Bush ha catturato due sogliole con il cartellino del prezzo e un chilo di salmone affumicato.

 

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Razzismo: Dopo il verificarsi dei gravi ed incresciosi episodi di intolleranza (a Molfetta, hanno segnalato il tentativo di arrostire alcuni extracomunitari come “turcinilli”), Ku Klux Bossi ha precisato che non si può parlare di episodi di razzismo in quanto a Bologna si trattava per lo più di marocchini, a Milano di senegalesi e pakistani, a Roma di tunisini. «Mi chiedo invece», ha aggiunto Bossi, «perché eritrei e filippini siano ancora discriminati».

 

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Sport: durante la partita Napoli-Juventus, il portiere della Juve, mentre guardava la sua fidanzata un po’ scompostamente seduta in curva con una mini semi-iguinale, oltre i numerosi scontri tra gli ultrà che volevano saltarle addosso con lo striscione “faccela-vedè-faccela-toccà” (due poliziotti e un questore hanno riportato gravi contusioni, guaribili - dicono i medici - in 40 giorni), il portiere (chè non ci ricordiamo il nome) ha trovato nel muschio dell'erbetta del San Paolo un fungo porcino di tre chili. «Questo dimostra», ha detto l'onorevole Matarrese, «che non è vero che abbiamo buttato via i soldi del Mundial». Il fungo è stato donato al Pontefice (il portavoce del Santo Padre – chè manco ci ricordiamo il nome – ha riferito che lo esporrà alla finestra, domenica prossima, nell’Anghelus – come diceva, una volta, la fiò).

 

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Cultura: oltre l’ultimo cd di Tom Waits è uscito anche un singolo degli U2 con i Green Day (hanno inciso assieme un vecchio pezzo degli Skids “The Saints are coming”: i ricavati delle vendite serviranno - tramite l'associazione Music Rising” del chitarrista The Edge - a raccogliere fondi per tutti quei musicisti di New Orleans (Louisiana) che nel settembre 2005 hanno perduto tutti i loro strumenti durante i terribili giorni dell'uragano Katrina), splendido, amaro e sorprendente il pezzo che si sente ora in sottofondo. Sappiamo che non si può fare pubblicità nei blog-telegiornali, ma sentiamo una forza misteriosa che ci obbliga a farlo e visto che il Barone non c’è ne approfittiamo (fammok pure a iss’).

 

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Trimonato da BaroneAgamennone | 21:51 | commenti (13)

mercoledì, novembre 08, 2006

 

 

Post al posto dei commenti (per festeggiare l’uscita del nuovo disco di Tom Waits ed il calo dei commenti)

 

Per mare & luna: essì, la lista dei miei link di questo blog si è un po’ ristretta, ma non perché l’abbia messa in lavatrice senza ammorbidente. Ho preferito lasciare soltanto i blog che riesco a leggere davvero. Gli altri non me ne vogliano…perderò qualche commento, fa nulla…

 

Per la parda flora:  sul problema di cercare di migliorare la comunicazione per il centro-sinistra, forse non lo sai, ma c’è già stata una riunione tra la base e i vertici. Eccoti il (segretissimo) resoconto che sono riuscito ad avere grazie a mie conoscenze un po’ di qua e un po’ di là…

 

Ufficio strategico dell'Ulivo. È in corso una democratica riunione tra i dirigenti e alcuni simpatizzanti di base, riconoscibili dal cilicio.

Prodi (ai presenti): “Cari amici e compagni, vi presento il dottor Sgalambro dell'istituto Miracles, specialista in sondaggi, cambi di look, marketing e rottamazione di trombati.

Sarà lui a gestire, da ora in poi,  la nuova immagine comunicativa del centro sinistra.
Domande?”.


Simpatizzante uno: “Lei sa che l'Onu ha tenuto segreto un rapporto sulla catastrofe climatica. Perché? Chi protegge? Qual è la proposta dell'Ulivo sui rischi dell'ambiente, cosa farà per prevenire le alluvioni, gli incendi, i terremoti, l'inquinamento?


Sgalambro: “Piano, piano. Non è la fine del mondo. Anzi, secondo i nostri sondaggi la fine del mondo è solo al sedicesimo posto tra le paure degli italiani, dopo gli scippi, gli albanesi, la zanzara tigre, la rottura del telecomando e la rigatura dell'auto. Bisogna tranquillizzarli. In questo senso Amato è più rassicurante per i mesi invernali, ben coperto con una sciarpa suscita un gradevole "effetto nonnina". Rutelli è più adatto per le catastrofi estive, lo vedo bene mentre corre in calzoncini corti sul luogo del disastro.

Simpa due: “Sì, ma cosa state preparando? Leggi nuove sul dissesto del territorio? Piani di ricostruzione per i terremotati? Più Canadair, uso dell'esercito, ristrutturazione del servizio antincendi?”


Sgalambro: “In caso di alluvione bisogna prendere i seguenti provvedimenti: A) Assicurarsi che venga usato il titolo: "Una tragedia evitabile", perché se fosse inevitabile penserebbero tutti che c'è sotto qualcosa. B) Mandare in onda un'intervista con un geologo, magari due, poiché la geologia, da scienza preventiva, è ormai ridotta a scienza commemorativa. C) Recarsi sul luogo dell'incidente e polemizzare sui soccorsi con regione, provincia, protezione civile e guardie svizzere. D) Sospendere per un giorno Miss Italia. E) Comprare un badile. F) Aspettare che tutto passi e rassicurare il paese. In questo senso, suggerirei per Amato un look lupo di mare, cerata gialla con cappuccio che dà l'idea dell'uomo navigato, per Rutelli una canottiera da bagnino tipo Baywatch. Non sarebbe male organizzare un Festivalbar o un concerto rock-anfibio sul luogo dell'alluvione”.


Prodi: “Buona idea. Ma per gli incendi?”.


Sgalambro: “Bisogna subito abolire i Canadair. Così nessuno potrà più dire che i Canadair andavano impiegati in un posto invece che in un altro, oppure che sono insufficienti. Se non ci saranno, nessuno si lamenterà. Poi sarebbe astuto pagare in anticipo, all'inizio dell'estate, le ditte mafiose appaltatrici dei rimboschimenti, così non appiccano il fuoco. Terzo, rimboschire con alberi finti di cartone, che possono bruciare senza danno. Ma il problema è ancora il look. Amato potrebbe arrivare in elicottero e calarsi sul teatro dell'incendio appeso a una corda, magari pisciando in segno di buona volontà. Rutelli invece potrebbe entrare in scena spaccando una vetrata, come nel film "Inferno di cristallo"...

Simpa tre:”Mi sembra che ci stiamo allontanando dai problemi. Tra poco tornerà l'inverno. Nuove epidemie di influenza, nuove virosi misteriose, allergie, inquinamento, aria irrespirabile. Abbiamo un piano per l'emergenza ospedaliera, per la ricerca medica, per l'assistenza agli anziani?”.


Sgalambro: “Anzitutto in tempi di clonazione, di trapianto del cervello e di prodigi genetici, non possiamo perdere tempo con l'influenza. È vero, i virus sono di più e più complessi, ma la vita si allunga. Nel futuro l'uomo vivrà centoventi anni e ne passerà sessanta a letto con la febbre. Ma le industrie farmaceutiche devono pur guadagnare e i vaccini sono insicuri. Perciò lanceremo un nuovo virus, che si chiama Nccc.

Prodi: “diobòn..Sarebbe?”

Sgalambro: “Il virus Non Ci Capiamo un Cazzo. I medici, intervistati, diranno che i virus di quest'anno sono totalmente misteriosi e quindi l'unica soluzione è come sempre mettersi a letto e aspettare la guarigione o la morte. Stiamo già preparando uno spot che mostra Amato in camice bianco, clistere in mano e lo slogan "Votami e ti sentirai liberato". E un altro con Rutelli che fa footing nel traffico di Roma e tra i colpi di tosse sospira: "Ama la tua città, impara a respirare lo smog". I nostri sondaggi hanno infatti appurato che il luogo dove più ci si lamenta dell'inquinamento da benzene, è l'interno di un'auto che sgasa ferma in un ingorgo.

Simpa quattro: “Non è un futuro roseo. E sulla disoccupazione?”.


Sgalambro: “Aumenteremo del seicento per cento l'informazione su Borsa e Finanza. Questo aiuterà grandemente i meno abbienti. Già adesso con quattro inserti di quotidiano si può ottenere un comodo materasso per i senza-casa. In secondo luogo, chi è disoccupato si sentirà così fuori moda da non avere più il coraggio di parlare del suo caso. Poi organizzeremo dibattiti su dibattiti, per tenere occupata l'attenzione del disoccupato. Amato intervistato da Biagi, Rutelli intervistato da Costanzo, Mastella intervistato da Vespa. La somma di queste noie darà al paese un benefico sopore, una narcosi sostitutiva dell'appetito”.


Simpa cinque - E Berlusconi? Lui è sempre in campagna elettorale da trent'anni. Ora, dopo la vittoria in Molise chi lo ferma più? Sta impestando di cartelloni pubblicitari l'Italia, è il francobollo del paesaggio italico. Sta cercando di convincere gli italiani che un po' di fascismo è un dovere morale è sempre più arrogante e sprezzante di ogni legge e regolamento di affissione. Avremo il coraggio di combattere davvero questo ricco spacciatore di democrazia avariata, o cercheremo ancora di assomigliargli?

Sgalambro: “Sul piano della promotion Silvio ci ha insegnato tutto, la Rai copia Mediaset e i nostri show alternativi sono uguali alle sue azzurrate. Per batterlo dobbiamo essere più berluscoidi di lui. Amato ha la sua stessa statura, se gli radiamo i capelli e lo facciamo sorridere con un sistema di ganci dietro l'orecchio, è un Similsilvio perfetto, il cromosoma craxiano non mente. Rutelli invece si ispirerà alla televisione e alla pubblicità, deve essere un mix di Cucuzza e Frizzi, con un tocco di Uomo-che-non-deve-chiederemai-ma-qualche-volta-decide-sua-moglie. Un po' Clinton un po' Totti. Lanceremo una nuova immagine comunicativa della sinistra!”.


Simpa uno - E la scuola?


Sgalambro: “Zainetti sponsorizzati dell'Ulivo con Amato-Pokémon e un gadget di D'Antoni con la scritta: "Se non studi, puoi diventare come lui". Terrificante! E poi nuovi criteri di valutazione basati sul peso dei libri che lo studente riesce a portare sulle spalle, e un sistema Auditel per calcolare il grado di attenzione durante le lezioni. Lezioni di new economy per acquistare la merenda via Internet, rilancio di Manzoni e ritorno alla proiezione di "Marcellino Pane e Vino". Il centro si conquista anche culturalmente.


Iscritto due - E sul razzismo? Sugli extracomunitari? Sulla microcriminalità? Su Napoli e la camorra?".


Sgalambro: “Seguiremo la linea Haider, che è molto più moderato di Bossi e Fini. Diremo così: gli extracomunitari non sono alla moda. Solo un Vip su tremila è africano. Organizzeremo squadre antiscippi democratiche, niente taglio delle mani. Ma soprattutto, ci vorrà una campagna televisiva aggressiva. Amato come il sindaco di New York Giuliani, piccolo e tosto, tolleranza zero, sigaretta in bocca, mitra a tracolla. Oppure Rutelli su un cavallo bianco, vestito da sceriffo, che col lazo cattura un sioux di Tirana".

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Simpa tre - Ma questo non toglierà spazio ai programmi? Con questo dualismo di Amato e Rutelli? E gli altri leader che dicono? Sono d’accordo?

Sgalambro: ”È vero, usare solo due facce è rischioso. Quindi la soluzione è una sola. Un terzo candidato. Potete scegliere tra Veltroni, Bassolino, Castagnetti oppure una rockstar come Springsteen o Wojtyla di cera...".

 

Prodi: “E io? Socc'm’l! Sono il Presidente io!”

D'Alema: “E io non conto niente?”


Sgalambro: "Voi due avete bisogno di un nuovo look! Basta con la faccia da mortadella! Basta con la barca a Gallipoli e le case in affitto dell’Inps! Siete sputtanati, ormai...Bisogna cambiare anche la faccia del centro-sinistra!”.


Simpa quattro: "Quante complicazioni…ma a me non piacciono nemmeno Rutelli e Amato! Perché non Bertinotti allora?".


Sgalambro : “Nessun problema. Noi della Miracles cambiamo il dato previsionale dei sondaggi e facciamo una nuova ricerca per capire perché a lei non piacciono i nuovi volti del centro-sinistra. Comunque vada, il mio istituto ci guadagna sempre".


Simpa cinque: “Insomma, stiamo ancora aspettando la realizzazione del programma del centrosinistra, per ora, c’è stata solo la Finanziaria e non piace a tutti. Mentre Berlusconi ci attacca dicendo che lui almeno i ricchi non li avrebbe toccati. Bossi ha aggiunto che lui nemmeno i piduisti avrebbe tassato, purché eterosessuali, devolution del Nord e fucilation per chi sbarca nel Sud. Fini ha protestato: non è vero che parlo solo col permesso di Silvio, chiedetelo a lui. Casini fa i casini... noi dovremo essere chiarissimi anche con lui. Ammettere gli errori, aprire tutti i dossier, smetterla con le tribune Video Vip e tornare a far assemblee in tutte le città, e poi presentare un piano ambientale, un piano sul traffico, un piano contro il ricatto petrolifero, un censimento dei problemi ospedalieri, un piano per la casa...".


Veltroni: “E il cinema? E i festival? E la Melandri?”.

Simpa cinque (gridando): “Basta, fate schifo! Siete tutti uguali!”.


Sgalambro: “Bellissimo slogan, ma perdente. Sono le cifre che contano. Con Amato avremo un recupero dei consensi del 25% dei voti. Con Rutelli del 34%”.


Prodi: “Un momento. Con la lucidità che mi contraddistingue ho appena avuto un'idea che risolverà tutti i nostri problemi”.

Tutti: “Quale?!”

Prodi: “Al posto mio, mettiamoli tutti e due! Così recuperiamo il cinquantanove!”


p.s.: la pà, ma proprio mò che ti avevo messo nei link, ti decidi a chiudere? ma poi me lo dici il link del tuo nuovo blog?

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 19:51 | commenti (5)

martedì, novembre 07, 2006

C'è un casinò chiamato Italia, dove anche se c’è un Casini che si sta scaricando dalle spalle e dalle palle,  dove se il centrodestra si conferma alla regione Molise, con il presidente uscente Michele Iorio, per la Casa delle Libertà è "l'inizio della riscossa"...Un paese-roulette dove ci si chiede sempre come reagirà la Borsa domani. Un paese dove l' approvazione di una Finanziaria consuma più energie di mille scelte politiche. Ovvio che gli abitanti di questo paese sognino grandi fortune e carriolate di miliardi, e siano diventati un popolo di scommettitori, grattatori, biscazzieri, quizzaroli, schedinologi, cabalisti, apritori di scatole chiuse, lotteriofili e lottisti normali e super. Per i giornali è una febbre, per gli psicologi è una compensazione, per la Chiesa è peccato, per lo Stato è un'entrata.

 

Ecco un dialogo veramente ascoltato (lo giuro sulla costituzione americana), oggi, mentre compravo le sigarette...

 

Signore: "Vorrei giocare al superenalotto, secondo lei quanto si vince questa settimana?"
Tabaccaio: "Cinque o sei miliardi".
Signore (sospirando): "Allora non ne vale la pena…".



Trimonato da BaroneAgamennone | 20:57 | commenti (4)

domenica, novembre 05, 2006

Confessioni di un povero compagno…

 

ANTEFATTO: Oggi cercavo delle foto su internet. Ho messo come criterio di ricerca “pugni alzati” e mi è venuta fuori quella di un concerto rock…Anche Internet, credo, si sia aggiornato…

 

SCENA: una vecchia sezione comunista. Ai muri, poster sportivi. D'Alema in barca, Pantani in salita, Papa Wojtyla che scia. Vicino al biliardo, un confessionale in mogano, nuovo di zecca. Un uomo (io) entra e si inginocchia con aria contrita.


Uomo: Sono la tessera duecentosedici, compagno. Vorrei confessarmi.
Voce da dentro: Non chiamarmi compagno, chiamami pure Padre. Da quanto non correggi la linea?
- È molto tempo padre. Mi sembra...era il periodo delle lotte a scuola, i più grandi nelle università, gli operai metalmeccanici alla Fiat... dell'occupazione della fabbrica, sa, non ho capito quali sono i nuovi riferimenti storici del partito...
- Prima o dopo "Il tempo delle mele"?
- Delle pere? Mi sembra prima.
- Ascoltami bene…Allora è davvero molto tempo. Hai fatto bene a venire. E dimmi, duecentosedici, che peccati hai commesso?
- Beh, qualche volta, nel passato, la mia fede nel partito ha sbandato, ma ultimamente sta per accappotarsi...

- Bisogna perdonare, figliolo, il perdono è la nuova dote del buon comunista. Molti hanno buttato il piccone, pure Kossiga, ricorda…come noi abbiamo buttato la falce, tutto quello che è a punta va buttato via, arrotondiamo gli spigoli della politica. RESPIRA col diaframma, pensa positivo, cerca di visualizzare un mare calmo e tu in pattino con Fassino, nell'aria un motivetto anni Sessanta.
- Ma cos'è, un nuovo tipo di indottrinamento?
- Si chiama training centrogeno. Apriti alla nuova era post-comunista, figliolo. Per anni abbiamo vagato su strade sbagliate, ma ora una luce ci guiderà verso il nostro grande destino. Come dice la canzone del compagno Cocciante? "Era già tutto previsto...".
- Mi scusi, ma non lo conosco.
- Anche questo è peccato. È l'unico cantante italiano al quale, a parte il Fisco, gli editori non hanno ancora chiesto di scrivere un libro. Ma provvederemo. E dimmi, partecipi alla vita del partito? Guardi i tuoi dirigenti in televisione? Ti fai intervistare per strada? Rispondi ai sondaggi? Mandi dei fax? Scrivi e-mail?
- Ma questa non è la vita del partito, è il bilancio della Telecom!
- Non possiamo perder tempo ad ascoltare ogni dibattito di sezione, il tempo ci serve per decifrare i casini ed anche Casini. E dimmi, hai commesso atti impuri?
- Beh, una volta al festival dell'Unità ho dato un bacio alla mia compagna senza togliermi la salsiccia di bocca. E poi Mastella mi fa fare dei brutti pensieri.
- E quando fai questi pensieri ti tocchi?
- Sì, mi tocco le palle perché per me porta sfiga, come si fa ad allearsi con uno che parla con la bocca chiusa? Sembra sempre che stia suggerendo al vicino di banco. E voi pensate che possa dire ai giudici cosa fare?
- Stai calmo, figliolo. Comporre questo governo è un atto pastorale, e non è vero che facciamo ministri cani e porci, abbiamo già detto di no ad un sacco di gente…

- Padre, che brutte notizie, la mia fede vacilla, la mia tessera geme. Come posso redimermi?

- Correggi la linea, aggiornati. Guarda la televisione. È lì che si impara la dieta delle idee. Ma va bene anche il cinema, segui le indicazioni di Popcorn Veltroni, vai a qualche prima, comprati lo smoking. E compra dei dischi, anzi adesso si chiamano cd. Sai cos'è un cd?

- Un ex Dc che si può girare dall'altra parte?

- Figliolo, non fare lo spiritoso. Ravvediti.

- Ci proverò. Posso leggere qualche libro?

- Sì, ma attento. Avrai notato che, nel suo rinnovamento culturale, l'Ulivo si è ben guardato dal colmare la lacuna di una trasmissione televisiva sui libri. Un film banale, un disco, una sfilata di moda, fanno cento volte più notizia di un libro. Perché nei libri si nasconde ancora l'insidia. Leggi solo i libri giusti: avvocati americani, vite di santi e naturalmente D'Alema pubblicato da Berlusconi...

- Ho capito. E dobbiamo perdonare anche Berlusconi?

- Ma sì, vedrai, ti farà bene…. Hai altri peccati da confessare?

- Non credo…posso pregare anche per Napolitano?

- Certo…Per il resto, tre pater, ave e gloria e tre giorni con Vespa. Hai capito, ora?

- Non tanto. Era più facile quando si parlava di falce e martello, era una simbologia agreste e artigianale, ma alla portata di tutti. Adesso quando parla D'Alema, non capisco, lui usa un gergo da yachtman, cosa vuol dire che dobbiamo andare di bolina?

- Governo nuovo, vita nuova. Cazza la randa, non distrambare e spazza la tolda delle vecchie idee. Il Governo, per ora, è di Prodi. Ma, vedrai, tra un po', sentirai gli angeli con i baffetti cantare... E adesso ascolta l'organo del partito.

- L'Unità?

- No, l'organo che abbiamo messo in sezione, da questa settimana facciamo messa tutti i giorni, vai e prega per questo governo, ne abbiamo bisogno. E ora recita l'atto di dolore.

- Signore, mi pento e mi dolgo di avere votato...

- Ho sentito bene?

- Stavo scherzando. Credo nella redenzione di Prodi. Credo nei dibattiti televisivi. Credo nella maglietta fina, nella Rosa Jervolino, nell'indice Nikkei, nella resurrezione del cinema italiano, nel calcio pulito, nel festival di Sanremo, nella commissione per la giustizia, nell'assemblea costituente, nelle convergenze parallele, nelle affinità tra Cossutta e Di Pietro, nel decapartito monolitico e nel bipolarismo acrobatico. Credo che a piazza Fontana sia scoppiata una bombola del gas. Credo nella continuità del progetto della sinistra. Credo che i ministri siano più importanti dei programmi. Credo... credo che sto per vomitare...
(si alza, scappa via. Dal confessionale esce Massimo D'Alema, in tonaca da domenicano e coi gradi di ammiraglio).

 

Sarà dura... ma ce la faremo. (una luce lo illumina, si sente un coro di angeli, il suo corpo levita, poi uno schianto e tutto torna buio)

D'Alema (incazzato) - Ancora non ci siamo con gli effetti speciali, forza ragazzi, che il miracolo è appena cominciato...

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 20:04 | commenti (3)

sabato, novembre 04, 2006

 

Un vita in fumo...

 

 

Gino Nardella è un comico sanseverese che ha inventato delle sit-com esilaranti. Anche se è ai più sconosciuto, per me, è il vero erede di Totò. Gli scambi verbali dei suoi personaggi, sono accompagnati da musica western (tipo mezzogiorno di fuoco). L’accento dialettale del parlato, le annoiate chiacchiere da strada, le sue rappresentazioni delle varie umanità disperse mi fanno pisciare sotto dalle risate.

 

Questa che ho messo qui in sottofondo è una irresistibile scenetta che si chiama: “Vecchi spaccachiazze” (che, tradotto, vuol dire: gente che sta in piazza a nun fa' un caz). Racconta di due simpatici, quanto caustici, pensionati che passano le giornate annoiati e semidormienti, seduti su una panchina della Villa comunale a commentare un po’ chi passa, spettegolando sugli affari della vita fino all'ora del desinare. Tra ricordi, un po’  di populismo, qualunquismo e tante frasi fatte.

L'argomento di questa volta è la droga (anzi, la droka).

 

Se avete bisogno di una traduzione…appena posso metto il testo integrale in italiano (come a pagina 777 del televideo per i non udenti).

Trimonato da BaroneAgamennone | 23:13 | commenti

mercoledì, novembre 01, 2006

 

 

Ammissione di colpa con allegata richiesta di patteggiamento.

Io sono fazioso e settario. Remo (e romolo) da una sola parte. Quindi, anche se non siamo in campagna elettorale, mando uno spot pubblicitario che se non vi farà votare "bene" alla prossima chiamata alle urne, almeno vi farà ridere (spero).

Cliccate qua!

Trimonato da BaroneAgamennone | 18:45 | commenti (16)

grazie a novocaine per "la testata" (che non mi ha mai dato in testa).