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mercoledì, ottobre 31, 2007 Notizia del giorno:
Una nota blogstar risponde ad un altro blog con un video. Ora, il problema non è tanto scoprire che le parole scritte stanno perdendo senso anche nel regno della parola scritta (i blog, appunto). E non è nemmeno scoprire che i blog parlano sempre di fuffa. Il problema vero è scoprire che i blogger, non solo hanno le doppiepunte, ma hanno anche il problema della ricrescita delle mèsches.
NB: per ascoltare le importanti rivelazioni contenute in questo video sconvolgente, suggerisco di stoppare la musica e il player (in alto a sinistra). Se ne sconsiglia la visione ad un pubblico non adulto e alieno dal mondo blog. Trimonato da BaroneAgamennone | 16:31 | commenti (12)
Cani, padroncini e metafore. Sono tutte balle, ma sono belle le arche di Noè. Belle perché c’è la pioggia che lava tutto lo sporco e il fango e poi esce il sole in un grande arcobaleno colorato. Belle perché ci sono le giraffe, i rinoceronti, le gazzelle e i coccodrilli che, pur tra mille difficoltà anche oggettive, si accoppiano per salvare la specie a rischio di estinzione. Belle perché gli animali sono utilissimi anche per fare delle strane metafore sulla considerazione. Talmente belle da risultare del tutto incomprensibili ai più. Specie se dentro la minestra ci metti un cane zoppo e pure un vaffanculo che non c’entra nulla, ma fa sempre sceMa. Così come un Grillo spaiato nell’arca di Noè salta nel suo teatrino vittimistico e si vuole prendere la sua piccola rivincita che vale poco più di niente. Ma, si sa, andando con lo zoppo, si impara a zoppicare ed anche a sfanculizzare il prossimo. Sono talmente belle le metafore, al punto che non si capisce nemmeno con chi parli, chi è il cane e chi la bestia. Tutti noi appassionati e affezionati lettori di blog facciamo il tifo da curva sud per il cane zoppo che, ovviamente, soffre come un cane, perché zoppica. Ma, andando troppo per metafore, qualcuno potrebbe legittimamente pensare che sto anche andando troppo fori di meta e di melone o che sto parlando del mio veterinario o del mio dentista…Ma, a guardare meglio, il gioco di cercare le pulci è un vecchio gioco in cui c’è uno specchio che riflette solo se stesso e uno pensa che lo specchio non sia il suo, ma dell’altro… A proposito di metafore, animali e cani zoppi con le orecchie basse, oggi, Radio Virgin suggerisce il Cocker!
Trimonato da BaroneAgamennone | 00:01 | commenti (29) martedì, ottobre 30, 2007
Betty-put. In fondo, non siamo mai riusciti a sapere che fine abbiano fatto i fiumi di tangenti che finivano nelle casse del Partito socialista di Craxi, però, ora, grazie a quel gran segugio di Vespa, sappiamo quasi tutto della vita sentimentale dello statista. Questa è Ania Pieroni, quando trombava con Craxi.
Questa è sempre Ania Pieroni, ma visibilmente imbruttita ed in epoca post-craxiana.
Questa di spalle, invece, è Patrizia Caselli, che abbraccia il figlio di Walter Chiari (più avanti spiego perché ho messo questa foto).
La bella Patty è la donna che ha visto gli ultimi tramonti con Craxi sulle spiagge di Tangentopoli…ops…di Hammamet, volevo dire…Ed è davvero sconvolgente l’intervista-confessione della Caselli sul loro primo incontro…Non riporto tutto lo sbrodolamento, perché è lunghissimo, ma un pezzettino merita. Dopo essere stata la donna di Water Chiari (dal 1979 al 1987), la bella Patty viene chiamata, un bel giorno, al telefono da Craxi. Lei è sotto la doccia e risponde la mamma. Dall'altro capo del filo c'è la segretaria di Craxi che non dice per conto di chi chiama, ma invita la bella Patty nello studio di una persona molto importante in piazza Duomo numero 19 a Milano. Vabbù, chessarà mai? Lui non ha manco detto chi è, lei non sa dove va, ma ha capito che deve essere un uomo molto potente, se ha una segretaria e uno studio nel centro di Milano. La Patty, quindi, si toglie l’accappatoio, si asciuga in fretta, finisce di depilarsi le gambe e si presenta davanti all’uomo più potente d’Italia in quel momento. Era il 1989 e Mani Pulite era alle porte. Iniziano un’amabile conversazione in cui lei gli dà del “lei”, mentre lui gli dà del “tu” (da vero socialista). Betty: "Siamo sicuri che Walter stia bene?". Betty: "Non lo frequenti più?".
Betty: "Sai che lui va dicendo in giro che c'è una tresca tra noi?". Glielo disse facendo uno di quei sorrisi tra il timido e il seduttivo, perché Bettino amava sedurre... (questo lo dice la Patty, non io perchè non c'ero). Patty: "Mi dispiace molto. Comunque, guardi, farò il possibile perché smetta...".
Betty: "Silvio, ho qui una persona che vorrei tu incontrassi... No, Silvio, non hai capito. Non uno dei tuoi. Tu... Va bene domani alle quattro?" Così la Patty conosce lo statista ed inizia la loro grande storia d'amore. L’unica cosa che non ho capito di tutta questa storia è: ma questo nano con i capelli che ride vicino a Bettino chi cazzè?
Trimonato da BaroneAgamennone | 02:11 | commenti (7) domenica, ottobre 28, 2007
Donne digitali, ma non terrestri. Ho conosciuto una donna. Ma non credo sarà una nuova storia d’amore. E’ troppo finta. Non so ancora come si chiama, ma ci siamo dati subito del tu e siamo entrati abbastanza in confidenza. L’ho incontrata quando ho deciso di non farmi spedire più le bollette del telefono nella posta di casa, ma in quella del computer. Vado sul sito della Telecom per vedere a quanto ammonta la botta di stò bimestre e la vedo, con il capello spalmato sulla testa come un'autostrada con asfalto drenante, la camicetta bianca e lei mi chiama. Ciao, buonasera (dice il mio nome ). Oh, cazzo (mi dico)!? E lei, gentile, mi risponde e mi chiede se mi può aiutare. Bellissima, abbronzatissima, elegante, professionale, perfetta. Con la testolina che si muove piano come un pupazzo (infatti, è un pupazzo) e mi strizza pure un po’ l’occhio…Vabbù… Ormai di queste assistenti virtuali ce ne sono tante in giro sul web...La più insignificante si chiama Anna e l’ho trovata sul sito dell’Ikea. Le ho scritto: “Chi cazzo sei?” e si è subito offesa, dicendomi che non crede di potermi aiutare in questo genere di conversazioni, ma mi ha chiesto di riprovare. Mavafangul, mica sono un flipper… Mentre, la più incasinata, secondo me, si chiama Vicky e l’ho trovata sul sito dell’Inps (normale, no?). A stò punto, so’ meglio quelle che fanno le marchette sul web…Anche se pare che le puttane non abbiano tanto gradito... Quello che mi ha fatto ridere di più, però, è il tizio che fa le previsioni del tempo in catalano e tiene le braccia appese come un manichino della Standa. Si chiama MeteoSam. Uì, buenos dias...Ah ah!
Trimonato da BaroneAgamennone | 20:57 | commenti (3)
Vespe a testate unificate. Un evento straordinario si è abbattuto in questi giorni sulla stampa italiana. Tranne la Repubblica, tutti i grandi quotidiani hanno ospitato il lancio dell’ultimo libro di Bruno Vespa. Non dico il titolo, sennò sarebbe pubblicità. Il Messaggero, Il Corriere della Sera, il Sole24, La Stampa, Libero, Quotidiano Nazionale, Tempo, Mattino, Il Giornale sono usciti con pagine intere riservate al libro Mondadori. E qualcuno sicuramente mi è sfuggito.
Trimonato da BaroneAgamennone | 16:29 | commenti venerdì, ottobre 26, 2007
Ecco, questa è una domanda che mi sto facendo anche io, stanotte, ora, dopo avere (da poco) finito di vedere quella trasmissione…E già il Governo non si sentiva tanto bene…
Trimonato da BaroneAgamennone | 00:01 | commenti (8) mercoledì, ottobre 24, 2007
Abbasso il Governo, abbasso la pioggia e viva la fuffa! E’ periodo di castagne. A me cadono pure i capelli. Ma non capisco perché i blogger continuano a strapparseli per niente. Appena qualcuno mette in giro una voce sui blog, parte il tam tam. Il passaparola e quel fesso senso di solidarietà che dura mezza giornata. Si formano, improvvisamente, drappelli di cori di sdegnata protesta che si uniscono a solidali eserciti della salvezza della fuffa. Partono catene di Sant’Antonio, inviti a firmare petizioni e a partecipare al referendum contro l'abrogazione della fuffa. Un improbabile spirito grillino e goliardico che spinge tutti a ribellarsi e a scendere in piazza per protestare contro la censura della fuffa, per far cadere questo Governo, fermare la caduta della pioggia ed arrestare la caduta dei capelli. E la fuffa? Scriviamo fiumi di parole inutili e di post anti fuffa (o di fuffa-post, come questo che sto scrivendo adesso). Basta con questo Governo che vuole imbavagliare la libertà di informazione sulla fuffa. Via, tutti a casa a fare la fuffa! Sciò ai ministri che soffiano contro la fuffa. Fuffateci tutti! Abbasso questa fuffa-sinistra che è più a destra della fuffa-precedente che pure era fuffissima. Siamo un fuffa-popolo di fuffa-pettegoli, fuffa-lamentosi e proprio non sappiamo più di che fuffa parlare…Manco io, a dire la verità.
Trimonato da BaroneAgamennone | 23:20 | commenti (5) lunedì, ottobre 22, 2007
Visto che piove* e il Governo è ladro…
(*) in tema di pioggia, Virgin Radio, stanotte, suggerisce Rod Steward. Prima calciatore e poi grande voce scartavetrata del Rock. Ha suonato e cantato con Jeff Beck. All’apice del successo, con oltre 100 milioni di dischi venduti, ha vissuto come un matto. Ora, non so, perchè l'ho un po' perso di vista. Cat Stevens ha scritto le parole di una sua canzone bellissima, ma non ricordo il titolo…non riesco a prendere appunti mentre guido e ascolto la radio…Mi accontento di questa "Have you ever seen the rain".
Trimonato da BaroneAgamennone | 23:08 | commenti (20) domenica, ottobre 21, 2007
Sono un frustrato, me lo ha detto Lasonil e io al Lasonil ci credo. Questo è un medicinale di AUTOMEDICAZIONE che potete usare per curare disturbi lievi e transitori facilmente riconoscibili e risolvibili senza ricorrere all'aiuto del medico.
* prima dell'uso leggere con attenzione tutte le informazioni contenute nel foglio illustrativo.
*se siete frustati o frustrati potete rimanere qui, ma si sconsiglia un uso prolungato del blog.
Trimonato da BaroneAgamennone | 13:45 | commenti (11) sabato, ottobre 20, 2007
Ie, mamm’t ettù. Non sono un buon padre. Questo lo so. So di essere un padre piuttosto assente, ma oggi ho scoperto che riesco ad essere un ponte comunicativo tra le nuove e le vecchie generazioni. Lei: Senti, devo uscire un attimo, vado dal parrucchiere, puoi dire ad Ale che poi torno a prenderlo? Io: Vabè, cià. Lui: Mamma non c’è? Io: No, è uscita a farsi i capelli, ma ha detto di dirti che poi passa a prenderti. Lui: Io ora devo uscire, puoi dire a mamma di aspettarmi? Io: Ok, ma dove vai? Lui: Devo fare dei servizi, ma torno subito. Cià, pà. Lei: Ale non è tornato? Io: Sì, ma è uscito di nuovo. Ha detto di aspettarlo. Lei: Anche io ora devo uscire con ‘nella per fare una cosa, digli che poi passo a prenderlo… Io: Ok. Cià. Lui: Mamma è tornata? Io: Sì, ma è uscita di nuovo con ‘nella. Ha detto di aspettarla, così, poi, uscite assieme. Lui: Non posso aspettare, ora devo uscire con Andrea, puoi dire a mà quando torna che poi la chiamo sul cell? Io: …
Trimonato da BaroneAgamennone | 21:10 | commenti (31)
Blog tesi. Una mia amica sta facendo un corso di specializzazione. E indovinate che cosa le ha chiesto di fare il prof? Di studiarsi i blog. Lei li odia. Ah ah! Meriterebbe una punizione, visto che non è mai venuta a vedere il mio, ma mi ha chiesto di darle una mano..Vabbù, ho il cuore troppo tenero e la perdono. Vedo che posso fare… From: francesca To: <il_barone_rosso@hotmail.com> Subject: rottura di palle! Date: Fri, 19 Oct 2007 20:47:48 +0000 ti allego lista di blog da analizzare.. ne basta uno con relativa tabella... vid nu poc che e’ fa! grazie assai!
Trimonato da BaroneAgamennone | 10:44 | commenti (9)
Il ritratto di Dorian Grey. Oh, ma che cazzo, ho scritto un paio di commenti - praticamente innocenti - su due blog, manco me lo ricordo che ho scritto…cancellati, come se niente fosse…da una parte, uno mi ha saltato, facendo finta di non leggere…si vede che preferisce parlare con i lecca culo…sembra un vanesio che sta nel camerino di un teatro e si guarda allo specchio, mentre le sue fedeli ammiratrici gli rifanno il trucco, con un tocco di cipria e di rimmel; dall’altra, lei ha cambiato musica, pulisce i commenti e si è scrollata le gocce come un cane che esce dall’acqua…ma sai che cazzo me ne frega a me? fate quello che vi pare sul vostro blog con il clicco facile, io mò me ne vado a letto...domani, se avete ancora qualcosa da dire vi leggo...tanto per chiarirci, io mica volevo davvero parlare con voi due…io stavo parlando da solo con me medesimo… “A mano a mano che il giovane Dorian perde la sua innocenza, che accumula esperienze non sempre gratificanti, il suo ritratto acquista una ruga, od un'espressione maligna. Dorian Gray, quando se ne accorge, ne è spaventato e nasconde il ritratto in soffitta: nessuno dovrà sapere quanto è sporca la sua anima, quell'anima resa visibile dal ritratto.” (da Wikipedia) Trimonato da BaroneAgamennone | 01:08 | commenti venerdì, ottobre 19, 2007
Asino chi legge.
Pensavo fosse uno scherzo…invece, è un blog vero! Un asino, un modem, un blog In giro per l'Italia in cerca di poesia
Trimonato da BaroneAgamennone | 20:19 | commenti (7)
Che strano…Stasera, Michele Santoro ha aperto la sua puntata televisiva di "Annozero", dedicata al tema della precarietà del lavoro, rivolgendosi al Papa e a Veltroni…Ha glissato (il verbo “glissare” piace da morire ai giornalisti) sull’attuale presidente del consiglio dei ministri (ma non è che il governo è caduto e nessuno se n'è accorto?). Santoro ha preferito rivolgersi ad altri illustri interlocutori, saltando a piè pari e fingendo di dimenticarsi dell’attuale capo del governo…Secondo me, si deve essere segnato lo sgarro: se l’è presa per quello che ha detto Prodi, l’altra volta, a proposito del caso Mastella / De Magistris…Non deve aver gradito che Mortadella abbia descritto la sua trasmissione televisiva "poco obiettiva e squilibrata", peraltro, senza averla nemmeno vista…
Stanotte, “Virgin Radio” suggerisce di ascoltare la “world music” dei Talking Heads, un gruppo cresciuto nella new-wave newyorkese, ai tempi di Andy Warhol, che faceva una musica punk-rock (alcuni dicono post-punk o funk) di forti sperimentazioni. Questa canzone (“Once in a lifetime”), è stata scritta nel 1980, dopo che David Byrne, leader del gruppo, aveva ascoltato alla radio il delirio di un predicatore religioso americano… La canzone, tra l’altro, dice: "E potresti chiederti/Adesso come me la cavo?" ("Once in a lifetime", Byrne/Eno, dal disco "Remain in light").
Trimonato da BaroneAgamennone | 00:30 | commenti (15) mercoledì, ottobre 17, 2007
Radio(logia). Ho cambiato di nuovo radio. La mattina, tra le sette e mezza e le otto, fino a qualche settimana fa, ascoltavo sempre “Radio KissKiss” con Pippo Pelo. Una trasmissione un po’ demenziale e un po’ pretenziosa che vuole per forza farti ridere. Ma, alla lunga, stanca come un budino troppo dolce. Così, sono passato ad ascoltare “RDS”, con quella trasmissione in cui c’è un trio con Rossella Brescia che, nonostante abbia due chilometri di gambe, non è di Brescia, ma è pugliese come me. Ora, invece, ascolto “Virgin Radio”. Mi sono reso conto che, a quell’ora, non ce la faccio più ad ascoltare troppe chiacchiere di gente pimpantissima. Io sto, praticamente, dormendo mentalmente al volante e sono troppo stanco per ascoltare discorsi di gente che è in piedi dalle cinque del mattino e sta, quindi, sveglissima. Ho molto rispetto per chi lavora in radio al mattino, ma preferisco ascoltare una radio che dà solo musica e di quella buona. Senza Laure Pausini e l’ultimo successo di Ninetto D’Angelo ai vertici della top ten. “Virgin Radio” manda solo rock. Di quello buono. Anche di quello vecchio chitarroso, capellone e senza nessun effetto psichedelico o speciale. Rock puro. Per me, è meglio di un caffè ristretto. Ogni mattina, da quella radio, arriva il racconto di un pezzo di storia del rock. Così, oggi, scopro che Eric Clapton non è considerato soltanto il più grande chitarrista del mondo. Non scopro soltanto che la sua vita è stata sempre altalenante fra demoni e dipendenze. Non scopro soltanto che le sue canzoni più belle le ha scritte nei momenti più terribili. Non scopro soltanto che la sua musica, è stata come una valvola di sfogo in una infinita battaglia contro la morte. Non scopro soltanto che suo figlio Connor (che ebbe dalla relazione con Lory Del Santo) ha perso la vita a soli quattro anni, precipitando dalla finestra del 53° piano del loro appartamento in un grattacelo di New York. Non scopro soltanto che quella canzone incredibile che è stata Tears in Heaven è stata dedicata proprio in memoria del figlio scomparso. No. Tutto questo non basta. Eric Clapton aveva tra i suoi amici più cari Jimi Hendrix. Dopo quella morte così giovane, a soli ventisette anni, Clapton soffrì al punto di finire anche lui nel tunnel della droga. Eric Clapton aveva tra i suoi amici più cari anche un ex Beatles: George Harrison. Si innamorò di sua moglie. La moglie del suo migliore amico. Non ho capito bene come finì, nè se iniziò mai una relazione con questa donna bellissima (se ascolti la radio in auto, non puoi avere nessuna garanzia di comprendere perfettamente il discorso). Credo non bene, perché quest’esperienza lo fece sprofondare, di nuovo, nel tunnel della droga e dell’alcool. In quel periodo, in uno dei momenti più brutti, ancora una volta, scrisse una delle canzoni più belle della sua e della nostra vita: Layla. Una canzone che, all’epoca, fu poco più di un flop. Non entrò nemmeno in classifica. Fu proprio il suo amico George Harrison a tirarlo fuori da quell’abisso in cui stava precipitando. Invitandolo, nel 1970, a suonare con lui in un concerto. Il pezzo, da quel momento, ebbe un successo strepitoso, con quel micidiale riff di apertura, sbancò il mercato. Da allora, anche lui lanciò nuovi talenti come Bob Marley. Da allora, Eric Clapton diventò il grande che è ancora oggi.
Trimonato da BaroneAgamennone | 22:41 | commenti (24) martedì, ottobre 16, 2007
Poi dicono che la sinistra manca di comunicazione…
Questa è la foto di Veltroni che hanno messo oggi sull’Unità (se non ci credete, cliccate qui). Ma dico io: questa non sembra la faccia di uno che ha avuto oltre il 75 per cento dei voti del nuovo Piddì ed ha stravinto le Primarie! A me, questa sembra la faccia di uno che ha visto Rosy Bindi nella cabina del seggio nuda senza la panciera!
Trimonato da BaroneAgamennone | 00:54 | commenti (10) domenica, ottobre 14, 2007
il W-day.
Trimonato da BaroneAgamennone | 22:51 | commenti (23) URRAP per Rosy! Se non sai cosa votare il 14/10 (o, come direbbero i nipotini-rap della Bindi, uno quattro uno zero), guarda questo video. Poi uno si chiede perché vincerà Veltroni…Io mi chiedo ma chi le pensa 'ste cagate? I leghisti?
Trimonato da BaroneAgamennone | 17:45 | commenti (15) venerdì, ottobre 12, 2007
Primarie: vado o non vado a scegliere? Ho molti dubbi. Come tutti, credo. Chi non è stanco di questi partiti e chi non è scettico di questa politica? Aumenta la quantità di cittadini che rifiutano in blocco questa classe politica. Il distacco tra la città della politica e i sentimenti delle persone è diventato difficile da colmare. La casta, la casta, la casta. Il ritornello è sempre quello, in questi mesi. Urge, quindi, lotta di casta. Così sento dire da molti, ma io non sono d'accordo. In tanti si dicono preoccupati per il futuro dei giovani. Il pane è pane, il vino è vino e i padroni sono i padroni. I partiti li possiamo anche sostituire con i comici, con i calciatori o con i militari, ma dopo che abbiamo mandato tutti affanculo, che facciamo? da dove ripartiamo? con chi? Quel che accade nel centro-sinistra è arcinoto. Siamo di fronte a un morto che cammina. Ma è sempre meglio del neo-qualunquismo del Beppegrilloshow. Forse, se la lotta di classe è fuori moda è anche perché si sa senza alcun dubbio chi l'ha vinta. L'impresentabilità, ai limiti della legalità, della Cdl di Berlusconi mi spinge ancora una volta a tornare sui miei passi. Alla guerra tradita, alla vittoria tradita, alla nazione tradita. Rifiuto totale. Su tutti i piani e a tutti i livelli: le tasse, la sicurezza, la legalità, le disuguaglianze, la libertà. Pollice verso su tutto. Se ne devono andare. C'è un crescente rifiuto di "questa" politica di "questi" partiti, di "questi" uomini politici. Ma perché abolire i partiti invece di riprenderseli? La sinistra ha bisogno di un cambio di marcia e direzione. Non siamo nel mondo dei sogni, ma abbiamo ancora bisogno di sognare. Per sapere chi sono i candidati alle Primarie, cosa pensano e cosa vorrebbero, basta cliccare qui.
Trimonato da BaroneAgamennone | 21:54 | commenti (14) mercoledì, ottobre 10, 2007
Mastellate. Mastella è piuttosto nervoso in questi giorni, aveva appena messo il piede a terra, scendendo dalla sua Maserati bianca e informato il seguito che la trasferta sua e della moglie in America per il Columbus day stavolta non era a carico dello Stato: "Ho pagato io per i cazzi miei ottomila euro!", quando, notati i contestatori che lo stavano aspettando con i cartelli, li ha così salutati: "Siete cinque stronzi!". Poi ha citato Moro.
Aggiornamento. Ieri, ho votato “no” al referendum sindacale sull’accordo per il welfare. Ho avuto anche una piccola discussione con il sindacalista che è venuto con l’urnetta mobile (una scatola di scarpe rivestita di giornali) e le schedine. Gli ho chiesto se stava girando anche tra i precari con il contratto a tre mesi per raccogliere i voti e si è innervosito. Ho votato “no”, anche se “Terremoto” (così lo chiamano - simpaticamente - il nostro sindacalista) ha detto che sono una mosca bianca e infatti… Vabbù, allora se non sono una mosca bianca sono di quelli che vogliono far cadere il Governo. Echeccazzo non bastava Mastella?
Trimonato da BaroneAgamennone | 19:49 | commenti (13) lunedì, ottobre 08, 2007
Dici a me? Come si fa a dimenticare il grande Robert De Niro nel film “Taxi Driver”? Come si fa a dimenticare il grande Bob quando fa le prove da duro davanti allo specchio? Come si fa a dimenticare quella scena in cui lui, così magro ed asciutto, estrae la pistola dalla manica della giacca color verde-militare da reduce del Vietnam? Come si fa a dimenticare quella frase, mentre dice: “You talking to me, brutto stronzo?” (come si dice in americano “brutto stronzo”?). Come si fa a dimenticare un De Niro così? Si fa, si fa... E viene da credergli anche sulla questione del "brutto stronzo" (anche se non so come si dice in americano), basta leggere i giornali…
Trimonato da BaroneAgamennone | 19:54 | commenti (3) domenica, ottobre 07, 2007
Trimonato da BaroneAgamennone | 16:30 | commenti (4) sabato, ottobre 06, 2007 Ciao, Luca. Non è quello di “Striscia”. Così lo chiamavano il chitarrista dei Modena City Ramblers. In un giorno di pioggia, è morto il Gabibbo.
I MCR, tra le tante cose belle che hanno cantato e scritto, sono anche gli autori della colonna sonora del film “I cento Passi” di Marco Tullio Giordana. Il film racconta la vera storia di Giuseppe Impastato, detto Peppino, nato a Cinisi, Sicilia a soli "100 passi" dal boss della mafia Tano Badalamenti. Fervente antimafioso, Impastato, fu ucciso dalla mafia lo stesso giorno in cui fu trovato il cadavere di Moro.
A questa canzone sono legato per motivi “politici” (non se questa parola si può dire ancora), perché è dedicata al “Che”.
Anche a questa (cantata con Guccini) sono legato per gli stessi motivi…
In ricordo delle tante feste del 1° maggio...
Oltre il ponte (con Moni Ovadia)…Come direbbe la triste mamma di Garlasco? Per non fare morire il comunismo, la resistenza e i compagni partigiani una seconda volta...
Questa canzone, invece, la metto perchè mi ricorda una sera piuttosto lontana... qualche anno fa, quando la mia vita è cambiata…e io la cantavo con il foglietto scritto con le parole e la chitarra...a casa di amici che cantavano a squarciagola…Quella sera non so se eravamo felici, ma stavamo molto bene e la vita sembrava così facile da prendere in mano...
Le immagini di questo concerto le metto solo perchè è live, che in italiano vuol dire “è vivo”… E poi perchè il titolo di questa canzone è "la strada", la stessa strada che ha tracciato la fine di Luca...
Trimonato da BaroneAgamennone | 19:03 | commenti (4)
*loading* Trimonato da BaroneAgamennone | 10:57 | commenti (18) venerdì, ottobre 05, 2007
Livin’ in the future. E’ il titolo di questo bellissimo pezzo del Boss. Ma è anche il motto che, da questo post, per i giorni a venire, devo ficcarmi nella mia grandissima testa di cazzo. Vale come esperienza. La vita insegna. Il passato non serve. Il futuro è prossimo.
Stavo leggendo allegramente un post su un blog e, a un tratto, mi sono bloccato, paralizzato, stranito, quando lei ha scritto e si è definita (nello stato civile intrinseco, psicosomatico, esteriore, interiore, da ufficio semi-pubblico, eccetera e coose) come “non fidanzata”. Io pensavo fosse fidanzata con me. Echecaz! Poi uno si lamenta degli sms che arrivano in ritardo…Vabbù.. Mi sento già un “ex”…scaricato come un sacchetto della monnezza. Terribile definizione , catalogare e archiviarsi come un “ex” (sembra ‘na pratica). Ce lo saremo anche detti a viva voce. Ma io pensavo si scherzasse. Ora, invece, è ufficiale: sono diventato un “ex” su un blog. Bella esperienza, però… me la ricorderò...
Trimonato da BaroneAgamennone | 21:35 | commenti (11) mercoledì, ottobre 03, 2007 OTTO COSE A CAZZO Il cazzo del fatto è che odio le “catenedisantantonio” e detesto i “passaparola” da blog (del tipo, “l’ho fatto io e mò ti tocca scassarti le palle pure attè”). Il cazzo del fatto è che, però, a Flor non riesco mai a dire di “no”. Il cazzo del fatto è che sono pure preparatissimo sull’argomento. In regalo con il giornale di oggi davano quei libretti della minkia che ti spiegano come affrontare un colloquio di lavoro (sorriso, positività e mentalità “problem solving”). Quei libretti stracciamaroni che ti insegnano “l’arte di promuovere te stesso”, come se fossi un fustino di detersivo per i piatti. Perché nel flessibile, flessibilissimo mondo del lavoro di oggi, mentre impari la “leadership reportistica” o fai il “coaching” e la gestione delle risorse con il “budget” ed un “target” adeguato, oppure mentre fai lo “staff leasing” in “team working” (e praticamente te lo stanno mettendo nel culo senza che te ne accorgi), bisogna scoprire oltre i tuoi punti neri, anche i tuoi punti critici e i tuoi punti di forza, ma sempre con quel sorriso da ebete stampato sulla faccia, positività e mentalità “problem solving”, o “mentoring”, con proattività “team building”, ma anche con dinamismo, diplomazia, e integrità eccetera eccooose…Mavafangul…Vabbù, come premessa mi sembra abbastanza chiara, no?
No. Devi anche chiederti: Chi sono? Quanta autostima ho di me? Che immagine ho io di me e che immagine hanno gli altri di me? Chi ero ieri? Chi sono oggi? Chi sarò domani? Che cosa ha valore per me? In che modo traduco in azione ciò che per me ha valore? Quali sono i miei bisogni? Che azione intraprendo per soddisfarli? Quali sono i miei sogni? Come li traduco in obiettivi concreti e realizzabili? Che cosa pensi quando avvelenano un orso maremmano? Zzz…. Ps: Visto che Nuvoletta ha già dato, la staffetta la passo a vaniglia78, a womanaman (che, essendo coppie, assieme ne prendo 4 con un colpo solo) ziamariella e a forsemisveglio, così forse mi manda a cagare… Trimonato da BaroneAgamennone | 22:58 | commenti (15) martedì, ottobre 02, 2007
Che cosa si può dire di un soldato caduto in guerra che lo Stato “ripaga” in questo modo? Niente. Non si dovrebbe dire proprio niente, tranne ammettere che, ancora una volta, c’è più di un buco nero nel nostro sistema e che l’acqua cola da tutte la parti, mischiandosi con il sangue… L'amaro matrimonio di Alessandro Robecchi Tutte le cose allegre e gentili che si dicono ai matrimoni sono inutili, paiono stupide, annichilite dalla realtà. Lorenzo D'Auria, il militare del Sismi ferito a morte durante il blitz che ha portato alla sua «liberazione», e la sua compagna Francesca si sono sposati giovedì all'ospedale romano del Celio. Lui in coma irreversibile; lei schiantata dal dolore, con tre figli piccoli, l'ultimo di due mesi. «Cerimonia silenziosa e straziante», hanno scritto le agenzie, e non si fatica a capirlo. Cerimonia «agevolata da Chiesa e Stato», hanno scritto le stesse agenzie, ed è in questa «agevolazione» che sta la beffa più crudele, la straripante ipocrisia. La Chiesa chiama simili situazioni «matrimonio in articulo mortis». Quanto allo Stato, non si sa, ma è un dato di fatto che conosciamo bene: senza quel «sì silenzioso», la compagna del militare italiano ucciso in Afghanistan non avrebbe diritto alla pensione del suo uomo morto ammazzato. E per di più, in caso di decisione sulle terapie mediche (crudamente: staccare o meno la spina) non potrebbe dire la sua, nonostante una vita insieme e tre figli da crescere. Sulla necessità di andare a morire per l'Afghanistan, per Bush e per l'Impero ha già detto il padre di D'Auria. Parole lucide, dolorose, ma liquidate con sufficienza finto-compassionevole dal ministro della difesa Parisi, che le ha attribuite al dolore più che al ragionamento. Sul matrimonio in extremis, invece, su questa ipocrita applicazione dei Dico ad personam, nessuno ha detto nulla, se non l'ovvio moto di compassione per due vite così malamente offese. Pure, resta amarissimo il sapore di un diritto concesso alla fine, in fretta e in silenzio, un diritto «agevolato», che avrebbe dovuto essere invece ovvio, acquisito e naturale, normale per tutti, la cui negazione offende. Negazione di un diritto a cui si è rimediato per pietà, per una forma di decenza che non riesce a cancellare l'indecenza di morire così e di «regolarizzarsi» in quel modo. Viva gli sposi. E a tutti gli altri, invece: vergogna. (da “il Manifesto” del 30 settembre 2007)
Trimonato da BaroneAgamennone | 20:20 | commenti (8) |
grazie a novocaine per "la testata" (che non mi ha mai dato in testa).