Qui scriverò tutte le cose che mi verranno in mente. Quando ne avrò voglia, quando avrò tempo, quando starò - come oggi - senza voglia di fare un cappero. Lo prometto. No, anzi. Lo giuro!





 
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venerdì, gennaio 23, 2009

 

 

Tra i “VAF (valutazioni a freddo)” sul sito di “Annozero” di Michele Santoro, giovedì 15 gennaio, c’era questo dal titolo:

 

 

La coerenza.

 

Un po' di tempo fa, Lucia Annunziata fece abbandonare la sua trasmissione televisiva al presidente Berlusconi, perchè "certe cose" non si possono dire e non si possono fare in televisione...

 

 

Vero, giusto... ma poi lei che ha fatto, giovedì 15 gennaio...?

Trimonato da BaroneAgamennone | 21:34 | commenti (2)

mercoledì, gennaio 14, 2009

 

 

 

Assolo stranitalia.

Milano

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                                                                                                                             Bari

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 21:06 | commenti (12)

sabato, gennaio 10, 2009

Ritorno al futuro.

 

 

Altro che John Titor. Si torna tante volte nel passato... Probabilmente, anche su di me, in qualche vecchio archivio, c’è una nota di due-tre righe, ormai ingiallita dal tempo, redatta dalla Digos. Ogni picca giova, come si dice. Sarà stato questo uno dei motivi che poi mi ha condotto su certe strade. La polizia politica, in quegli anni, ti spiava, osservava, scrutava, schedava, ti fermava per strada e ti chiedeva i documenti. Picchiava nelle Questure. Spaccava le teste con i manganelli alle manifestazioni (quando non ti faceva volare via dalla finestra, come fecero con l’anarchico Pinelli). Il G8 di Genova e il macello alla scuola Diaz ci hanno fatto scoprire che quei tempi non sono poi così distanti. Che esistono ancora dei poliziotti che, come suoneria del cellulare, hanno “Faccetta nera”. Che esistono ancora dei “tutori dell’ordine” che odiano le “zecche comuniste”. Per questi motivi, oggi, non mi stupiscono le reazioni blande rispetto alla guerra tra israeliani e palestinesi, così come non mi ha sorpreso tanto leggere che anche De Andrè era schedato e considerato un terrorista.

 

Non ho alcuna nostalgia degli anni Settanta italiani. Furono anni ottusi, grigi, violenti e folli. Non si salva quasi nulla, da nessuna parte. Ieri lo storico Mimmo Franzinelli ha pubblicato un documento interessante. Una nota della questura dedicata a Fabrizio De André, all’indomani della strage di Piazza Fontana, s si pensa che De André abbia a che fare con gruppi rivoluzionari di sinistra collegati alla bomba di piazza Fontana. La riporto per intero: «Il De André Fabrizio, noto cantautore, pur essendo studente universitario fuori corso in giurisprudenza, si interessa di questioni artistiche, provvede alla incisione dei dischi delle proprie canzoni, ha effettuato qualche spettacolo in televisione, ma non appare mai nei pubblici teatri. Accompagnato sempre dalla moglie, viaggia a bordo dell'auto Fiat 600 targata GE-293864 ed è titolare del passaporto nr. 5191279 rilasciato a Genova il 10.12.1969. Non risultano precedenti penali a suo carico, salvo una denuncia, risalente al 28.8.1959 ad opera della Polizia di frontiera di Bardonecchia, per danneggiamento su edificio destinato al culto. In linea politica, pur non essendo aderente ad alcun partito o movimento - viene indicato come simpatizzante per l'estrema sinistra extraparlamentare e frequenta, in Genova, persone note per tale orientamento o favorevoli al PCI e al PSIUP».

Insomma De André viene controllato da quel momento e per buona parte degli anni Settanta. Al punto che nel giugno 1976, i servizi segreti informano di «un appezzamento di terreno in località Tempio Pausania (Sassari) dove intenderebbe istituire una comune per extraparlamentari di sinistra. Nei periodi di permanenza in Genova, lo stesso avrebbe contatti con elementi appartenenti al gruppo anarchico ed a quello filocinese. Il De André è persona nota a codesto Ministero».

Il De Andrè è talmente “noto”, che un paio di anni più tardi nelle relazioni si ipotizza che De André potesse essere un simpatizzante e finanziatore delle Brigate Rosse. Ora tutto questo non è soltanto ridicolo. Ma ha qualcosa a che fare con quel paese torbido che siamo stati, e che potremo tornare a essere. Occuparsi di De André anziché dei veri responsabili della strage di piazza Fontana, che non erano extraparlamentari di sinistra, ma neofascisti collegati ad apparati dello stato deviati, ha qualcosa di stupefacente, in cattiva fede e in ottusità. Stabilire che una scelta poetica e di vita come quella della Sardegna, per un artista come De André potesse essere un modo per mettere in piedi un’organizzazione di agitatori e propagandisti è surreale. Come è surreale solo il pensare che un pacifista, anarchico come Fabrizio De André potesse avere minimanente a che fare con il terrorismo. Ma siamo stati un paese stupido, e ossessivo. E queste relazioni sembrano quelle della Stasi, il potente e paranoico servizio segreto della Germania Est, non le informative di polizia di un paese democratico e civile.

 

di Roberto Cotroneo

l’Unità 10 gennaio 2009

 

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 16:33 | commenti (3)

grazie a Pia per "la testata" (che non mi ha mai dato in testa).