Qui scriverò tutte le cose che mi verranno in mente. Quando ne avrò voglia, quando avrò tempo, quando starò - come oggi - senza voglia di fare un cappero. Lo prometto. No, anzi. Lo giuro!




 

giovedì, maggio 15, 2008

 

 

The end.

 

Oggi alla radio hanno mandato questo pezzo (maledizione!). Il cuore ha iniziato a battere forte nel petto. Una marea di ricordi sono esplosi nella mia mente. Mi è venuto da piangere. Per fortuna ero solo in auto e nessuno poteva vedermi. Mi sono guardato nello specchietto retrovisore. Avevo gli occhi e lo sguardo della tristezza. Sembra che tutto il mondo sia contro di me. Non faccio la vittima. Io sono il carnefice. Ma anche i carnefici, alla fine, si sentono accerchiati.Vado in un posto per non pensarti e ti ritrovo. Ti saluto e nemmeno mi rispondi. Fingi indifferenza. Mi tratti come un povero stronzo. Be’, magari, ora pensi proprio questo di me. Mi sa che siamo proprio alla fine. Me la sono cercata. Me la sono meritata. Come si dice? La giusta punizione per chi tenta di rovinare sempre tutto. Come se cercassi sempre un terremoto che sconquassa tutto. E alla fine rimango sorpreso dagli effetti devastanti della scossa. Che stupido…

 

Meglio questo. Meglio un terremoto che un lento morire nelle chiacchiere insulse. Almeno me lo sono scelto. So che tu non la pensi così. Ma, vedi, la vita degli uomini è piena di miserie, l’uomo è un animale crudele. Queste sono le uniche giustificazioni che riesco a darmi. Ma le scrivo solo sulla carta. Sulla carta le miserie non puzzano. Però, quando uno è alla fine…insomma, uno può dire quello che vuole, quelle miserie diventano di carta e le rendo più astratte. Ma miserie non sono…chissà, a volte è così difficile distinguere fra crudeltà e giustizia. Anche Hitler pensava di essere nel giusto e molti (moltissimi, anche noi qui in Italia) gli hanno creduto. E invece il mondo è fatto di azioni, di atti..cose concrete che però poi passano, perché l’azione si verifica, succede…e succede solo in quel preciso momento lì, e poi svanisce, non c’è più. Non è vero che verba volant. Verba manent. Di tutto ciò che siamo, di tutto ciò che siamo stati, restano solo le parole che abbiamo detto e non quello che abbiamo fatto in quel dato luogo e in quel dato momento.

 

Restano le parole..le mie..o le tue quelle che mi hai sempre ribaltato e ritorto contro come aghi appuntiti e come lame affilate. Quante volte hai usato le mie confessioni contro di me? Quello che ferisce gli altri, poi, si dimentica. Quello che ferisce noi, invece, rimane. Ma chi testimonia per il testimone? Il punto è questo, nessuno testimonia per il testimone. Per fortuna che la scrittura è sorda. Anche questi suoni che sento ora moriranno. Moriranno come morirà questa pagina dopo essere stata letta. La scrittura fissa le parole e le uccide. Anche se la scrittura falsa tutto. Ma sotto? Sotto la vita è viva come quando sollevi una pietra e trovi un formicaio e le formiche scappano in tutte le direzioni.

 

Alla fine, tutto diventa e finisce in merda. Siamo tutti in una fogna anche se alcuni guardano le stelle. Anche i sentimenti muoiono e vanno sotterrati. Cosa resta? Un buco nero in cui scavare. Chissà come mi odi ora per aver raccontato la nostra storia. Sai, se c’è qualcuno che i comuni giuda, quelli che tradiscono per tradire, odiano senza pace, è proprio Giuda, che tradì per fedeltà…Ma se proprio dovessi scegliere il personaggio, tra Giuda che per trenta denari salvò quelli che Gesù pensava di salvare con la sua croce e Bruto che per giochi di potere pugnalò alle spalle Cesare, sceglierei Iago. Almeno quella tra Otello e Desdemona era una storia di amore e di gelosie. Più simile alla nostra. Anche se Iago doveva avere l’anima un po’ pelosa.. Come me.

 

Ora mi resta solo questo niente. Questo silenzio. Raccogliere le briciole. Ricordi che galleggiano in una schiumetta bianca di una malinconia infinita. So che mi volevi bene davvero. Volevi il mio bene. Volevi anche il tuo. O ciò che tu pensavi che avrebbe potuto essere il "nostro" bene. Anche io te ne volevo. E te ne voglio ancora molto. Ma il verme è nel frutto. In quella maledetta mela che ci offre il serpente. Saremmo tutti felici, se non fosse così.

 

Senti, il resto della storia raccontalo tu, chè io non ho più voglia di ricordare. Ti ho chiesto scusa. Non è bastato. Non mi hai perdonato. Amen. E poi a che servirebbe? Non bisogna farlo e non serve a niente quando siamo stati così stolti. A volte, le cose vanno per conto loro, senza perché, senza ma. Il brutto non è solo questo. Il brutto è che l’amore se n’è gghiuto. E non vedo l’ora di andarmene anche io.

 

Ora bisogna pensare solo al futuro. Di futuri ce ne sono tanti. Io ti auguro il migliore possibile. Pensare a cose belle o come diceva quello in quella canzone (forse, era Tenco) “e lontano lontano nel tempo forse un giorno negli occhi di un altro troverai un po’ dei miei occhi…”

 

Solo in una cosa hai sempre sbagliato. Nel pensare che la vita sia o così o cosà. I futuri si dividono sempre in due, in quelli (come te) che continuano a pensare che la storia la facciamo noi con le nostre mani, e in quegli idioti (come me) che continuano a sognare, pensando che la storia è come l’amore e come la musica.

 

Ora c’è solo lo schermo e il film è finito. Dopo i titoli di coda che scorrono, appare “the end”.

 

 

 

Trimonato da BaroneAgamennone | 00:30 | commenti (10)

grazie a novocaine per "la testata" (che non mi ha mai dato in testa).